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Teatro in carcere, Aenigma al workshop internazionale “Escape”

Il lavoro in arti sceniche in carcere del Teatro Universitario Aenigma di Vito Minoia, docente all'ateneo Carlo Bo di Urbino, al centro dell'attenzione

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Vito Minoia

URBINO – Si avvia a conclusione a Pesaro il secondo Workshop di studio del Progetto ESCAPE (Encouraging the use of SCenic Arts in Prisoners’ Education) sostenuto dal Programma europeo ERASMUS+ .

La Ricerca coinvolge operatori e studiosi da Italia, Spagna e Portogallo, con capifila il Nuovo Comitato “Il Nobel per i Disabili Onlus” fondato da Dario Fo e Franca Rame (Project manager Nazzareno Vasapollo).

Sotto la lente dei ricercatori è stata approfondita la conoscenza delle esperienze artistico-educative condotte negli istituti penitenziari di Porto, Covihla, Siviglia e Pesaro.

Per l’Italia in questi giorni l’analisi si è concentrata sulla ventennale esperienza nelle carceri marchigiane del Teatro Universitario Aenigma dell’Università Carlo Bo di Urbino, capofila del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere (organismo che riunisce oltre 50 esperienze da 15 Regioni).

Per Aenigma, oltre al direttore artistico Vito Minoia, anche coordinatore del gruppo di Ricerca ESCAPE per il Curriculum Teatro, hanno partecipato l’attrice Romina Mascioli (partecipante anche ai gruppi di Ricerca multidisciplinare), il regista Francesco Gigliotti coordinatore del modulo “il Teatro d’arte plastica e dinamica”, l’esperto di Teatro dell’Oppresso Roberto Mazzini, coordinatore del modulo “Teatro-Forum”.

Hanno partecipato ai lavori anche l’associazione Nuovi Linguaggi, la Compagnia portoghese ASTA, il Centro di Educazione per gli Adulti CEPER di Siviglia. Significativi anche gli interventi della Prof.ssa Angela Anderlucci del CPIA di Ancona, attiva negli istituti penitenziari di Ancona, Stefano Natoli, giornalista del Sole 24 ore, coordinatore di un progetto di Formazione al giornalismo nel carcere di Opera a Milano.

Obiettivo della Ricerca è quello di arrivare nel corso del 2022 ad una serie di pubblicazioni che potranno essere utilizzate nelle diverse regioni d’Europa per una disseminazione delle buone pratiche in Arti Sceniche (Teatro, Danza, Musica) ideate e sperimentate negli ultimi due anni in Italia, Spagna e Portogallo.

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