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A Fossombrone è tempo di bilanci per il sindaco uscente Gabriele Bonci

Intervista al sindaco uscente Gabriele Bonci che ha deciso di non ricandidarsi per un secondo mandato.

gabriele bonci elezioniFOSSOMBRONE – Con l’apertura ufficiale della campagna elettorale è tempo di bilanci per Gabriele Bonci, sindaco uscente che ha deciso di non ricandarsi per un secondo mandato. A lui abbiamo chiesto cosa è stato fatto di buono durante la sua amministazione e cosa si poteva fare meglio. A fine intervista gli abbiamo strappato anche un consiglio per il/la prossimo/a sindaco/a.

A conclusione di questi cinque anni come sindaco, di cosa si sente più orgoglioso?

Di cose ne abbiamo fatte tante, tante altre avremmo voluto farne, ma va tenuto conto che gli ultimi 18 mesi, quelli nei quali si cerca di portare a termine il programma, sono stati pesantemente condizionati dalla pandemia.

Se devo scegliere direi che su due argomenti mi reputo particolarmente soddisfatto: sanità e turismo-cultura.

Sulla sanità locale sono riuscito, grazie anche al continuo rapporto con il locale comitato pro-ospedale, a far sì che il nostro ospedale di comunità sia rimasto interamente pubblico, contrariamente a quanto accaduto ad altre realtà limitrofe.

Certo, servirebbe molto di più, ma siamo riusciti a mantenere i servizi presenti, alcuni potenziandoli, gettando le basi per ulteriori implementazioni.

Per quel che riguarda invece il turismo, devo dare atto all’Assessore Mei di aver fatto un lavoro enorme, partendo dai numerosi restauri passando per una massiccia campagna di promozione per giungere alla mostra dedicata a Diamantini tuttora in corso.

Un lavoro che ha innegabilmente dato alla nostra città una visibilità mai avuta in precedenza ed un incremento notevole per quel che riguarda le presenze turistiche.

Purtroppo, anche e soprattutto da questo punto di vista, la pandemia non ci ha certo aiutati, impedendo di fatto, negli ultimi due anni, gran parte degli eventi previsti (mostra del tartufo, carnevale storico e via dicendo.

Come Cinque Stelle, ritiene che siate riusciti a dare un segno di discontinuità politica con il passato?

Quello che mi sento di dire è che tutto quello che si è fatto lo si è fatto mettendo esclusivamente la città ed i suoi abitanti al primo posto, senza nessun secondo fine personale, e senza voler mai privilegiare o danneggiare qualcun altro.

Rispetto al programma elettorale, cosa non è riuscito a fare in questo mandato elettorale che avrebbe però voluto?

Ripeto che la pandemia ha praticamente paralizzato il periodo conclusivo del mandato, quello nel quale si cerca di portare a termine i progetti.

Sicuramente avrei voluto fare meglio dal punto di vista delle opere pubbliche, alcuni lavori importanti non siamo riusciti a farli partire per varie problematiche burocratiche, ma non dimentichiamo quante manutenzioni abbiamo fatto ad esempio nelle campagne dove abbiamo sistemato strade e ponti abbandonati da anni.

Qualcuno mi ha accusato di aver disperso energie nelle campagne, poco popolose, e non aver concentrato gli sforzi nel centro storico dove ci sono molti più elettori: è il discorso di prima, abbiamo agito nel solo interesse dei cittadini, e quelli delle campagne non possono essere cittadini di serie B.

Senza alcun fine elettorale, c’erano situazioni di viabilità talmente compromessa che non potevano non essere affrontate, c’era gente che letteralmente non riusciva più ad andare a casa.

Avrei potuto lasciarli in questo stato e concentrare gli sforzi a riqualificare ad esempio Corso Garibaldi, che indubbiamente necessita di interventi, ed a livello di consensi sicuramente sarebbe stato più “producente”, ma non era quello il nostro obiettivo.

Un secondo mandato poteva essere la naturale prosecuzione, come mai ha deciso di non candidarsi?

E’ vero, il secondo mandato è quasi scontato, ma il primo è stato davvero logorante, specialmente, ripeto a costo di essere noioso, dallo scoppio della pandemia in poi. Devo tornare ad occuparmi anche di me stesso e dei miei figli.

La lista della candidata Mei può considerarsi una prosecuzione del suo mandato o un nuovo progetto politico?

Sicuramente Gloria si porta dietro il bagaglio di esperienza maturato in questo primo mandato, ed il suo programma è un giusto mix tra prosecuzione del nostro progetto unito a nuovi obiettivi.

Ci sono questioni aperte molto importanti come l’ospedale. La sua amministrazione poteva fare di più?

Come già detto, da questo punto di vista, credo fosse obiettivamente impossibile fare di più. Piuttosto spero che, chiunque prenderà il mio posto, continui a dedicare le stesse energie che ho dedicato io a questo argomento.

Come c’è nel suo futuro? Ancora impegno politico o si dedicherà ad altro?

Per ora mi faccio da parte, esco dalla scena politica, poi vedremo in futuro, mai dire mai…

Come vede il futuro di Fossombrone?

Leggo i programmi degli altri candidati, Mei a parte che ovviamente gode della mia fiducia, e vedo un sacco di bei progetti, belle parole, come fai a non condividerli?

Ma sono un po’ tutti uguali: Fossombrone al centro del mondo, rilancio di questo e quell’altro, i giovani, gli anziani, la cultura, il turismo, il decoro e via dicendo, ma vi sembra che un candidato sindaco possa volere il contrario per qualsiasi città?

Spero che chiunque prenderà il mio posto continui a fare scelte, magari sbagliate perché è inevitabile ed errare è umano, ma col solo obiettivo del benessere comune, senza farsi condizionare da altro.

Da sindaco uscente quale consiglio darebbe al nuovo eletto/a come passaggio di testimone?

Non me la sento di dare consigli, del resto sembrano tutti già avere la ricetta giusta. Mi limito a dire che le problematiche sono praticamente infinite, si va dal cane del vicino che abbaia di notte fino all’ospedale, dalla buca ed il lampione spento alla gestione dei rifiuti.

Io mi sono messo sempre al servizio del cittadino, parlando con tutti di tutto, consapevole dei miei limiti e di non aver la bacchetta magica, ma sempre con umiltà, educazione e rispetto, e di questo penso mi si debba dare atto, questo forse è l’unico suggerimento che mi sento di dare a chi prenderà il mio posto.

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