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Incendio scuolabus, Paolini (Lega): “Segnale inquietante, lo segnalerò in Commissione Antimafia”

luca_paolini_legaFANO – “Come noto – afferma Luca Paolini, deputato fanese della Lega – l’incendio doloso è uno dei cosiddetti “reati spia” di presenze mafiose sul territorio. Non sempre, come ovvio. Ma spesso si. Chi incendia lo può fare per estorcere denaro, per “vendicare” una pretesa non soddisfatta, oppure come segnale diretto a tutti gli altri per comunicare la propria “presenza” e il proprio “peso” criminale. Allarmismo? No. Una delle varie ipotesi concrete che un episodio del genere può sottendere.

D’altra parte, in due recenti incontri sul tema “presenza delle Mafie nelle Marche” cui ho partecipato a Pesaro e Fossombrone, presenti  l’ex Procuratore Generale Macrì, il Procuratore Generale Sottani,  il Procuratore di Urbino Boni, e i sostituti  Paci, Gigliola, Lilliu, è emerso che, seppure non esista dalle nostre parti un controllo mafioso del territorio, il fumus della presenze della criminalità organizzata si intravede.  Qui non sparano  ( l’omicidio Bruzzese di Natale nasce, quasi certamente, altrove ed è stato eseguito a Pesaro solo perché la vittima qui risiedeva) ma qui molto probabilmente investono e comprano pezzi del nostro sistema economico, talora in svendita causa crisi.

D’altra parte – continua Paolini – le immense masse di denaro liquido realizzate con droga, gioco on line, prostituzione, usura, (anche attraverso società finanziarie apparentemente regolari),  recupero crediti, traffico d’uomini, caporalato, fallimenti pilotati, turbative d’asta, false fatturazioni, devono essere riciclate e impiegate per fruttare altro denaro e altro potere.

Quello che forse non tutti sanno è che alle organizzazioni criminali non preme solo il guadagno ma anche, ma qualcuno dice soprattutto, il consenso sociale, la “presa” sulla collettività che si esercita, in particolar modo oggi, con la possibilità di dare o non dare lavoro.  In una intercettazione che mi ha particolarmente colpito un mafioso dice esplicitamente che l’uomo che hanno piazzato in un certo posto ha deluso le loro aspettative perché non ha assunto, o non  stato in grado di far assumere, quelli che dicevano loro.

Non voglio né posso dare giudizi su cosa sia successo davvero a Colli al Metauro, che comunque segnalerò alla Commissione Antimafia per opportuna conoscenza. Saranno gli investigatori e i magistrati a cercare di scoprirlo. Magari si è trattato di un incidente.

Ma se invece così non fosse  si tratterebbe di un episodio di una gravità eccezionale per il nostro territorio, che dovrebbe indurre tutti, soprattutto coloro che hanno attività economiche, ad aprire ancora di più gli occhi e collaborare con le forze dell’Ordine e la Procura Distrettuale Antimafia,  segnalando, anche in via anonima ma circostanziata, ogni tipo di richiesta o proposta economica anomala che gli pervenga.

Ad esempio offerta di servizi a prezzi stracciati, consulenze, forniture, richieste di assunzioni, improvvise richieste di entrare come soci nella propria attività o simili. Informarsi in modo approfondito su chi avete realmente di fronte, senza fermarsi alla apparenza.

Non vi troverete di fronte a un signore con la coppola e la lupara – conclude Paolini – ma uno accattivante, empatico, ben vestita, educato e tranquillizzante, magari una bella e giovane donna o un signore assistito da fior di professionisti. Pensate sempre che nessuno regala niente e che i lupi si vestono talora da agnelli per meglio fare strage del gregge”.

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