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I ricordi di Marco, Lucrezia e i suoi parroci

Continua il racconto di Marco Manoni sulla Lucezia che è stata. Il ricordo dei sacerdoti che hanno guidato la parrocchia.

marco manoniLUCREZIA – Eccoci arrivati proprio di fronte alla chiesa parrocchiale che, al tempo del passaggio del fronte, fu abbattuta dai soldati tedeschi.

La posizione della vecchia chiesa era più o meno la stessa dell’attuale anche se ad un livello inferiore rispetto al piano stradale dell’attuale Flaminia.

Davanti alla vecchia chiesa c’era una grande croce una grossa croce in ferro arrugginito con la sigla “Gesù Nazzareno Re dei Giudei (INRI)”.

Il primo parroco di Lucrezia fu don Virgilio Ghironzi che non ho personalmente conosciuto anche se è stato lui a battezzarmi.

Negli anni ’40 circa, al posto di don Ghironzi arriva don Ettore Carboni che è stato tutore nel cammino di fede fino alla nostra gioventù.

Quanti ricordi mi tornano in mente come le sue omelie nelle cantine Pandolfi quando la chiesa non c’era più. Le sue parole facevano eco fra le enormi botti, alle volte c’era odore di solfito ma anche di buon vino.

Ricordo quando mettemmo in scena una piccola commedia scritta da lui e fu davvero un successo anche perché la gente, dopo la guerra, sentiva il bisogno di fare una risata. Ricevemmo la richiesta del parroco di Bellocchi di una nostra esibizione, la loro parrocchia aveva anche un piccolo teatro e noi accettammo con gioia.

Ricordo che era un sabato sera di inizio primavera del 1947. Andammo a Bellocchi in bicicletta, don Ettore era ancora giovane, aveva circa 35 anni. Si mise in testa al gruppo, era già buio e lungo la Flaminia non c’era l’illuminazione. Ricordo le sue possenti pedalate che facevano svolazzare la sua lunga tonaca. Si udiva soltanto il ronzio delle dinamo delle biciclette, i fanali emettevano una luce fioca ma sufficiente per rischiarare quella dolce scenografia di una bella stagione che mai più si ripeterà.

Ricordo con tanta gioia e nostalgia il più bel regalo della vita quando il 15 settembre del 1968 don Ettore e don Giuliano Bonazelli celebrarono il mio matrimonio con Paola. Fu davvero bello, tanto che il nostro amore continua anche se sono passati 52 anni!

Caro don Ettore ti diciamo grazie per la tua pastorale semplice e dotta, grazie per essere stato un punto di riferimento quando, appena dopo il passaggio del fronte di guerra, tante famiglie si rivolgevano a te per la ricerca di tanti soldati dispersi o prigionieri in Russia e Germania. Grazie per tutte le volte che sei venuto a casa nostra a vegliare i nostri nonni moribondi ed hai portato consolazione e conforto. Don Ettore sarai sempre nei nostri cuori!

Arriviamo a fine anni ’60, terminata la stagione di don Ettore, al suo posto venne don Giuliano Bonazelli. Don Giuliano fu davvero un innovatore, aveva un modo nuovo per diffondere la dottrina della Chiesa ed il vangelo di Gesù.

Ricostruì tutti gli edifici parrocchiali, la nostra chiesa e convinse la Curia ad edificare un moderno cinema dove venivano proiettati film adatti ad adolescenti e giovani.

Successivamente organizzò una compagnia teatrale, intervallando commedie dialettali con rappresentazioni che raccontavano il vangelo di Gesù. Questo fu un modo per attrarre tanti giovani che altrimenti si sarebbero persi nel nulla. Grazie don Giuliano, i lucreziani ti porteranno sempre nei loro cuori!

Nel 2010 al posto di don Giuliano arriva don Sergio Carettoni. Lo ricordo come un parroco colto ed intelligente, un innovatore nelle funzioni religiose, discreto con le persone. Direi proprio un bravo parroco. È rimasto a Lucrezia quattro, cinque anni e di lui rimane un bel ricordo. Grazie don Sergio!

A don Sergio è succeduto don Marco Mascarucci. I lucreziani lo conoscevano già da tempo quando svolse il ruolo di vice parroco con don Giuliano. La gente lo ha accolto con gioia perché don Marco è un eterno giovane con il suo sorriso e la sua gioia nel diffondere il vangelo di Gesù.

Caro don Marco, la tua dolcezza emana carità e amore. San Paolo diceva: “La carità è paziente, la carità è benigna, la carità non è invidiosa, la carità tutto perdona. Se non ho la carità sono solo un bronzo che suona”.

Gesù colloca l’amore al primo posto per meritare la vita eterna.  Allora forza don Marco, Gesù così ci rassicura quando si separò dai suoi discepoli dicendo: “Andate in tutto il mondo a predicare il mio vangelo. Non temete perché io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo”. Grazie don Marco!

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