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Sanità, Ruggeri: “Chi non ha agganci o amicizie rischia di non riuscire a prenotare una visita!”

Dopo la fase acuta della pandemia ora scoppia il problema delle visite da riprogrammare. L’alternativa spesso rimane il ricorso al privato a pagamento.

carlo ruggeri comitato pro ospedali pubbliciFOSSOMBRONE – Carlo Ruggeri del Comitato Pro Ospedali pubblici Marche traccia una quadro dell’attuale situazione sanitaria dopo il picco dell’emergenza Coronavirus.

La Regione continua a tenere chiusi i 13 ospedali nel territorio chiusi nel 2015. Va ricordato che il Comitato durante il picco della pandemia aveva più volte richiesto a gran voce di riaprire i presidi nel territorio regionale.

“Oggi – continua Ruggeri – gli studi dei medici di famiglia sono letteralmente assaliti, alla faccia del rischio contagio, da pazienti che debbono ottenere la “rivalutazione del bisogno assistenziale” ed, eventualmente, ricevere una nuova prescrizione, magari dopo anni di attesa di una visita specialistica miracolosamente conquistata dopo ore di attesa al Cup!

I medici di famiglia per timore di assembramenti, che potrebbero scatenare nuovi focolai di infezione, sono costretti a scaglionare gli appuntamenti, che slittano anche di settimane.

Diversi medici di famiglia invitano i loro pazienti a non recarsi presso gli studi salvo casi di necessità od urgenza.

Una volta ottenuta la sudata prescrizione del medico di famiglia bisogna riprenotare la visita specialistica al CUP. Ed è praticamente impossibile prendere la linea.

I divieti di assembramento rendono pressoché inaccessibili anche gli sportelli “fisici”, da poco riaperti presso distretti sanitari o strutture ospedaliere inoltre  la possibilità di prenotare direttamente dagli studi medici, non è ancora operativa.

Quindi – continua Ruggeri – al cittadino indifeso, che non ha agganci particolari o amicizie in alto loco che gli risolvono il problema (possibilità che non è di tutti) restano solo quattro soluzioni: la rinuncia alla prestazione per cui attende da mesi o anni; il ricorso al privato a pagamento (per chi se lo può permettere); l’accesso ai superintasati pronto soccorso a rischio infezione da Coronavirus, spostandosi con l’auto propria o con costosissimi servizi taxi per persone anziane o sole.

L’ultima possibilità – conclude Ruggeri – è il voto a settembre per le regionali per mandarli tutti a casa”

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