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Marche Multiservizi pronta a querelare “Dipende da Noi”, la replica del Movimento

La società di Servizi avrebbe dato mandato ai suoi legali di agire nei confronti del Movimento "Dipende da Noi" dopo la lettera aperta inviata a sindaci e consiglieri dei comuni della Provincia.

Genni Ceresani – Luigi Marini (coordinatori Dipende da Noi Pesaro e Urbino)

PESARO – Pubblichiamo la nota integrale del Movimento “Dipende da Noi”  Pesaro Urbino dopo aver appreso della volontà da parte di Marche Multiservizi di agire tramite le vie legali.

“Apprendiamo con stupore la reazione sopra le righe di MMS alla nostra lettera ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali della provincia in cui il Movimento Dipende Da Noi ha chiesto di prendere posizione contro il progetto di invaso sull’Alto Candigliano.

Nella lettera inviata il 9 agosto da MMS ai Sindaci, al Presidente della Provincia, all’AATO 1 e all’Assessore all’Ambiente della Regione Marche,MMS ci accusa di aver fatto “affermazioni non rispondenti al vero che ledono la reputazione e l’immagine dell’Azienda” e di aver dato mandato ai legali, (speriamo non pagati con le nostre bollette), “di agire nelle opportune sedi nei confronti di ‘Dipende da Noi’”

Da parte nostra riteniamo di non aver in alcun modo diffuso affermazioni diffamatorie e/o non rispondenti al vero, come è facilmente riscontrabile da ciò che è stato anche pubblicato.

Se la stessa MMS, nelle scorse settimane, ha invocato l’utilizzo delle risorse del PNRR per la manutenzione della rete idrica significa che di fatto serve una maggiore manutenzione rispetto a quella attuale. Se la manutenzione fosse già adeguata e le perdite non fossero consistenti, non esisterebbe il problema. Allora a cosa servirebbero i fondi invocati?

La presa di posizione contro Dipende da Noi è un gesto politico inammissibile e inaccettabile in quanto una società privata (Spa) che gestisce un bene pubblico non dovrebbe permettersi di richiamare cittadini che criticano la modalità di gestione del bene stesso, limitando in questo modo l’esercizio di una democrazia partecipata, diritto tanto più necessario per  questioni che riguardano un bene comune primario come l’acqua.

Aspettiamo dunque di capire direttamente che cosa ha fatto infuriare così tanto i vertici di MMS. Forse la domanda finale della lettera in cui chiedevamo perché i profitti della gestione dell’acqua debbano essere privati mentre i costi di manutenzione devono ricadere sul pubblico (i fondi del PNRR appunto)?

In ogni caso, se l’obiettivo era quello di intimidirci o di metterci a tacere, vorremmo far sapere che non rinunceremo al nostro dovere di cittadini di vigilare sulla gestione di una risorsa fondamentale come l’acqua e al nostro diritto di batterci affinché l’acqua torni ad essere gestita dal pubblico, come votato dalla stragrande maggioranza delle italiane e degli italiani nel referendum del 2011.

Le emergenze idriche e climatiche di questi giorni ci impongono di continuare con maggior forza questa battaglia al fine di trovare soluzioni sostenibili e condivise che vedano il bene di una comunità e non il guadagno di pochi l’obiettivo principale”.

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