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“La libertà di tenersi per mano”

La nota della Rete Femministe Marche dopo gli episodi omofobi accaduti ad Ancona

donne ancona mano nella manoANCONA – Sabato 28 agosto, pomeriggio, in pieno centro ad Ancona e sotto gli occhi di tantissime persone un quattordicenne, spalleggiato dal branco, ha preso a pugni in faccia una ragazza di 16 anni.
Il motivo? Teneva per mano un’altra ragazza, aveva a tracolla una borsa Rainbow ed i capelli corti.
Chi ha massacrato la ragazza è un ragazzo di 14 anni!
La sera prima un altro fatto inquietante: al circolo Arcigay Communitas di Ancona è avvenuta un’aggressione all’esterno dei locali con il lancio di una bottiglia verso le persone; per fortuna, nessun ferito.
“Non possiamo a questo punto non pensare alla Scuola – commentano dalla Rete Femministe Marche – Una scuola in cui si negano le marginalità, non si tiene conto di quelle silenziose e silenziate, dove le discriminazioni sono purtroppo all’ordine del giorno, e che spesso ignora il contesto economico – sociale in cui i nostri bambini e ragazzi crescono.
La cultura patriarcale è dentro ai programmi, al linguaggio, ai libri di testo, in cui la letteratura è una storia unicamente maschile.
Senza nessuna educazione sessuale – continua la nota – le scuole rischiano di essere luoghi aperti alla violenza di genere e nei confronti. di chi manifesta un orientamento sessuale non etero; le giovani generazioni continueranno a pagare il conto della mancanza di anticorpi culturali contro il fascismo ed il bigottismo.
Chiediamo che l’educazione all’affettività e alla differenza venga inserita nei programmi scolastici di ogni ordine e grado della Scuola pubblica.
Viviamo in un mondo fatto di violenza – continua la nota – intriso di retorica di valori ipocriti e fondato sulla difesa della vita; assistiamo a continui attacchi al diritto all’aborto, per un’idea di famiglia tradizionale, un mondo in cui si usa la guerra come risoluzione dei conflitti e il razzismo come salvaguardia di una razza pura.
Valori legati all’organizzazione generale di una società fondata sulla di violenza patriarcale e sull’oppressione dei più deboli.
Il fatto accaduto ad Ancona ci chiama tutte, tutti e tutt ad interrogarci e ad agire contro il l’odio, il terrore, il razzismo e la repressione.
E’ necessario rispondere con più democrazia e chiedendo il rispetto di più diritti; creando comunità, reti sociali vive aperte e solidali, perché dove c’è società autorganizzata, non c’è margine per l’odio ed il fanatismo; perché “Amare” sia quel sentimento meraviglioso da vivere senza obblighi, amando chiunque si scelga di amare.
Teniamoci per mano affinché un mondo nuovo, migliore, differente si profili all’orizzonte”.
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