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La grafica di Emilio Vedova in mostra al Centro Studi Licini

La mostra comprende circa ottanta pezzi tra opere grafiche, pittoriche. Prima di una serie di mostre dedicata al segno nell'arte del Novecento.

MONTE VIDON CORRADO – Inaugurata lo scorso 17 luglio la mostra “Vedova, oltre il colore. Etica ed estetica del segno” allestita al Censtro Studi Osvaldo Licini.

“Ogni lastra di Vedova, pur riferendosi ai vari momenti della sua storia, e nei limiti di uno spazio ben diverso da quello delle grandi tele e delle ante dei plurimi, racchiude oggi un cosmo complesso d’immagini, divise fra il sentimento della natura, l’impeto delle passioni, l’urto violento della polemica, la ricerca misteriosa delle origini e la scoperta di nuove associazioni formali”, così scriveva Giuseppe Marchiori nel 1975 riguardo alla grafica di Vedova.

La mostra allestita nel polo museale di Monte Vidon Corrado è la prima di una serie dedicata al segno nell’arte del Novecento, aspetto fondante nell’arte di Licini.

Il gesto, il segno, sono stati caratteri espressivi attraverso i quali Emilio Vedova (Venezia 1919-2006) ha dialogato con la materia, sul piano pittorico e grafico, con una incessante, rigorosa sperimentazione.

L’esposizione verte su una parte poco studiata della produzione di Vedova, la grafica, alla quale l’artista si è dedicato dall’inizio degli anni Sessanta con passione, straordinaria perizia tecnica, con un percorso di ricerca per lui non secondario rispetto a quello della pittura.

Curata da Roberto Budassi e Daniela Simoni, la mostra è organizzata dal Comune di Monte Vidon Corrado e dal Centro Studi Osvaldo Licini, in collaborazione con la Stamperia d’Arte Albicocco di Udine e con la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia.

Il nucleo fondante del percorso espositivo, articolato tra le sale del Centro Studi Osvaldo Licini e gli spazi della Casa Museo, è costituito dalla collezione di incisioni di Corrado Albicocco, storico stampatore di Vedova, che ha collaborato per circa trent’anni con il grande maestro veneziano.

“All’inizio, con noi, è stato molto duro e davvero molto esigente, perfezionista al massimo – racconta Albicocco – ci controllava tutto, anche come facevamo i pacchi contenenti le
stampe da visionare”.

La mostra comprende circa ottanta pezzi tra opere grafiche, pittoriche – alcune delle quali inedite – libri d’artista, matrici, allestiti secondo un criterio cronologico – il percorso inizia con la litografia “Spagna oggi del 1961/62” e termina con “Senza titolo”, l’ultima acquatinta del 2006 – e tematico.

Tra i temi iconografici quello degli Oltre e gli Angeli di Vedova che idealmente dialogano con quelli liciniani. Una tematica che come un fil rouge percorre tutta l’arte del grande maestro dell’informale, è quella dello sguardo critico sulla contemporaneità: “Esiste un filo diretto che lega e connette l’attività grafica di Vedova con il suo essere uomo del proprio tempo, con il suo impegno civile, sociale, morale e politico.

Il segno, la scrittura, il testo e la poesia, la denuncia e la protesta passano attraverso il linguaggio scarno e incisivo della gra#ca – scrive Budassi – non meno che attraverso quello della pittura gestuale da lui esercitata sulle grandi superfici dei Plurimi e delle installazioni”. In mostra il modellino di “Chi brucia un libro brucia un uomo” della Fondazione Vedova, realizzato nel 1992 a seguito dei tragici eventi della guerra civile in Bosnia.

Nel percorso espositivo la sperimentazione grafica di Vedova dialoga con quella pittorica, evidenziando i richiami tra le due forme espressive ma anche la peculiarità dell’incisione: sulle lastre l’artista lascia attraverso il segno e la bicromia bianco-nero una sorta di diario interiore, in cui la condizione storica e quella esistenziale sono percepite come tensione e conflitto.

Albicocco racconta che una volta Vedova gli disse: “Magari riuscissi a fare in pittura quello che riesco a fare con l’acquatinta”.

In mostra anche un video sul lavoro alla grafica di Emilio Vedova, concesso in prestito dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, realizzato da Twin Studio per la mostra “Rainer – Vedova: Ora.” in corso a Venezia.

In catalogo, oltre ai saggi dei curatori, un testo di Fabrizio Gazzarri, assistente di Vedova negli anni dell’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Venezia, suo collaboratore e oggi Direttore archivio e collezione della Fondazione Vedova. La biografia dell’artista è a cura di Marino Capretti.

La mostra sarà aperta fino all’8 gennaio 2023.

 

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