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Un fanese “mitico”: Cesare Sinatti e il suo libro “La Splendente”

Il giovane 26enne è il vincitore del Premio Calvino e il suo libro è pubblicato da Feltrinelli

fanese cesare sinatti libro la splendenteFANO –  gemelli si rincorrevano tra le fontane, indossando corone d’alloro tra i capelli biondi. Tindaro, il re, li guardava. Pensava a sua moglie Leda, al compito dato loro dagli dei”.

È l’incipit di “La splendente” il romanzo del fanese Cesare Sinatti, vincitore del Premio Calvino. Sinatti, 26 anni, laureato in scienze filosofiche a Bologna ora sta seguendo un dottorato in filosofia antica nella famosa università inglese di Durham ed ha pubblicato con Feltrinelli il suo romanzo d’esordio scritto all’età di 24 anni. Un’opera prima che tratta temi apparentemente anacronistici eppure più attuali di quanto si pensi.

In collegamento Skype con l’Inghilterra, Cesare è stato molto disponibile ed ha risposto ad alcune nostre domande:

La splendente è un romanzo sulla mitologia omerica, come nasce l’idea di trasformare in romanzo i miti greci?
La mitologia l’ho usata come strumento per veicolare certi temi a me cari. Racconto le storie dei personaggi sin dalla gioventù e li seguo nel corso della loro vita.

Possiamo dire quindi che è un romanzo di formazione il suo?
È una sorta di romanzo di formazione perché i personaggi crescono, evolvono, cambiano, ma non ha la valenza che aveva in passato il romanzo di formazione che era quella di promuovere l’integrazione sociale del protagonista.

Dovendo raccontare il suo romanzo in pillole come lo descriverebbe?Quando mi fanno questa domanda rispondo sempre che è un romanzo che ripercorre le vicende dell’Iliade.

Quanto di Fano c’è dentro il libro?
Non è radicato nel territorio ma essendo un libro con ambientazioni mediterranee sicuramente richiama la città nella quale sono cresciuto, le persone che ho incontrato.
I protagonisti del libro hanno tutti qualcosa delle persone che ho conosciuto.

Da dove nasce questo suo amore per i miti greci?
È un amore che ha origini antiche, il mito mi ha sempre appassionato. Mi piace l’uso che ne possiamo fare ancora oggi. Possiamo continuare ad utilizzarli per trovarci significati nuovi che rispecchiano i tempi attuali. I personaggi dei miti possono dirci molto di noi, in loro possiamo ritrovare tratti della personalità molto terreni, umani.

cesare sinatti libro splendente feltrinelliUn ragazzo come lei, giovanissimo ma appassionato di miti greci, “devoto” alla conoscenza, allo studio, ama divertirsi come si suoi coetanei, andare in discoteca?
Mi hanno già fatto questa domanda, forse perché si tende a pensare ad uno studioso un po’ come al “topo da biblioteca” che non esce mai ma posso rassicurarla (ride) sul fatto che esco, frequento degli amici. Proprio la scorsa sera ero a cena con coetanei, anche se la mia vita è dedicata in gran parte allo studio perché il dottorato mi impegna molto. Per quanto riguarda la discoteca beh diciamo che non è proprio la mia passione.

In un’intervista apparsa su La repubblica e scritta da Raffaella De Santis ha affermato che i miti aiutano a vivere, perché?
Nei miti ritroviamo pattern, percorsi psicologici della nostra vita. Gli aspetti psicologici propri dei protagonisti dei miti greci sono gli aspetti psicologici di tutti noi. La simbologia stessa celata nel mito ci comunica molto.

I miti possono interessare anche i nostri figli immersi in un mondo digitale?
Sì, decisamente, erano le storie che raccontavano le nutrici ai bambini nell’antichità. Ho notato che sono storie in grado di interessare e affascinare i più piccoli e sono importanti anche per stimolare la loro fantasia.

Ha qualche altro progetto letterario in cantiere?
La splendente è il mio primo romanzo ma è da tanto che scrivo, anzi diciamo che l’ho sempre fatto e continuerò a farlo poi se verrà un altro romanzo non lo so, vedremo.

Un video in cui Cesare Sinatti racconta il suo libro:

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