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“Frontone, la Svizzera d’Italia?”

Secondo gli ambientalisti i tanti turisti sul Catria sono un effetto del COVID. I cambiamenti climatici non garantiranno la sostenibilità economica degli investimenti per la neve.

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Il disboscamento sul Monte Catria

ANCONA – Non si fa attendere la replica delle Associazioni Ambientaliste dopo la presa di posizione del sindaco di Frontone in difesa di lavori compiuti sul Monte Catria.

“Le Associazioni ambientaliste marchigiane – scrivono in una nota – sono sempre state a favore dello sviluppo economico delle aree interne che deve essere compatibile con la splendida biodiversità che caratterizza le nostre Marche.

Le Associazioni sono quindi soddisfatte che quest’anno vi sia stata una maggiore presenza di turismo estivo nelle zone dell’interno e che ciò si sia verificato anche per Frontone ed il Monte Catria.

Ciò è avvenuto però a causa del COVID che ha indotto gli italiani ad un turismo in Italia e magari vicino casa, e non per la realizzazione in corso di un ampliamento delle piste da sci sul massiccio del Monte Catria, con distruzione di almeno sei ettari di bosco in zone tutelate.

Noi pensiamo – continua la nota – che i sei milioni di euro e più che saranno spesi per questo per noi devastante progetto potevano, ed in parte possono ancora, essere spesi a favore della cittadinanza e delle categorie produttive locali garantendo i servizi pubblici e la promozione di iniziative turistiche che non richiedano la presenza di neve e l’assenza di vento, cosa quasi impossibile ad ottenersi sul Catria da alcuni anni e sempre più nell’immediato futuro.

Il cambiamento climatico in atto infatti non garantirà la sostenibilità economica delle attività legate alla neve a così basse quote montane.

Rispediamo pertanto al mittente le fuorvianti ed originali espressioni a noi rivolte dal sindaco di Frontone, ricordando che sarà la Magistratura – da noi chiamata in causa – a valutare se le cose siano state fatte nel rispetto della legge e delle autorizzazioni.

E chiediamo al sindaco trasparenza fornendo numeri e percentuali certificati a noi finora negati, altrimenti è facile per lui sparare numeri non oggettivamente verificabili.

Certamente questo progetto, che ha devastato la montagna, non garantisce  che Frontone rimanga “la Svizzera d’Italia”.

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