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I ricordi di Marco, la famiglia Vampa detta Crucin

Altra tappa del racconto di Marco Manoni sulle famiglie che abitavano a Lucrezia negli anni '40 e '50.

marco manoniLUCREZIA – Sempre a ridosso della via Flaminia, accanto ai Capodagli, abitavano i Vampa, soprannominati Crucin.

Erano marito e moglie con tre figlioli, lui si chiamava Fiorano e la sua sposa Giovanna. Ricordo Fiorano piccolo di statura, viso serioso, portava in testa il tipico berretto calato sull’orecchio, era un grande lavoratore, dedito soprattutto alla famiglia. Era un dipendente del deposito di carburanti, Berloni Petroli, che stava lungo il viale della Stazione.

Giovanna la ricordo piuttosto alta e magra. Viso dolce, molto timorata di Dio, fede che trasmise ai suoi figli che sono cresciuti all’ombra del campanile con don Ettore, prima, don Giuliano, poi, e tutti i parroci che vennero successivamente.

Intanto la femmina più grande Liliana faceva la commessa nella libreria della loro zia in piazza XX settembre a Fano e più tardi andò in sposa al giovane Franco Ditommaso un giovane affettuoso che di mestiere faceva il barbiere.

La sorellina più piccola di nome Celestina imparò il mestiere di magliaia, più tardi si unì in matrimonio ad un giovane di nome Luciano che credo fosse abruzzese.

Io ho avuto un buon rapporto di amicizia con Vittorio, l’unico figlio maschio di Fiorano e Giovanna, perché insieme siamo cresciuti all’ombra del campanile.

Vittorio trovò lavoro alla Montecatini, intanto si fidanzò con una giovane carina di Fossombrone di nome Marisa. Si unirono in matrimonio e fu un connubio di amore e fede e misero al mondo due splendidi figlioli.

Vittorio continuò il suo impegno in parrocchia, nel tempo arrivò al diaconato. Una volta in pensione ha deciso di dedicare la maggior parte del tempo ad aiutare il parroco, oggi don Marco Mascarucci, al servizio degli ultimi: anziani, ammalati, giovani in difficoltà e tanti altri.

Quando ancora oggi incontro Vittorio mi viene in mente quando il fariseo chiede a Gesù: “Cosa devo fare per meritare la vita eterna?”. Gesù risponde: “La vita eterna dipende dall’amore che riverserai a Dio e verso il prossimo”.

Anche in questo tempo di pandemia Vittorio ha continuato il suo servizio in chiesa, durante la celebrazione della santa messa e portando l’eucaristia ad anziani e malati.

Grazie Vittorio perché il tuo stile di vita è quello che raccomanda Gesù: “Rinnega te stesso, prendi la tua croce ogni giorno e seguimi”. Nel discorso della montagna elenca anche i puri di cuore che vedranno Dio.

Per tutto questo il mio grazie di cuore alla famiglia Vampa soprannominata Crucin.

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