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Omotransfobia, gli psicologi delle Marche contro le discriminazioni

L'Ordine degli Psicologi delle Marche si schiera a favore della legge in discussione alla Camera.

psicologi marche omotransfobiaANCONA – Anche l’Ordine degli Psicologi delle Marche interviene nel dibattito relativo alla nuova proposta di legge contro l’omotransfobia in discussione presso la commissione Giustizia della Camera: “Numerose sono le violenze e le discriminazioni subite dalla popolazione LGBT nei diversi contesti di vita – si spiega nella nota dell’OPM – e la ricerca scientifica in ambito psicologico ha ampiamente dimostrato una forte correlazione tra i contesti sociali stigmatizzanti, che favoriscono condotte discriminatorie di matrice omotransfobica, e l’insorgenza e l’aumento di disturbi psicologici nella popolazione LGBT+.

Basti pensare – prosegue – che l’indagine del 2020 del Fundamental Rights Agency dell’Unione Europea, condotta sulla comunità LGBT, ha evidenziato come il 91% del campione italiano intervistato percepisca come un fenomeno diffuso l’incitamento all’odio da parte dei politici italiani e che il 96% ritiene tale atteggiamento diffuso nella popolazione generale”.

Si ritiene quindi necessario tutelare la salute psicologica, di soggetti vulnerabili, vittime di odio e violenza: “Sappiamo – aggiunge – che tale tutela avrebbe anche un significativo impatto secondario, perché in grado di diminuire la necessità di attuare interventi a posteriori, col loro relativo costo sociale e sanitario, favorendo così una maggiore percezione di benessere collettivo e di sicurezza”.

Il messaggio lanciato dall’OPM è chiaro: “Il nostro mandato etico-deontologico, ci chiede di ribadire che l’omosessualità è una variante naturale e normale del comportamento, dell’espressione della sessualità e dell’affettività dell’essere umano, e che non esistono terapie atte a modificare l’orientamento sessuale di una persona.

Lo stesso dicasi per l’identità di genere. Affermare il contrario significa promulgare un’informazione scientificamente priva di fondamento, nonché portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale omotransfobico, ancora così fortemente radicato nella nostra società.

Ricordiamo – prosegue la nota – che per la loro mancanza di fondamento scientifico, le terapie riparative sono vietate dalle principali istituzioni della Salute Mentale, come l’American Psychiatric Association, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi”.

L’OPM contrasta dunque tutte le forme di discriminazione, come ribadisce anche l’Articolo 4 del Codice deontologico dell’Ordine degli Psicologi italiani che cita: “Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità”[….] e promuove azioni, anche attraverso la sua comunità professionale, di formazione e di prevenzione contro il bullismo omotransfobico, a favore della parità tra i generi, di educazione al rispetto delle differenze e ad una affettività e sessualità consapevoli”.

Per questo motivo l’OPM ritiene “fondamentale ribadire ancora oggi l’importanza di una corretta informazione scientifica su questi temi, basata sui dati della ricerca psicologica e in un’ottica di dialogo multidisciplinare. Promuoviamo dunque una cultura che abbatte i pregiudizi, da sempre nemici della salute mentale.”

E conclude: “Siamo favorevoli alla legge sull’omotransfobia? Ogni azione che sia in grado di garantire e tutelare la salute psicologica delle persone e che vada in questa direzione trova il nostro sostegno”.

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