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Terremoto Marche, il nuovo decreto affossa ancora di più la ricostruzione

L'opionione di un tecnico sulle norme recentemente approvate dal Parlamento

terremoto_marcheCAMERINO – Il regalo di Natale viene dal DL 123/2019 che è stato approvato lo scorso 11 dicembre dal senato, infatti l’art. 9 quater, modifica l’art. 94 bis del 380.

“Ebbene con tale modifica  – afferma Roberto Di Girolamo ingegnere edile di Camerino – si inseriscono alcune bestialità che dimostrano l’incompetenza o la mancanza di conoscenza dei nostri “eletti” in parlamento.

La modifica è molto tecnica, ma ha delle ripercussioni molto pratiche che hanno ricadute anche nella ricostruzione post sisma 2016.

In sintesi si dividono le opere da costruzione fra quelle cui il progetto strutturale dovrà essere autorizzato (e quindi controllato e validato da un organo statale/regionale) e quello che dovrà essere solo depositato (e quindi solo autocertificato dal progettista).

Ma cosa succede con questa modifica:
–  tutte le opere strategiche (ponti, ospedali, caserme) e le scuole nelle zone sismiche 3 e 4, non avranno bisogno di autorizzazione sismica (basta solo un deposito formale);
–  tutte le opere strategiche dei comuni in zona 2 con una accelerazione minore di 0,2g (tale parametro è tabellato e non tiene conto della morfologia e delle amplificazioni locali), non avranno bisogno di autorizzazione sismica (basta solo un deposito formale);
–  si crea, di fatto, un cratere A dove le pratiche dovranno essere autorizzate e andranno più lente (Visso, Castelsantangelo, Ussita, Pieve Torina, ecc) e un cratere B dove le pratiche dovranno essere solo depositiate e andranno più veloci (Tolentino, San Severino Marche, Macerata…);
– in buona sostanza il parlamento ha ascoltato i sindaci, ma al contrario;
– la tanto sbandierata sicurezza delle costruzioni e il controllo sulle opere strategiche (ponti ospedali caserme) e delle opere suscettibile di grande affollamento (scuole centri commerciali ex) si va a far benedire;
– Il DL 123/2019 affossa ancora di più la ricostruzione.

Cosa dire – conclude Di Girolamo – oltre non aver ascoltato le istanze dei territori e dei tecnici operanti in esso nella scrittura del nuovo decreto, hanno inserito anche questo regalo di Natale.
Ringraziamo il nostro Governo, il nostro Parlamento, ma soprattutto i loro esperti a cui consiglierei di fare un giro nelle zone terremotate, invece di stare tranquilli nelle loro stanze romane”.

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