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L’ultimo saluto a don Giuliano Bonazelli, per 41 anni parroco di Lucrezia

Aveva creato una parrocchia al passo con i tempi. I funerali saranno celebrati a Saltara, suo paese natale

LUCREZIA – Parroco per oltre quattro decenni della popolosa parrocchia Sant’Apollinare di Lucrezia, don Giuliano Bonazelli va sicuramente ricordato per aver plasmato una comunità che nel corso degli anni andava sempre più crescendo in numero di famiglie, sino a divenire la più popolosa della diocesi.

Nato a Saltara il 2 novembre 1936, è stato ordinato prete nel 1963 svolgendo la sua prima attività pastorale a Mondavio.

Il 1967 è l’anno dell’arrivo nella parrocchia di Lucrezia. Sarà quindi nominato parroco, il terzo della giovane parrocchia istituita nel 1910 che aveva visto alla sua guida Don Virgilio Ghironzi prima e Don Ettore Carboni poi.

Se la figura amatissima di Don Ettore Carboni (parroco dal 1940) va ricordata per aver guidato e sostenuto la comunità negli anni della guerra e nel difficile periodo successivo, quella di Don Giuliano si caratterizza per aver costituito una “parrocchia al passo con i tempi” seguendo i dettami del Concilio Vaticano II.

Valore aggiunto è poi la sua appartenenza all’Istituto Gesù Sacerdote, legato alla Società San Paolo che fa delle comunicazioni sociali l’elemento caratterizzante. E tra i tanti aspetti della vita parrocchiale quello delle comunicazioni sociali è stato un elemento distintivo del suo mandato di parroco a Lucrezia: l’attività del cinema parrocchiale “Uno più”, l’attività teatrale, l’attenzione alla diffusione della stampa cattolica e soprattutto l’aver creato negli anni in parrocchia un centro stampa con una moderna macchina “offset” che nessuna parrocchia del territorio poteva vantare.

Ricordando don Giuliano la mente incrocia inevitabilmente le tante persone legate alla sua attività pastorale: padre Claudio Brualdi, padre Marziano Rondina, don Roberto Talamelli, don Loris Tomassini, don Piergiorgio Sanchioni, don Giuseppe Monaco, don Marco Mascarucci, don Marco Moschini, Vittorio Vampa, Alberto Talevi, Leda Manoni, sua sorella Redenta, Gianna Fabbri “la cuoca”, Franca e Dorando Guidi …e tantissimi altri.

Certo oltre quattro decenni di attività pastorale lasciano diversi segni e tanti ricordi nella memoria di ciascun parrocchiano. Ognuno avrà i suoi più cari: chi i campi scuola in montagna, chi le rappresentazioni teatrali sacre o le commedie comiche di cui don Giuliano è stato regista (con lo pseudonimo ‘Giuliano Del Prete’) chi l’aiuto nel proprio personale cammino religioso o in un momento di difficoltà.

Sicuramente diverse generazioni di studenti lo hanno incrociato nella loro attività didattica perché don Giuliano è stato per tanti anni docente di religione nella Scuola Media “Marco Polo di Lucrezia”. Chi può dimenticare la visione nella mitica “Sala Ragazzi” (ridotto del cinema Uno Più” in cui la Bibbia veniva spiegata agli studenti attraverso i video come ad esempio il Gesù di Nazareth di Zeffirelli).

Mille ricordi saltano alla mente per noi che lo abbiamo conosciuto: la sua brillante ideazione della Giostra dei Quartieri per creare un’occasione di conoscenza e aggregazione fra le famiglie di una parrocchia che negli anni è andata sempre più crescendo in numero di persone ma con una realtà sociale fatta di pochissimi servizi per i cittadini; oppure la fondazione dell’oratorio parrocchiale “L’incontro”, primo capitolo di quello che poi in tempi recenti si è trasformato nel centro “Gp2” oppure l’incentivazione all’attività associativa non solo ti tipo religioso come l’Azione Cattolica ma anche sportiva, come la società di pallavolo Apav la cui nascita è legata proprio a lui, o di volontariato come l’Avulss che ancora oggi opera nel territorio.

Noi personalmente vogliamo ricordare don Giuliano attraverso due momenti.

In questo periodo in cui quotidianamente si parla e si dibatte sulla questione dei migranti e della loro accoglienza ci piace ricordare questa figura di prete che, come esorta anche oggi Papa Francesco, non aveva esitato ad accogliere in casa dei migranti. Nello specifico una famiglia del Vietnam negli anni ’80 e, in anni più recenti, due migranti albanesi.

Il secondo aspetto è più personale. In fondo, il primo embrione di questa piccola redazione del giornale si può dire essere cresciuto proprio in quel “laboratorio di comunicazione sociale” che don Giuliano ha promosso nella sua parrocchia di Lucrezia.

I funerali di don Giuliano si svolgeranno a Saltara nella chiesa parrocchiale “San Celestino” lunedì 13 settembre alle ore 11. Dopo le esequie, la salma sarà tumulata nel cimitero di Saltara.

Domenica 12 settembre alle ore 20.30 la comunità di Lucrezia si riunirà nella chiesa parrocchiale “S. Apollinare” di Lucrezia per la recita del S. Rosario.

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