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Valmex, un defibrillatore aziendale ad uso della comunità

Importante iniziativa dell'Azienda nella sede di Lucrezia di Cartoceto (PU)

valmex defibrillatoreLUCREZIA – Nuova importante iniziativa realizzata dalla Valmex. L’azienda di Lucrezia ha infatti realizzato una nuova postazione di defibrillazione precoce, a disposizione del personale aziendale e con la possibilità di utilizzo per il pubblico, per la defibrillazione cardiaca.

“Abbiamo deciso senza esitazioni di finanziare questo progetto – ha spiegato il Presidente Severino Capodagli – si tratta di uno strumento affidabile e di sicuro ausilio in caso di emergenza e averlo a portata di mano è un’ulteriore garanzia di sicurezza all’interno dei nostri stabilimenti e di un servizio per la comunità nella quale lavoriamo. Il progetto della nuova postazione è stato realizzato “in collaborazione con la centrale operativa del 118 e grazie a un dialogo costruttivo con l’assessora Francesca Ciacci del comune di Cartoceto, che ha la delega alla sanità”.

Il defibrillatore è stato collocato sul perimetro aziendale: è protetto all’interno di un armadio per esterni, la postazione è dotata di sistemi automatici di chiamata e segnalazione ai servizi d’emergenza e alle persone autorizzate ed è allo stesso tempo fruibile dalla centrale operativa del 118.

“È importante sottolineare che, in caso di arresto cardiaco, avere subito a disposizione un defibrillatore DAE, accenderlo e utilizzarlo sul paziente seguendo le istruzioni che l’apparecchio stesso offre al soccorritore aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza del paziente – ha spiegato Luca Biagiotti, responsabile del progetto all’interno di Valmex -. Attraverso la mappatura informatizzata delle postazioni e la registrazione dei cittadini addestrati alle manovre di rianimazione cardio-polmonare è stata creata una rete di soccorso efficace e perfettamente integrata con i servizi d’emergenza già presenti sul territorio per offrire la miglior terapia salvavita a chiunque venga colpito da un arresto cardiaco improvviso nelle aree adiacenti il nostro stabilimento”.

A seguito della diffusione della defibrillazione precoce sul territorio e la formazione di un numero sempre maggiore di cittadini alle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco è passato da meno del 5% a oltre il 50%: sull’intero territorio italiano significa aver ridotto di molte migliaia il numero dei decessi all’anno causati da arresto cardiaco. C’è ancora molto da fare, però, per diffondere sul territorio italiano la cultura della defibrillazione precoce e per informare adeguatamente i cittadini sull’importanza della conoscenza delle manovre di rianimazione.

In Italia le vittime di arresto cardiaco sono oltre 70.000 ogni anno e oltre l’80% dei decessi avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie: a casa, negli uffici pubblici, nelle strade, sul lavoro. L’arresto cardiaco non dà segni premonitori e colpisce chiunque e dovunque. Il cuore smette di compiere la sua normale funzione di pompa, spesso a causa di una sopraggiunta aritmia chiamata fibrillazione ventricolare, e la persona cade a terra priva di vita. Se non si interviene entro i primi 5 minuti dall’arresto cardio-circolatorio somministrando una scarica elettrica attraverso l’utilizzo di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno, le possibilità di salvezza per la persona colpita sono praticamente nulle.

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