Il Metauro
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I prossimi appuntamenti di Comizi d’Amore alla Rocca malatestiana

Omaggio a Ezio Bosso con i danzatori del corpo di ballo della Scala, Mario Tozzi, Max Paiella e Matthias Martelli

francesco mascia
Il fanese Francesco Mascia

FANO – Per la rassegna COMIZI d’AMORE Theatron martedì 30 luglio alle ore 21:15, alla Rocca malatestiana, saranno di scena Francesco Mascia e Benedetta Montefiore danzatori del corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano con il Maestro Francesco Libetta.

I tre artisti presenteranno a Fano in esclusiva per la rassegna per al direzione artistica di Massimo Puliani: “Piano – Ballet” omaggio a Ezio Bosso. Francesco Libetta che è un talentuoso pianista protagonista della renaissance di Ezio Bosso in collaborazione con la famiglia e Sony Music.

E’ un pianista di riferimento internazionale sui palchi più prestigiosi, considerato da decenni fra i migliori interpreti del globo, scrittore di libri musicali di successo, compositore, dedicatario di documentari da parte di icone del genere come Monsaingeon e Franco Battiato, Steinway Artist.

Francesco Mascia (fanese ed è la prima volta che propone un suo spettacolo nel palcoscenico cittadino) inizia il suo percorso all’Accademia del Teatro alla Scala, dopo aver vinto il concorso internazionale “Civitanova danza per domani”.

Nel 2015 inizia la carriera da professionista con il corpo di ballo del Teatro alla Scala, ballando in Italia e in tournée internazionali. Interpreta ruoli da solista e primo ballerino nei titoli del repertorio di grandi coreografi come: MacMillan, Nureyev, Balanchine, McGregor, Bigonzetti, Legris e altri.

Nel 2023 è parte della creazione in prima mondiale “Blake Works 5” di W. Forsythe. È membro del gruppo di ricerca di Filologia della danza dell’università di Bologna con la ricostruzione filologica del “Risveglio di Flora” di Petipa/Drigo.

Benedetta Montefiore nel 2008 entra alla scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala dove si diploma nel 2016. È con il Bejart Ballet Lausanne dal 2016 al 2018, anno in cui entra a far parte del corpo di ballo del Teatro alla Scala. Durante la sua carriera alla Scala ha lavorato con coreografi come A. Preljocaj; W. McGregor, W. Forsythe e M.Legris.

BIGLIETTERIA On Line: www.liveticket.it e al Teatro della Fortuna di Fano, T. 0721.800750

PROSSIMI APPUNTAMENTI

MERCOLEDÌ 7 AGOSTO 2024 – h. 21:15 MATERIA
MARIO TOZZI MAX PAIELLA
“Viaggio In Italia. Bellezza e Criticità”
Spaziando dalla geologia all’antropologia, il geologo Mario Tozzi autore del libro “Oltre il fango”, rivela le origini del territorio in cui viviamo, svela gli squilibri climatici e auspica un rapporto tra natura e uomo. A legare i punti tematici trattati nel recente libro , sarà l’umorista del “Ruggito del Coniglio” Max Paiella con le sue canzoni paradossali e satiriche. Un evento singolare

SABATO 10 AGOSTO 2024 – h. 21:15 THEATRON
ROBERTO MERCADINI
“Moby Dick, sebbene molti abbiano tentato” da Melville
Moby Dick non racconta una storia. Non è un romanzo. Forse neppure un libro. È un mostro che sta fra gli altri volumi scritti come il leviatano bianco sta in mezzo alle altre creature marine. Moby Dick non si può narrare, “sebbene molti abbiano tentato” (per citare Melville). Che può farne, allora, un narratore (e nel tempo d’una narrazione)? Può almeno far brillare alcuni frammenti incandescenti; far intuire, per sintesi, l’intera luce, l’intero calore del magma. Può dire: “sono come un palombaro che scende negli abissi. Trova Atlantide. Non può risalire portandosi Atlantide sulle spalle. Può riportare però qualche frammento (una moneta, un pezzetto d’anfora, un naso di statua). E poi dire: ‘guardate, questa non è Atlantide; è la prova che, là sotto, c’è Atlantide: andate a farci un giro, se vi capita.’

VENERDÌ 23 AGOSTO 2024 ore 21.00 THEATRON
MATTHIAS MARTELLI
“Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame
regia di Eugenio Allegri
Mistero Buffo è considerato il capolavoro di Dario Fo. Eugenio Allegri dirige Matthias Martelli, considerato l’erede del Maestro, nella riproposizione di quest’opera straordinaria: l’attore è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Un linguaggio e un’interpretazione nuova e originale, nel segno della tradizione di un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone l’infondatezza.

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