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A Cartoceto spunta il bando per assumere “il sindaco ombra”

La minoranza consigliare parla di "capricci" del sindaco Rossi e definisce "sindaco ombra" la nuova figura che verrà assunta.

consiglieri minoranza cartoceto
I consiglieri di minoranza Longhi, Lommano, Letizi, Roberti

CARTOCETO – Capricci del sindaco di Cartoceto e sindaco ombra, sono questi i termini che la minoranza consigliare utilizza per descrivere la scelta dell’Amministrazione Rossi di istituire l’ufficio “Staff del sindaco” e di provvedere all’assunzione di una figura fino alla fine del mandato del sindaco stesso.

Il 21 febbraio scorso Rossi e la sua Giunta composta dagli assessori Mariotti Michele, Ciacci Francesca, Conti Debora e Gambini Sonia, hanno modificato il regolamento degli uffici e dei servizi inserendo un nuovo articolo che prevede la creazione dello “Staff del sindaco”.

Grazie a questo nuovo articolo il sindaco può assumere con contratto a tempo determinato personale alle dipendenze di sindaco e Giunta. Personale scelto direttamente dal sindaco e assunto con contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale degli enti locali.

Va ricordato che nel Comune di Cartoceto è già in essere una collaborazione per l’ufficio stampa pagato con risorse attinte dal settore “Affari istituzionali”.

LEGALITÀ E OPPORTUNITÀ

La minoranza sottolinea che, se da un punto di vista tecnico e delle norme vigenti questa scelta è legale (ci mancherebbe altro), la scelta dell’Amministrazione Rossi è quantomeno inopportuna perché per il Comune di Cartoceto più che persone nello staff del sindaco “c’è bisogno di altri profili che diano stabilità agli uffici considerando l’assenza del caposettore dell’Ufficio Affari Istituzionali, andato in pensione lo scorso anno e ancora non sostituito, e il susseguirsi in questi mesi di numerosi segretari comunali”.

I COSTI

Questa nuova figura costerà alle casse comunali 14.600 euro per ogni anno fino alla scadenza del mandato del sindaco, quindi circa 50mila euro fino al 2024. La minoranza fa notare che “questi soldi, aggiunti a quelli destinati all’ufficio stampa, dovevano essere destinati a spese più urgenti e non a questi capricci”.

VOX POPULI: GOSSIP SUL NUOVO ASSUNTO/A

La minoranza fa notare che da tempo nella frazione di Lucrezia gira la voce che addirittura qualche “ardito” faccia nome e cognome del prescelto o della prescelta dal sindaco Rossi. La minoranza precisa che non ha mai creduto a queste dicerie, additandole come “pettegolezzo”.  Ma ironizza affermando che “Stai a vedere che a volte, non sempre, la vox populi non ha proprio tutti i torti e che veramente “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Vedremo gli sviluppi”.

IL TESTO COMPLETO DELLA MINORANZA

Sotto la lente dei consiglieri di minoranza Longhi, Lommano, Letizi e Roberti finiscono due documenti: “il programma per l’affidamento di incarichi di collaborazione 2020” e il “DUP Documento Unico di Programmazione”; ecco il testo:

“In occasione del Consiglio comunale dello scorso 2 Marzo, prima dell’approvazione del bilancio preventivo 2020, abbiamo affrontato la discussione riguardante alcuni atti propedeutici e in questa sede intendiamo porre l’attenzione su due di questi: il “Programma per l’affidamento di incarichi di collaborazione del 2020” e il DUP, Documento Unico di Programmazione.

Perché dopo qualche mese siamo tornati su questi due punti all’ordine del giorno? Poiché i dubbi, che avevamo espresso durante le nostre consuete preconsiliari e in occasione del suddetto Consiglio comunale, si sono palesati con tutte le implicazioni economiche del caso.

Infatti per quanto concerne il “Programma per l’affidamento di incarichi di collaborazione per il 2020”, siamo stati costretti all’astensione in quanto, sebbene siamo consapevoli che sia un atto necessario per avvalersi della collaborazione di figure esterne alla macchina amministrativa, nutrivamo dei seri dubbi riguardanti l’utilizzo di soldi pubblici, come riportato nella voce del settore “Affari istituzionali”, destinati alla possibilità di avvalersi di una figura professionale che curi la comunicazione istituzionale; certamente riteniamo che quest’ultima sia molto importante per fare in modo che la cittadinanza sia il più informata possibile sull’attività amministrativa, su eventuali bandi, opportunità, etc., ma siamo soprattutto dell’avviso che questo settore abbia primariamente e prioritariamente bisogno di altri profili, considerando l’assenza del caposettore, andato in pensione lo scorso anno e ancora non sostituito, e il susseguirsi in questi mesi di numerosi segretari comunali, e solo secondariamente di qualcuno che curi la comunicazione.

Dopo due settimane, non è tardata ad arrivare la determina, risalente al 16 Marzo, in cui si impegna 2 mila euro per il conferimento di tale incarico fino al 31 Dicembre 2020. Reputiamo fortemente che si tratti di una spesa non prioritaria, ma secondaria, considerate le esigenze del settore sopramenzionato, aleatoria e inopportuna, che doveva essere sospesa e risparmiata, visto il momento in cui viviamo e in cui ogni centesimo del bilancio è utile per fronteggiare questa tempesta che da sanitaria si sta trasformando in economica e sociale.

Purtroppo, dobbiamo inoltre constatare che abbiamo di nuovo avuto ragione per quanto concerne un altro dubbio, espresso durante le preconsiliari e il Consiglio del 2 marzo. Infatti, all’interno del “Documento Unico di Programmazione”, che abbiamo bocciato, nella sezione inerente alla pianta organica e al fabbisogno del personale è stata preventivata per il 2020 l’assunzione a tempo determinato (“sino al termine del mandato del Sindaco o al verificarsi di una qualsiasi causa di cessazione della carica di Sindaco”, come riporta la determina del 29 Maggio 2020) con un contratto part-time, 18 ore su 36, di un istruttore amministrativo destinato all’ “Ufficio di supporto alle cariche politiche”, o per dirla in parole povere allo staff del Sindaco. Siamo riusciti finalmente a capire dopo un paio di mesi quali siano le funzioni di questa nuova figura, i cui contorni erano ancora foschi durante il Consiglio comunale del 2 Marzo e nonostante le nostre numerose domande:

– intercettare finanziamenti e bandi (delega che ha già in mano il Sindaco stesso);
– attività di consulenza giuridica;
– “assistenza e supporto al Sindaco nelle funzioni attribuitegli…”;
– cura del collegamento tra amministratori e struttura comunale e dei rapporti istituzionali;
– attività istruttoria e di sviluppo su pratiche di competenza del Sindaco;
– supporto nell’attuazione di controlli interni;
– “presidio delle materie assegnate al Sindaco e delle deleghe e delle specifiche attribuzioni da egli conferite”;
– “gestione del cerimoniale”;
– “effettuare attività relative a rappresentanza ed onorificenze pubbliche, manifestazioni civili, religiose, culturali e sportive”.

Chiaramente questa spesa da un punto di vista tecnico e delle norme vigenti rispetta tutti i parametri: ci mancherebbe altro, è la legge che lo impone. La questione è prettamente politica: secondo noi pagare lo stipendio a questa nuova figura, somigliante ad un sindaco ombra, risulta ancor più inopportuno e indigesto.

Nel 2021 andremo a pagare circa 14.600 euro: si facciano le dovute proporzioni per il 2020. Questi soldi, aggiunti a quelli destinati all’ufficio stampa, dovevano essere destinati a spese più urgenti e non a questi capricci. Con questa spesa non solo si tolgono preziosi soldi a capitoli del bilancio maggiormente prioritari in questo momento, come quello riguardante il grande mondo delle politiche sociali, ma anche dal punto di vista gestionale all’eventualità di sostituire temporaneamente un dipendente o una dipendente in maternità, in infortunio, in congedo parentale etc., riuscendo a garantire un servizio ai cittadini e a rispettare il tetto di spesa per i contratti a tempo determinato. Non si utilizzi la scusa della penuria di personale, riguardo alla quale abbiamo già ampiamenti discusso in campagna elettorale, per giustificare un tale atto: tra le sue competenze è infatti esclusa quella di gestione.

Ci venga infine permessa una nota di colore: da molti mesi nella frazione di Lucrezia gira questa voce; addirittura qualche “ardito” faceva nome e cognome del prescelto o della prescelta. Noi non abbiamo mai creduto a queste dicerie, perché non ci era mai capitato di avere sotto i nostri occhi un atto amministrativo di tal genere; abbiamo sempre rigettato al mittente qualsiasi pettegolezzo. Stai a vedere che a volte, non sempre, la vox populi non ha proprio tutti i torti e che veramente “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”!!! Vedremo gli sviluppi”.

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