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“Ciclabile Fano-Cuccurano, aumentano i costi, spuntano i semafori e chi paga il sottopasso?”

I consiglieri Tarsi e D'Anna illustrano la situazione della ciclabile accanto alla ferrovia Fano-Urbino dopo le prescrizioni imposte da Rete Ferroviaria Italiana.

coronavirus trasporto pubblico ferrovia valle metauroFANO – “Dall’analisi delle prescrizioni imposte da Rete Ferroviaria Italiana, la costruzione della ciclabile accanto ai binari della ferrovia Fano-Urbino sarà estremamente più costosa del previsto, tanto che i 4,5 milioni di euro disponibili copriranno i costi di appena 6,5 km di ciclabile”.

Ad affermarlo sono Lucia Tarsi e Giancarlo D’Anna della lista “Fanocittàideale” che aggiungono: “Altro che Fano-Urbino (che nel frattempo si è ridotta alla Fano-Tavernelle….)! Se ci va bene, avremo al massimo una ciclabile Fano–Cuccurano”.

Durante il consiglio comunale, i consiglieri comunali Lucia Tarsi Lucia e Giancarlo D’Anna hanno posto le varie criticità di realizzazione della ciclabile all’attenzione dell’amministrazione Seri, e hanno suggerito la modifica del tracciato della ciclabile, in modo da impedire che i 4,5 milioni di euro disponibili siano sprecati per realizzare solo pochi kilometri di percorso.

“Le prescrizioni di RFI per la ciclabile impongono  – affermano i consiglieri – riempimento e ricoprimento dei fossi (con alta criticità per la regimazione delle acque), divieto dell’uso sia dei ponti che delle gallerie esistenti, costruzione di sbalzi sui viadotti esistenti, con l’obbligo di sottoporre l’intera opera alla normativa vigente.

Inoltre, occorrerà costruire un sottopasso in corrispondenza delle opere compensative, della lunghezza di 200 m.; per quanto riguarda le intersezioni tra pista ciclabile e rete viaria, sarà necessario impiantare semafori, esattamente sugli attraversamenti dei principali assi viari della nostra città: Via Papiria, Via Canale Albani, via Piceno, strade che vengono attraversate quotidianamente da una media stimata di più di 30.000 veicoli al giorno.

Gli obblighi imposti da RFI faranno quindi lievitare i costi. E per completare l’opera, dovranno comunque essere realizzati un consistente numero di espropri di proprietà private, pari a 270.000 euro, i cui costi dovranno essere sostenuti dai Comuni.

Alla luce di tante e tali criticità  – continuano i consiglieri – ci sembra opportuno e ragionevole sviluppare un progetto che renda indipendente il percorso ciclabile dalla infrastruttura ferroviaria esistente, come suggerito dalla stessa direzione di RFI (che, va ricordato, è proprietaria del terreno su cui si vorrebbe costruire la ciclabile).

Ma il nostro appello alla ragionevolezza è rimasto, ancora una volta, inascoltato, e le nostre domande sono rimaste senza risposta: la giunta Seri si nasconde dietro l’alibi del “progetto di competenza regionale”, sollevandosi da ogni responsabilità; poi però, nella stessa risposta, esprime chiaramente soddisfazione per l’opera, negandone le criticità e anzi suggerendo caldamente la costruzione dell’impianto semaforico sugli attraversamenti principali, con la scusa che ‘la velocità delle auto nelle strade urbane deve diminuire’; quindi i semafori, secondo l’assessore Tonelli, servirebbero proprio per costringere gli automobilisti a ridurre la velocità.

Risposta incoerente quanto arrogante: mentre tutta la viabilità cittadina viene rinnovata con rotatorie sostitutive dei semafori, sugli attraversamenti della nuova ciclabile vengono progettati nuovi semafori. Contraddizione totale.

Del resto l’assessore Tonelli, rifacendosi all’esempio della Fano-Pesaro, risponde in maniera non competente: perché lì la ciclabile non è sul sedime ferroviario (come sarebbe per la Fano-Urbino) ma è su terreno ex ANAS, perché la distanza minima misurata è di circa 4,3 m e perché c’è una recinzione in calcestruzzo per rispettare le norme di sicurezza. L’assessore Tonelli evita anche di rispondere alla domanda cruciale: chi costruirà (e pagherà) il sottopasso alle opere compensative?

Sarebbe stata una perfetta occasione per rimodulare le strategie infrastrutturali e turistiche della nostra città, salvaguardando al tempo stesso sia il ripristino della Ferrovia Fano-Urbino (futura metropolitana di superficie) sia la ciclovia del Metauro, due opere fondamentali per lo sviluppo turistico, economico ed ambientale del nostro territorio.

Ancora una volta un’occasione persa, per colpa di un atteggiamento miope e irresponsabile, da parte sia di chi manifesta scarsa competenza del settore specifico, sia di una giunta che preferisce subire le politiche arroganti del PD provinciale e regionale, piuttosto che perseguire logiche di sviluppo reale della nostra città”.

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