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Se chiedi il Green Pass nel tuo ristorante, ti tocca una recensione negativa!

La segnalazione arrivata a Confcommercio che pensa ad un espostso alla Procura della Repubblica.

wapp confcommercioPESARO – Da oggi entra in vigore il Green Pass. Confcommercio segnala che alcuni ristoratori associati avrebbere ricevuto delle chiamate per verificare chi chiederà il Green Pass ai propri clienti, che da oggi è un obbligo di legge. Questi ristoratori potrebbero ricevere delle recensioni negative che naturalmente potrebbero danneggiare la loro attività.

L’altro elemento inquietante è l’utilizzo della svastica come simbolo della chat con l’indicazione “didattura Covid”. Va ricordato che l’utilizzo di qualsiasi simbolo che richiami il Nazismo o il Fascimo è vietato dalla legge.

“Ad alcuni associati – scrive in una nota Confcommercio Marche Nord – è giunta voce che attraverso i social vari soggetti si stanno organizzando per reperire i nominativi dei ristoranti che, ai sensi di legge, chiederanno il green pass ai loro clienti: ciò al fine di procedere alla formulazione di recensioni negative nei loro confronti e così danneggiarli nell’esercizio della loro attività.

Pertanto, invitiamo chiunque abbia notizie dettagliate in merito, a darne comunicazione a questa Associazione che, immediatamente, attraverso il proprio legale di fiducia, presenterà un esposto presso la Procura della Repubblica, affinché verifichi ogni possibile ipotesi di reato. Ciascuno potrà rivolgersi a Confcommercio Pesaro, tel.  0721/698274 – e-mail: segreteria@ascompesaro.it  chiedendo dell’Avv. Marcello Maffei.

Precisiamo che i nostri operatori devono, da Dlgs. 23 luglio 2021 n° 105 verificare il Green Pass per coloro che consumano all’interno dei loro locali (escluso consumo al banco), e quindi non sono i responsabili di tale richiesta e pertanto non capiamo e non accettiamo che vengano etichettati, denigrati e invitati al fallimento su una catena social senza volto. Paradossalmente è come se noi attaccassimo il benzinaio per l’aumento del prezzo della benzina.

Dietro a ogni attività, partita iva, ristorante, pubblico esercizio, etc. ci sono datori di lavoro famiglie, investimenti sul territorio e pagamento di tasse che ricadono sia sulla sanità pubblica che sulla qualità di vita dei cittadini.

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