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Sanità, Ruggeri (Comitato Pro Ospedali Pubblici): “Disfunzioni ospedaliere e caos al culmine”

carlo ruggeri comitatoFOSSOMBRONE – “Come Comitato Regionale, ci giungono da cittadini e famiglie di tutte le Marche segnalazioni delle disfunzioni che, come Cassandre, avevamo ripetutamente annunciato, sarebbero state la conseguenza delle scellerate imposizioni del Potere Regionale Marche di Ceriscioli.

LE ATTUALI STRUTTURE SONO INTASATE

Gironi d’inferno ai pronto Soccorso di quei pochi rimasti, difficoltà ad ottenere un letto per il ricovero, soccorsi urgenti 118 senza medico a bordo, enormi liste di attesa per prenotazioni e tanto altro di enormemente negativo”.

E’ quanto afferma in un comunicato Carlo Ruggeri, presidente del Comitato Pro Ospedali Pubblici Marche che continua:  “Oggi ci segnalano le famiglie che, ad esempio, all’Ospedale di Urbino, su cui fa capo l’utenza dei 3 Ospedali chiusi, il Pronto Soccorso è strapieno, e le dimissioni ed i ricoveri sono in continua, con tutto quello che si può immaginare. Tutto ciò si è spaventosamente accentuato dal 2015, quando Ceriscioli & C. hanno deciso di chiudere 13 Ospedali nelle Marche, che servivano da filtro agli Ospedali di rete più grandi, allora enormemente meno problematici.

Aivoglia a dire Ceriscioli che lì c’è la qualità, e negli Ospedali chiusi non era possibile, quando le stesse funzioni degli Ospedali di Polo Pubblici da lui chiusi, ora lui stesso le autorizza alla Sanità Privata (vedasi a Sassocorvaro), enfatizzando (anche se in riunioni strettamente chiuse ai fedelissimi) l’ altissima valenza del “privato”.

UN PIANO SANITARIO DA APPROVARE URGENTISSIMAMENTE

La situazione – continua Ruggeri – oltre che comica per tali atteggiamenti, non è più sostenibile operativamente, anzi la sopportazione travalica ogni limite ma il Potere Regionale non recede dalle dabbenaggini, volendo approvare un Piano Sanitario Regionale 2019/21 ed addirittura urgentissimamente entro qualche giorno.

Un Piano Sanitario che, di fatto, peggiora l’attuale infernale situazione, puntando tutto su  inconcepibili strutture territoriali basate su infermieri in forte operatività mordi e fuggi e medici condotti in vorticoso coordinamento degli infermieri, insieme a cronicari/ambulatori come parcheggio, in assenza drammatica  di ospedali di Prossimità che sarebbero i 13 chiusi nelle Marche, a cui si sommano quelli in fase di smantellamento dei settori complessi, fino alla chiusura come il  S. Salvatore di Pesaro, il Santa Croce di Fano e gli Ospedali di Pergola ed Urbino.

Tutto questo autentico macello di tagli lineari in tutta la Regione Marche, solo per realizzare l’Ospedale Unico Provinciale, come a Muraglia di Pesaro nel quale l’intasamento sarà inimmaginabile. ‘Tutto da rifare’ diceva Bartali altrimenti il baratro in cui stiamo cadendo!

LA SOLUZIONE? RIPRISTINARE LE LUNGODEGENZE E I PPI

La soluzione? Quella immediata e provvisoria è assolutamente il ripristino delle lungodegenze pubbliche ed il PPI che vengono di conseguenza negli ospedali chiusi nel 2015 che sono rimasti pubblici cercando, operazione non affatto facile, di disdire i contratti pluriennali (6 o 12 anni?) con il privato in quelli forzatamente privatizzati. Quindi, subito dopo, lavorare politicamente, rimandando il nuovo Piano Sanitario alla prossima legislatura, per impostarne uno nuovo di zecca, con il ritorno dei Servizi ospedalieri Pubblici per acuti nei 13 Ospedali chiusi, con il mantenimento ed il potenziamento degli attuali Ospedali Pubblici, e con la rinuncia totale a qualsiasi realizzazione di Ospedali Pubblici Provinciali e Pronto Soccorso Unici .

In questo quadro, operazioni locali  “palliative” di qualche posto letto volte ad  accontentare o  gli amici di partito,o  le volontà espresse da pur rispettabili personaggi non più tra noi o le esigenze di pur validi operatori sanitari, sono si gradite nel piccolissimo andazzo di tutti i giorni, ma sono nulla, meno di un pugno di mosche, e servono più a poco o nulla per curare le persone per il loro ritorno a casa sani e salvi !

Per  tamponare le scelleratezze passate e future, che hanno creato il dramma in atto, serve, quindi, una sterzata di 180 gradi!

IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI SU FOSSOMBRONE

Innanzitutto linearità cristallina, sinora totalmente assente, da parte del PD,UDC, SOCIALISTI e Ceriscioli, con l’adozione subitanea dell’etica rigorosa degli impegni presi verso la guarigione delle persone per farle tornare in salute, come quelli vergati dalla  Giunta Regionale ceriscioliana, solennemente, e quasi urlati ripetutamente, a riguardo della realizzazione certa ed imminente con tanto di promessa  di finanziamento ad hoc, di 20 posti letto di lungodegenza con Medici Ospedalieri Pubblici, come già esistente negli Ospedali di Comunità di  Loreto e Cingoli, provvisti, insieme alla lungodegenza pubblica, di conseguente Punto di Primo Intervento nella struttura forsempronese che serve una vasta zona con bacino di utenza di 40 mila abitanti.

Perché Ceriscioli&C., se hanno rispetto per i drammi, in caduta libera, della gente malata e delle famiglie, continuano a non voler più concedere, specie dopo la presa del potere in città da parte di un gruppo politico non legato alla “famiglia PD” (Movimento 5 Stelle, ndr) ciò a cui si erano tanto impegnati a realizzare quando la città era in mano ai loro Partiti?”

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