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Nuovo invaso nell’alto Candigliano, sindaci e consiglieri si oppongano

Lettera aperta del Movimento "Dipende da Noi" ai sindaci e consiglieri comunali della Provincia di Pesaro e Urbino.

invaso candigliano
L’area che dovrebbe essere interessata dal nuovo invaso

PESARO – Il Movimento Dipende da Noi – Pesaro Urbino ha inviato una lettera aperta ai sindaci e consiglieri comunali della Provincia di Pesaro, membri dell’AATO Marche Nord, per chiedere di opporsi nelle sedi opportune al progetto di un nuovo invaso nell’alto Candigliano per far fronte alle cicliche crisi idriche della Provincia.

“Vi scriviamo per porre l’attenzione sull’ipotesi di realizzazione di un invaso sull’Alto Candigliano, proposta da Marche Multiservizi e finora assecondata dall’AATO (link news sito AATO Marche).

La zona in cui si prevede la realizzazione dell’invaso ha un altissimo valore paesaggistico e ambientale, con estese aree boschive e foreste abitate solo da animali selvatici, in mezzo alle quali scorre il fiume Candigliano.
Senza dubbio una grandissima risorsa naturale per la provincia di Pesaro Urbino e per le Marche, che andrebbe strenuamente difesa.
Invece, con il progetto di Marche Multiservizi, centinaia di migliaia di alberi adulti verrebbero sradicati o sommersi, oltretutto contro ogni logica e progettualità funzionali a prevenire o mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Come se queste ragioni etico-ambientali non fossero sufficienti, è imprescindibile ricordare il costo che avrebbe un’opera di siffatta portata, costo che ricadrebbe sui cittadini.
E ancora, è doveroso far presente che tale progetto si propone di ottenere una quantità di acqua pari a quella che viene dispersa nella nostra provincia, circa il 30% del totale, a causa della INADEGUATA MANUTENZIONE DEL GESTORE DEI SERVIZI IDRICI.
VI CHIEDIAMO pertanto di esprimervi nelle sedi opportune – l’AATO di cui fate parte è una di queste -, contro questo progetto insensato, che porterebbe alla distruzione di un intero ecosistema, e di considerare seriamente la RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE IDRICA, anche con i fondi previsti dal PNRR.
Allo stesso tempo, ci e vi chiediamo però perché i profitti debbano essere divisi tra i soci azionisti del gestore e i costi invece debbano essere a carico della collettività”.
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