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Piano d’ambito rifiuti, alcuni sindaci dicono “NO”

La nota dei sindaci di San Lorenzo in Campo e Terre Roveresche che hanno votato contro il piano d'ambito provinciale dei rifiuti.

digestore rifiuti provincia pesaroPESARO – Nella seduta di oggi 30 settembre l’Assemblea d’Ambito ha approvato, con il voto contrario dei Comuni di Cartoceto, Colli al Metauro, Fano, Mondolfo, San Lorenzo in Campo, Sassocorvaro-Auditore e Terre Roveresche, il Piano d’Ambito dei Rifiuti della Provincia di Pesaro e Urbino.
“L’assemblea, prima di votare il Piano d’Ambito, ha votato via via i tanti emendamenti proposti da alcuni Comuni della Provincia. Questi emendamenti, per la maggior parte respinti – come ci riferiscono i Sindaci Dellonti e Sebastianelli – adducendo una generica non coerenza con quanto disposto da ARERA.
Il voto contrario al Piano d’Ambito espresso da San Lorenzo in Campo, Terre Roveresche è motivato dal fatto che il Piano d’Ambito prevede al 2022 costi in significativo aumento rispetto alla situazione già oggi particolarmente pesante per le tasche delle utenze (ossia cittadini ed imprese), situazione che sarà, con molta probabilità, ulteriormente rivista al rialzo sulla base dell’aumento dei costi dovuto al tasso d’inflazione nel periodo 2022 al 2026 (ossia esattamente come un contratto in essere ma pur non essendolo).
Inoltre, non viene neppure recepita dall’Assemblea la proposta di emendamento in cui si chiede di rideterminare i costi indiretti (computati arbitrariamente al 25% dei costi diretti) e siano inclusi gli strumenti necessari all’Autorità d’Ambito stessa ed ai comuni per controllare l’operato dell’eventuale gestore unico.
Anche in questo caso sarà interessante vedere, in soldoni, in quanto si tradurrà l’ulteriore aumento dei costi per quei comuni che volessero malauguratamente assicurarsi il monitoraggio dei servizi erogati nei propri territori.
Quello approvato risulta essere un piano che non va nell’interesse della salvaguardia dei cittadini e delle imprese con costi in aumento al 2026 intorno al 20% rispetto all’attuale invocando come “motivazione d’urgenza” la necessità di farlo per il solo motivo di scongiurare il commissariamento per il ritardo ad oggi accumulato nel redigere ed approvare un PdA dettagliato e puntuale.
Tutti i Sindaci della Provincia di Pesaro e Urbino (compresi i Sindaci che fanno parte del tavolo tecnico dell’Assemblea d’Ambito) hanno ricevuto il piano il 15.09.2021 senza grande possibilità di fare modifiche e integrazioni per migliorarlo.
Altro aspetto non secondario e che, seguendo il parere tecnico negativo dell’ATA, non viene inserita  espressamente la richiesta di salvaguardia per i Comuni che ad oggi possono vantare livelli di servizio ben superiori a quelli stabiliti dal Piano d’Ambito ma a costi sensibilmente inferiori.
Quindi anche le utenze (sempre cittadini ed imprese) che ad oggi hanno tariffe basse per un buon servizio domani potrebbero trovarsi a pagare di più per livelli di servizio decisamente inferiori.
Tralasciamo la parte legata all’impiantistica dove l’Assemblea d’Ambito ha praticamente abdicato ogni competenza in materia di pianificazione.
Concludiamo pertanto che oggi, sono poche le certezze che dall’approvazione di questo Piano d’Ambito dei rifiuti ad esclusione del fatto che cittadini ed imprese dovranno pagare significativamente di più con buona pace per coloro che auspicavano che una gestione unitaria potesse portare benefici economici alla collettività e che fosse maggiormente orientata verso i diversi esempi virtuosi presenti nella nostra Provincia”.
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