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La riforma del Credito Cooperativo raccontata da Franco di Colli

Sabato 17 marzo a Palazzo Corbelli, promossa da UNISAPERI “Giulio Grimaldi”

riforma credito cooperativo franco di colliFANO – Nel terzo di un ciclo di quattro appuntamenti organizzati dall’Università dei Saperi “Giulio Grimaldi” si parlerà di un argomento dell’attualità economico-finanziaria, “La riforma delle BCC”. Relatore Franco Di Colli, direttore della Federazione Marchigiana delle Banche di Credito Cooperativo.

L’appuntamento è per sabato 17 marzo alle 16.30 a Palazzo Corbelli nella Sala della Galleria Carifano in via Arco d’Augusto. L’ingresso è libero.

La Legge 49/2016 ha riformato il sistema del Credito Cooperativo italiano, disegnandone un nuovo assetto organizzativo. Con l’obiettivo di una maggiore integrazione a sistema delle oltre 300 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen (BCC) per rispondere in maniera adeguata ai nuovi contesti di mercato e alle sollecitazioni normative collegate all’entrata in vigore dell’Unione Bancaria, nel 2016, che ha previsto importanti novità nell’ambito delle politiche e delle prassi di vigilanza, ma anche nell’organizzazione aziendale delle singole banche di qualsiasi dimensione e natura giuridica, nelle procedure e nell’utilizzo degli strumenti per la prevenzione e la risoluzione delle crisi, nel rapporto con gli azionisti, con i soci e con i clienti.

Con la riforma è iniziato pertanto un importante percorso di cambiamento, che permetterà alle BCC di disegnare un modello organizzativo, capace di unire cultura locale a respiro europeo. Perché continuino ad essere banche autonome, cooperative, locali, ma inserite in un sistema più coeso ed efficiente. Banche di comunità che hanno a cuore le sorti dei territori di cui sono, e continueranno ad essere, un’espressione diretta.

“Un originale processo di integrazione” – lo definisce  Di Colli – che darà “vita ad un nuovo modello d’impresa, definito non a caso Gruppo bancario cooperativo”, realizzandosi “così la più significativa riforma del settore varata in Europa da quando esiste l’Unione bancaria. Innovativa negli esiti e nel metodo.”

“Riusciranno” – si chiede Di Colli – “le BCC, all’interno di tale complesso percorso, a comprendere le nuove istanze di sviluppo dei territori e a rispondere alle nuove regole e alle trasformazioni sociali e tecnologiche in atto con soluzioni di servizio adeguate?”

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