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Movimento 5 Stelle: “Lavori pubblici allo sbando, quanto dovremo sopportare ancora?”

I consiglieri del movimento 5 Stelle intervengono sulla sitauzione dei lavori pubblici nel comune di Fano

lavori-pubblici-fanoFANO – “La vicenda del famigerato incrocio di Via Campanella, che ora ha purtroppo assunto tinte tragiche, rappresenta la perfetta sintesi dell’incapacità delle giunte Seri nella programmazione e realizzazione di opere pubbliche davvero utili ai cittadini”.
E’ quanto affermano in una nota i consiglieri comuni del Movimento 5 Stelle Mazzanti, Panaroni e Giuliani.
“Si conferma innanzitutto quante occasioni siano state perse con le opere compensative per colpa di una miopia e di una inconsistenza politica che l’attuale maggioranza, in primis Seri e Fanesi, condivide con le giunte Aguzzi. Se si fosse gestita con un minimo di buon senso quella partita, le nuove rotatorie a Rosciano sarebbero già state ultimate a spese di Autostrade.
Ma salta poi all’occhio l’insopportabile lentezza dei progetti: già nel 2018, il consiglio comunale si era espresso all’unanimità sull’urgente necessità di mettere in sicurezza quell’intersezione, ma in tre anni l’Amministrazione non è stata in grado di avviare i cantieri.
Ecco perché da troppo tempo ci si deve rassegnare all’attuale viabilità, che è fuori da ogni logica razionale e provoca un inutile aumento di smog, portando tanti automobilisti incoscienti a violare il codice della strada.
Il settore Lavori Pubblici è lasciato allo sbando, con gli uffici impossibilitati a lavorare serenamente e a utilizzare l’enorme avanzo di bilancio per colpa di una politica incompetente e improvvisata, che ha dovuto partorire ben tre assessori, da segnalare forse per aggiudicarsi il Guinness dei primati, ma non certo per l’efficienza nel rispondere alle richieste dei cittadini.
Insomma, se questa Giunta si facesse un bell’esame di coscienza prenderebbe atto della propria inadeguatezza e si farebbe subito da parte, ma siccome sospettiamo che la propensione all’autoanalisi non rientri tra le virtù dei nostri bravi amministratori, temiamo che dovremo assistere ancora a lungo alle loro illuminate gesta”.
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