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Ospedale, Tarsi e Pierpaoli: “Il Sindaco di Fano non può permettersi di fare lo spettatore”

Lettera aperta dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Tarsi e Pierpaoli al sindaco di Fano Massimo Seri

lucia tarsi e giuseppe pierpaoli fdi fanoFANO – Lettera aperta dei consiglieri Lucia Tarsi e Giuseppe Pierpaoli (Fratelli d’Italia) al sindaco Massimo Seri. Tra i temi centrali il futuro dell’Ospedale “Santa Croce” e l’interlocuzione con la Regione Marche in merito. 

“Egregio Sindaco Massimo Seri,

è ormai sotto gli occhi di tutti che il dibattito politico nella nostra città si sta trascinando in maniera sempre più sterile e asfittica; di fronte al vuoto di proposte e di visione prospettica, di fronte all’immobilismo decisionale della Sua giunta, con coscienza sentiamo doverosa e stringente la necessità di animare il confronto politico, per recuperare una vitalità ormai persa e per uscire dal vuoto pneumatico in cui è precipitata la politica fanese. Molto tempo, troppo tempo, Sindaco, Lei ha già perso; la Sua abituale avversione a compiere scelte chiare e veloci si riflette, inevitabilmente, in un’azione amministrativa inconcludente (per usare un eufemismo), caotica nei tempi e nei metodi e inqualificabile nei contenuti.

Ma l’amore per la nostra città, seppure da posizioni antitetiche a questa maggioranza, impone di farci carico della responsabilità del nostro ruolo di opposizione, rigoroso sì, ma sempre e comunque propositivo. Gli accadimenti delle ultime settimane, le proteste che sorgono spontanee su fronti diversi e spesso interni alla maggioranza stessa, gli appuntamenti cruciali di questo autunno incipiente, i grandi temi lasciati perennemente in sospeso e che attendono risposte decisive quanto impegnative per il futuro della nostra città: sono una miriade le situazioni critiche e le questioni irrisolte che ci spingono ad intervenire, con una modalità che deve diventare denuncia e, al tempo stesso, stimolo per un rinnovato dibattito.

Con la convinzione che il confronto dialettico sia lo strumento migliore per affrontare problemi così complessi, ci permettiamo di porgere alla Sua attenzione alcune considerazioni, nel tentativo di indicarLe una agenda politica che, in realtà,  ci sembra onestamente smarrita; e lo faremo a partire dal tema che sta più a cuore alla nostra città, la Sanità, per chiederLe conto di quale sia lo stato di avanzamento delle sue interlocuzioni con gli stakeholders, cioè quali siano i passi finora da Lei attivati a pochi giorni dall’incontro con l’Assessore regionale alla Sanità, previsto per l’inizio  di ottobre; per entrare nello specifico:

  • quali richieste ha Lei deciso di portare sul tavolo regionale, per iniziare quel processo di potenziamento e riqualificazione del Santa Croce che la nostra città da troppo tempo aspetta?
  • ha convocato medici e personale sanitario, per ascoltare dalla loro voce le criticità e le proposte che i professionisti della sanità evidenziano da anni?
  • ha preso contatti con la Direzione Sanitaria di Marche Nord, per presentare ai vertici marchigiani una proposta di coordinamento tra i presìdi di Fano e di Pesaro che sia, al tempo stesso, efficiente e paritetico?
  • ha valutato la necessità di ampliare il modello attuale di sistema sanitario, concertando con i Sindaci dei comuni vicini la visione futura di una sanità territoriale che non si può esaurire nel tema dell’organizzazione dei servizi ospedalieri, ma dovrà necessariamente prevedere una infrastrutturazione tra servizi sanitari, servizi territoriali e servizi sociali?

La pandemia ha evidenziato drammaticamente tutta la fragilità del modello sanitario imposto dal centrosinistra sia provinciale che regionale, e da Lei attivamente avallato, non lo dimentichiamo. Il Covid19 ha inoltre acceso un riflettore sulle inefficienze di un sistema in cui i servizi sanitari ospedalieri sono disarticolati dai servizi sanitari territoriali, e questi dai servizi sociali. A pagare il prezzo più caro di questo modello organizzativo fallimentare sono stati gli anziani, i disabili e i malati, cioè le fasce più deboli della nostra comunità.

Certo, conosciamo da sempre la Sua posizione in tema di sanità, e non ci illudiamo che Lei possa aver subìto, a seguito della disfatta del centrosinistra alle elezioni regionali, un qualche ravvedimento; tuttavia, per rispetto del Suo ruolo istituzionale di garante della salute dei cittadini fanesi, a Lei corre l’obbligo di partecipare al tavolo del confronto con i vertici regionali portando con sé non solo la piena consapevolezza delle criticità attuali ma soprattutto le istanze dei suoi concittadini. All’alba della grande stagione delle riforme strutturali che modificheranno l’assetto generale dei servizi socio-sanitari della nostra regione, il Sindaco di Fano ha il dovere di diventare la voce di tutti i fanesi, e non può più permettersi di ricoprire il ruolo di spettatore, come predilige fare e come sempre ha fatto, piuttosto che quello di protagonista; in caso contrario, il prezzo politico che la Sua giunta si troverà a pagare sarà molto salato, ma ancor più grave sarà il prezzo sociale che la nostra città dovrà subire.

Confidando in una Sua gradita risposta, Le porgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro”.

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