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“Digestore, Pesaro va avanti e Fano resta indietro”

Le considerazioni di Teodosio Auspici di Sinistra per Fano sulla crisi della Giunta Seri.

Teodosio Auspici

FANO – “Che il digestore anaerobico rivestisse un ruolo centrale sulle future strategie del servizio di recupero rifiuti sembrava evidente a tutti tranne all’amministrazione comunale di Fano ed in particolar modo al Sindaco Seri” afferma in una nota Teodosio Auspici di Sinistra per Fano.

“Già nel nostro precedente comunicato di novembre 2019 sull’argomento – continua Auspici – si metteva in luce l’assoluta necessità di procedere nel progetto e di non perdere ulteriore tempo e opportunità.

A distanza di sette mesi apprendiamo che il progetto si è spostato verso Urbino (Canavaccio), che la società ad hoc è già stata costituita e che Marche Multiservizi va avanti per la sua strada senza aspettare Aset.

Siamo alle solite: Pesaro va avanti e Fano resta indietro allungando l’elenco delle cose perse. Almeno questa volta il PD fanese sembra aver avuto un sussulto bacchettando il Sindaco ed ammettendo che per il momento “Fano è rimasta con il cerino in mano”: non proprio un gran successo.

Allo stesso tempo, però, va ricordato che a Pesaro c’è un’amministrazione PD che passa sopra ai compagni di partito di Fano e non solo senza tanti problemi. Resta comunque il fatto che al sindaco Seri va la responsabilità di condurre il governo della città e prendere decisioni che vanno a favore di Fano: purtroppo non ci sembra che il primo cittadino si muova in questa direzione.

Da una ipotetica posizione di forza dove vedeva già siglato un accodo per il TMB (Trattamento Meccanico Biologico) a Pesaro ed il Digestore a Fano, per paura di decidere e magari di scontentare qualcuno, si rischia di perdere un’occasione di investimento pubblico che vuol dire posti di lavoro e risorse per il territorio.

Non ci si può far belli con la Green New-Deal e poi non metterlo in pratica quando c’è una buona occasione.

Quello di cui siamo spettatori è una Giunta in crisi  – continua Auspici – senza idee e senza un progetto complessivo di sviluppo della città. Abbiamo più volte detto e continuiamo a dirlo: senza programmazione, oggi più che mai, non si affrontano né le future sfide né le emergenze. Ancora niente PRG, niente aggiornamento del Piano Strategico alla luce anche del Covid19.

Una nave senza comandante in balia delle onde che rischia di perdersi nell’oblio, questa la nostra preoccupazione. Al contrario ed ancor più grave se il tutto rientrasse, invece, in una strategia per indebolire la posizione di Fano e di Aset in preparazione di una sua vendita.

La fusione delle due Aset e la creazione di una municipalizzata unica, più grande ed integrata, andava verso la direzione di un rafforzamento di Aset nell’ambito provinciale al fine anche di sedersi al tavolo pesarese “non con il cappello in mano” ma almeno con pari dignità.

Oggi ci sembra che la volontà non sia più quella e anzi che vada lanciato un serio allarme per la probabile vendita di Aset. Oggi chi non vuole il digestore a Fano, valido strumento per rafforzare economicamente l’Azienda di Servizi fanese, sono quelli che realmente vogliono la privatizzazione di Aset”.

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