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“Sono solo un artigiano di questa nobile arte”

L'intervista al Maestro Stefano Venturi. Quando la musica è vita.

stefano venturi foto del 2017
Il Maestro Stefano Venturi durante una esibizione con il suo sax

LUCREZIA – L’intervista al Maestro Stefano Venturi è stata pubblicata sul numero 217 del Giornale del Metauro nel maggio del 2019.

“Quando ho iniziato gli studi musicali, nel mio immaginario il sassofonista era quello di colore che suonava per strada o nei club di New Orleans le note del jazz, suoni struggenti che parlavano della voglia di emergere di un popolo, portata avanti attraverso la musica”.

Per il Maestro Stefano Venturi, lucreziano acquisito (ha passato i primi anni della sua vita a Barchi in quel di Terre Roveresche) le note del Sax sono diventate la colonna sonora della sua vita.

Il Maestro ci ha parlato del suo smisurato amore per la musica, degli esordi come sassofonista, dei concorsi vinti (tra i più importanti, nell’anno 1984, vince il prestigioso Concorso Nazionale di Sassofono “La Scala di Milano”), dei numerosi riconoscimenti ottenuti, dei progetti per il futuro ed anche della passione per il teatro dialettale.

Una lunga chiacchierata che ci ha consegnato il ritratto di un uomo che si definisce “artigiano del suono”: “Creo – ha detto – trasformo un semplice soffio d’aria in ‘suon’, che data la particolare timbrica del nostro strumento, uniti in modo armonico esprimono melodie emozionanti.

stefano venturi con i suoi studenti davanti al Consevatorio Rossini di Pesaro
Venturi con i suoi studenti davanti al Conservatorio Rossini di Pesaro

Parliamo della Sax Orchestra del Conservatorio “G. Rossini”, una grande opportunità per i giovani ed anche una sorta di “palestra musicale/ didattica”, giusto?

L’Orchestra nasce come laboratorio musicale ed è composta da 12 dei migliori allievi di sassofono iscritti al Conservatorio. Nel suo organico l’orchestra comprende tutti gli strumenti della famiglia dei sassofoni: il sopranino, il soprano, il contralto, il tenore, il baritono e il basso.

Il repertorio spazia dalla musica rinascimentale alla musica dei periodi classico-romantico fino ai nostri giorni includendo anche diversi brani jazzistici. A dirigerla ed in qualità di maestri preparatori sono il Maestro Federico Mondelci ed il Maestro Stefano Venturi.

Abbiamo partecipato, al Kammerfestival di Recanati, alla Festa della Polizia a Pesaro ed altri concerti nel territorio marchigiano. Nel 2017 abbiamo ottenuto il più alto dei riconoscimenti tra 140 artisti provenienti da tutto il mondo, l’Orchestra è stata proclamata “Stella del Concorso” all’Accademia di Canto “ Tebaldi & Del Monaco”, in occasione del Concorso “Future Stars 2017”. A seguito di questo prestigioso riconoscimento la Sax Orchestra è stata invitata in Georgia.

L’esperienza di insegnante è per lei molto gratificante, lo si capisce dall’entusiasmo che trapela quando ne parla ma come si trasmette l’amore per la musica e i giovani?

Sono titolare di una delle tre cattedre di sassofono al Conservatorio Rossini da 6 anni e noto che il sax è uno strumento che in questo particolare momento storico raccoglie molti consensi tra i giovani. In particolare tra le ragazze che sono molto portate ed hanno una sensibilità innata molto sviluppata nell’approcciarsi alla musica mentre un tempo si pensava, a torto, che le ragazze non avessero fiato a sufficienza.

Per appassionare i ragazzi alla musica bisogna fargliela ascoltare sin da piccolissimi. I bambini sono come degli hard-disk vergini che immagazzinano con estrema facilità quanto viene loro proposto e se noi proponiamo loro sin da subito la musica, questa entrerà a fare parte della loro vita in maniera del tutto naturale.

La musica aiuta a vivere in modo più ottimistico, ed è alimento o medicina dell’animo che dir si voglia. Non a caso si parla di musicoterapia. In particolare per le persone ammalate, sole, in chi soffre di disturbi mentali, la musica fa rinascere. Il fatto che oggi i giovani ascoltino prevalentemente rap non mi preoccupa in quanto io faccio sempre l’esempio dell’albero: il tronco è la musica classica che si ramifica in tanti generi, in base al periodo, alle mode del momento agli stati d’animo personali, ma la musica è una sola.

stefano venturi 1983
Stefano Venturi in una foto del 1983

Come nasce questa sua grande passione e quali sono stati i momenti più belli della sua carriera?

La passione per la musica me l’ha trasmessa mio padre che era ed è ancora “appassionatissimo” di musica leggera e da ballo. Quando sentiva la fisarmonica e il sax ne restava affascinato, per questo mi mandò a lezione dal maestro Domenico Marchetti, che ringrazio ancora oggi, perché è stato il mio primo maestro e con grande professionalità mi ha fatto capire fin da subito le potenzialità e la straordinaria bellezza del Sassofono.

Un grazie anche all’indimenticabile ed indimenticato Lindoro Guidi che con amore paterno mi ha fatto muovere i primi passi su un palcoscenico e inserito poi nella sua orchestra di famiglia.

Grazie anche a Rolando Guidi che da amico d’infanzia mi presentò allo zio Lindoro e mi portò alle prime prove. Avevo appena tredici anni e questa per me è stata davvero un’esperienza emozionante ed al tempo stesso molto formativa sotto tutti i punti di vista.

Anni dopo, sono entrato a studiare in Conservatorio e comunque ho continuato a suonare nelle orchestre da ballo approfondendo la conoscenza della musica leggera, lo swing, ecc. Per quanto riguarda i momenti più belli, posso dire che ogni periodo della mia vita è caratterizzato da momenti indimenticabili.

Al Conservatorio il momento più soddisfacente era quando venivi scelto dal professore per rappresentare la classe. Il periodo del corso di perfezionamento a Bordeaux ad esempio, è stato indimenticabile perché ho potuto stare a stretto contatto con uno dei migliori sassofonisti del mondo che è stato per me insegnante di musica e di vita.

Ricordo poi in particolare due emozionanti concerti, al Teatro Greco di Taormina e alla Reggia di Caserta, con l’Italian Saxophone Orchestra, fondata dal Maestro Federico Mondelci nel 1984, della quale sono uno dei musicisti fondatori. Tanti altri sono i momenti stupendi della mia carriera… mi dilungherei troppo. L’esperienza fatta a Pechino insieme ai ragazzi della Saxorchestra del Conservatorio è stata davvero indimenticabile.

stefano venturi dirige il coro diocesano nella Basilica di San Pietro
Stefano Venturi dirige il coro della Diocesi di Fano nella Basilica di San Pietro a Roma

Tra tutta questa musica però nella sua vita c’è stata anche una parentesi teatrale, me lo conferma?

Sì ho recitato per diversi anni con la Compagnia Dialettale di Lucrezia, fino al 2009, quando poi il Cinema Teatro “Uno Più” venne chiuso.

Spero di non peccare di presunzione se dico che quando entravo in scena il pubblico rideva prima che pronunciassi la battuta, perché solitamente il ruolo che interpretavo nei panni del patriarca tirchio e rompiscatole, quello al quale i figli e i nipoti ne combinavano di tutti i colori, già solo con l’espressione del viso o dei gesti, enunciava quello che era previsto nel copione. Io sapevo la storia, la linea guida ma poi andavo a braccio e allora…il pubblico si teneva la pancia con le mani. Anche questa è stata una forma di grande espressione artistica per tutti i componenti della compagnia, che ha entusiasmato tante generazioni. Che bei tempi!

Cosa si augura per il futuro?

Mi auguro di avere sempre a che fare con la musica, e con l’arte in generale, è un lavoro nobile che amo. Come insegnante spero di trasmettere l’amore per la musica a 360°e in particolare per il Sassofono, stimolare l’interesse dei ragazzi, far nascere una passione, essere magnetico, aiutarli moralmente e non farli abbattere quando sembra tutto così complicato: soprattutto all’inizio, quando sembra che le note non vogliano saperne di uscire, ma con costanza, impegno, dedizione e tanto studio i risultati arrivano. Il mio augurio è che la “Musica” sia sempre linfa vitale per l’umanità, faccia vivere in armonia e sia portatrice di pace per tutti i popoli della terra.

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