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“La mia esperienza nella casa di riposo di Saltara per lottare contro il virus”

Il racconto di Armando, infermiere volontario, che ha operato nella struttura per anziani nei giorni dell'emergenza.

infermiere saltara casa riposoCOLLI AL METAURO  –  Armando Renzitelli, 42 anni della provincia di Latina, è uno degli infermieri professionali che hanno raccolto l’appello lanciato dalla Protezione Civile per operare nelle aree d’Italia più colpite dal Coronavirus.

Armando lavora nell’area critica dell’ospedale di Cassino. Nella sua zona la situazione è sempre stata tutto sommato sotto controllo e ha quindi deciso di voler rispondere al bando per mettere a disposizione le sue professionalità nelle zone in cui il virus sta mietendo invece tante vittime.

Dopo un confronto con il primario dell’area critica dott. Ettore Urbano e con la caposala Paola Mattia che – ci dice – “mi hanno dato la loro benedizione” e condividendo la scelta anche con sua moglie e la figlia di dieci anni, ha presentato alla Protezione Civile la sua adesione.

“Il 10 febbraio mi reco a Roma – ci racconta – lì ci sottopongono al tampone e ci viene assegnata una destinazione che, nel mio caso, è stata la provincia di Pesaro e Urbino”.

Armando arriva così a Fano e viene assegnato inizialmente alla casa di riposo di Mondolfo, dove svolge sei turni, e poi a quella di Saltara che sta vivendo una situazione particolarmente tragica.

Proprio pochi giorni prima la direttrice della struttura saltarese, suor Laura Marangoni, aveva lanciato un appello di aiuto (leggi l’articolo) per l’esplosione dei casi di Coronavirus nella casa di riposo: i contagi si erano moltiplicati, erano già avvenuti diversi decessi fra gli anziani ospiti ed il personale era scarso in quanto infettato dal virus.

“A Saltara – racconta Armando – ho trovato una situazione di collaborazione e altamente professionale: locali igienizzati, la direttrice ed il personale preparatissimi e determinati”.

Le giornate di Armando sono state interamente dedicate alla cura degli ospiti della casa di riposo e il resto del tempo lo ha trascorso in una abitazione nella frazione di Borgaccio messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Colli al Metauro.

“La presenza di Armando – ci ha riferito Suor Laura – è stata un supporto fondamentale”. Erano infatti quelli i giorni critici dell’epidemia in cui si susseguivano, ora dopo ora, notizie di ricoveri di anziani in ospedale e di decessi.

Sono state giornate molto dure dal punto di vista lavorativo – ha affermato Armando – ma ho potuto contare su una collaborazione altamente professionale: la presenza di dispositivi  di protezione individuale, percorsi differenziati per i degenti, stanze singole per gli ospiti. Una costante igiene e pulizia”.

Dal 30 aprile scorso Armando è rientrato nella sua città ed ha potuto così riabbracciare sua moglie e sua figlia: “Mi sono mancate tanto anche se ci sentivamo più volte al giorno!”

Che cosa rimane di questa esperienza di Saltara?
“Da Saltara ho ricevuto più di quello che ho dato – ci dice – E’ stata una esperienza che mi ha arricchito molto sia dal punto di vista professionale che umano. Ho lavorato con una squadra dotata di un amore ed una dedizione fuori dal comune!”

Per Armando è stata la sua prima volta nelle Marche: “Ho promesso alla mia famiglia che quest’estate, o quando il termine dell’epidemia lo permetterà, affitteremo un camper e gireremo questi bei territori marchigiani!”

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