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Raccolta differenziata, ridurre rifiuti e tariffe è possibile

L'incontro promosso dal Forum Provinciale per i Beni Comuni ha dato voce a tre casi modello. E' possibile migliorare la raccolta dei rifiuti e ridurre le tariffe.

raccolta differenziataPESARO – Lo hanno raccontato in un webinar pochi giorni fa tre relatori appartenenti a zone diverse del Paese ma tutti con la forte motivazione di attuare la strategia verso “rifiuti zero”.

RACCOLTA DIFFERENZIATA,  IL CASO DELLA PROVINCIA DI FORLI’

Il primo ad intervenire è stato Paolo Di Giovanni direttore di Alea Ambiente Spa, una società totalmente pubblica nata nel 2017 per volontà di 13 comuni della provincia di Forlì, tra cui il capoluogo, che ha sostituito Hera Spa.

I rifiuti urbani sono raccolti con il sistema del “porta a porta integrale”, ad eccezione del vetro, su tutti i comuni, che sono distribuiti su una superficie di 1014 km2 e con 180.000 abitanti.

La raccolta avviene attraverso lo svuotamento di bidoncini di diverso colore assegnati ad ogni famiglia e la tariffa è modulata (per la parte variabile) in relazione al numero di svuotamenti del secco residuo.

Quindi viene applicato il principio comunitario di “chi più inquina paga”. Inoltre, i cittadini forlivesi possono servirsi anche di 11 ecocentri e di un camion attrezzato che gira per i territori secondo un calendario prestabilito.

La raccolta differenziata è passata dal 51% al 81% con una riduzione del rifiuto totale del 32% e del rifiuto secco indifferenziato del 73%, tutto ciò senza aumentare le bollette per i cittadini.

Da evidenziare, infine, che le impurità sono quasi inesistenti, quindi plastica, carta e vetro sono pagati dai recuperatori ai prezzi massimi.

LE ISOLE ECOLOGICHE INTELLIGENTI A FABRIANO

Simona Carini, invece, responsabile del Servizio Ambiente del Comune di Fabriano, ha illustrato l’esperienza locale secondo cui una parte di cittadini del territorio comunale sono serviti da “isole ecologiche intelligenti”.

Ad ogni nucleo familiare, soggetto a Tari, viene assegnata una tessera magnetica con la quale può accedere all’isola ecologica e pesare il rifiuto differenziato, applicare l’etichetta sul sacchetto e inserirlo nell’apposito contenitore.

Poi, tutte le isole ecologiche informatizzate sono dotate di varie telecamere per controllare gli abbandoni di rifiuti e a campione viene controllato anche il contenuto dei sacchetti per disincentivare i furbetti.

In questo caso la Tari può essere modulata considerando la quantità dei rifiuti conferiti appartenenti a tutte le frazioni e non solo il secco non riciclabile.

Tale sistema, che assicura percentuali di raccolta differenziata sopra l’80%, lascia all’utente la facoltà di sbarazzarsi del rifiuto a qualsiasi ora, ma di contro da meno garanzie sulla qualità della raccolta differenziata; ha un costo di avviamento maggiore, ma minori costi di gestione, in quanto il personale e il costo carburante impiegati nello svuotamento dei cassonetti è inferiore rispetto al P.A.P. spinto.

Per ultimo, il sindaco di Terre Roveresche Antonio Sebastianelli ha spiegato come funziona la “Carbon Wasteprint” (letleralmente Impronta di carbonio dei rifiuti) che per la prima volta è stata applicata nel suo comune, in affiancamento al “porta a porta integrale” e alla tariffazione puntuale.

Anche il comune di Terre Roveresche supera l’80% di raccolta differenziata con un valore di rifiuti prodotti abitanti/anno più basso in assoluto a livello provinciale.

Da quest’anno i cittadini più virtuosi, che avranno conferito meno rifiuti e pertanto prodotto meno CO2, riceveranno uno sconto nella bolletta.

Il confronto tra queste esperienze virtuose nella gestione della raccolta ed avvio al recupero dei rifiuti urbani dimostrano che è possibile:

1-differenziare i rifiuti fino al 85% senza difficoltà,
2-applicare la TARI con sconti per chi produce meno rifiuti, attraverso sistemi di contabilizzazione del rifiuto conferito da ogni singola utenza,
3-evitare quasi del tutto conferimenti errati e abbandoni,
4-ridurre i rifiuti da avviare a smaltimento e i rifiuti totalmente prodotti.

Inoltre, il Piano Regionale Rifiuti del 2015 vieta un sistema con cassonetti stradali aperti, a libero accesso, permettendo invece praticamente soltanto le modalità di raccolta presentate.

In sostanza, chi continua con la raccolta stradale vecchio stile non è in linea con le indicazioni regionali già da 6 anni; ci sarebbe stato il tempo per puntare ad una gestione più virtuosa!

In attesa del Piano d’Ambito, chiediamo ai principali comuni della Provincia (Fano, Pesaro, Urbino) di imprimere, finalmente, una svolta alla gestione dei rifiuti urbani, imitando le esperienze più avanzate nel segno della sostenibilità ambientale.

Ricordiamo infine che sono i comuni a dover prendere le decisioni, imponendole ai gestori, e non viceversa.

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