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“La verità, vi prego, sull’ex-asilo di Lucrezia”

sabrina_battistelli_rodariLUCREZIA – Nel paese dove tutto tace, c’è un progetto che non è mai partito e, ormai da due anni, la sede dell’ex asilo “Rodari” è chiusa ed inutilizzata. Sembra, inoltre, che la scuola sia stata anche oggetto di qualche atto vandalico in seguito ad un’incursione non autorizzata.
Sabrina Battistelli (foto) docente della scuola media Marco Polo, un anno fa, aveva proposto un progetto condiviso con le associazioni del territorio per riconvertire l’edificio in centro polivalente, progetto coordinato dalla scuola.
Lucrezia soffre una carenza cronica di spazi pubblici ed il progetto poteva costituire un importante elemento di aggregazione sociale “intergenerazionale” senza pensare ai “soliti” centri-ghetti giovani.
I recenti fatti di Corinaldo, ripropongono l’urgenza di creare alternative, momenti di condivisione diversi in cui tutti i soggetti (famiglia, scuola, mondo dell’associazionismo e pubblica amministrazione) siano coinvolti e partecipi.
Ecco le sue parole che vogliono spezzare il silenzio fatto calare sulla questione.

“È passato più di un anno da quando è stata lanciata pubblicamente l’idea di far nascere nella sede storica della scuola dell’infanzia “G.Rodari” un centro polivalente,  gestito in sinergia da istituzione scolastica, associazioni e amministrazione comunale.

Il progetto, molto poco originale nella sostanza – ad ogni inaugurazione di nuove sedi scolastiche nei vari comuni limitrofi, segue la riqualificazione degli immobili dismessi in centri di aggregazione e incontro – forse lo era nella proposta di far gestire il bene dal basso, creando un coordinamento ad hoc promosso dalla scuola, che di locali come spazi comuni accessibili e mensa ha diritto più che bisogno.

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L’ex asilo Rodari

Questo avrebbe offerto la possibilità nel giro di pochi mesi di aprire anche una mediateca a Lucrezia, fornire una sede co-gestita alle tante associazioni senza casa e offrire a tutti un centro per iniziative come conferenze, incontri ecc., senza contare il fatto di non perdere tempo e sprecare una risorsa così rara nel nostro comune: spazi concreti in cui incontrarsi, parlarsi , conoscersi..

Non so quanto se ne sia discusso dentro e tra le varie realtà che sono state coinvolte, fin da subito, al primo incontro pubblico e aperto a tutti i portatori di interesse. Quello che so è che, a fronte di una proposta presentata ufficialmente, NESSUNO ha risposto per mesi.

Le piccole realtà associative avranno avuto sicuramente dubbi ma chi impegna tempo, competenze e, a volte, anche denaro proprio in progetti di volontariato non si ferma davanti ad una proposta come questa.

Quello che invece, a parer mio, è molto grave è che sia stata proprio l’amministrazione a non rispondere e, nella sostanza, a svilire,  questa proposta, facendo passare mesi e mesi prima di degnarsi di incontrare a maggio il mondo della scuola. Bypassando il tavolo avviato in autunno, dividendo il gruppo potenziale di interessati e, di sorta, riducendo  l’iniziativa a una esposizione – solo a parole –  di un progetto, dalle “magnifiche sorti e progressive”, di Officina creativa ha comunque permesso, bontà sua,  spazi residui per alcune  attività mattutine della primaria: non la mensa, non la biblioteca.

Che l’amministrazione abbia avuto incontri sul tema con altre realtà del tavolo iniziale è probabile: con la tecnica del “divide ed… impera” è possibile che ci siano state occasioni per decantare l’officina e il suo artefice. Che a quasi due anni dal progetto di trasferimento in una nuova sede l’amministrazione abbia fatto solo questo per garantire alla cittadinanza l’utilizzo di un suo bene è vergognoso.

Fare previsioni ora è facile: con le elezioni alle porte è probabile che vedremo prendere vita uno spazio polivalente, inclusivo, stimolante a livello culturale e civile. Me lo auguro, e sarebbe ora (anche un po’ passata a dire il vero) di sapere tutti noi, ottomila cittadini, quando dove chi ma soprattutto cosa.

Ed è questo che vorrei, con questo contributo, per il bene della comunità: mantenere i riflettori ben puntati per sollecitare finalmente qualche risultato – magari non quello che si auspicava da una gestione condivisa – ma finalmente qualcosa di concreto.

Perché purtroppo, in base ad altre esperienze so che per l’ex-scuola “Rodari” c’è un’altra strada percorribile:  quella collaudata con la biblioteca di Cartoceto, delle parole vaghe senza risultati, dei buoni propositi da far cadere nel dimenticatoio social e festivaliero, per mantenere nel limbo, fino a farli dimenticare ai più, i progetti basati su pluralismo e collaborazione attiva da parte dei cittadini.

Che siano forse – progetti e cittadini che li promuovono –  considerati scomodi? Solo perché mobilitano persone disinteressate ai giochi politici ma pronte a rimboccarsi le maniche o perché promuovono convivenza civile e crescita culturale, facendo incontrare concretamente le persone? Spero che anche di questo potremo discutere nella prossima “Officina della creatività”.

P.s. Nell’attesa mi auguro che ci sia un posto per l’ingiustamente sfrattato Gianni Rodari, un grande della letteratura italiana che scriveva di tutto oltre che di principi o rose speciali, e continua ad incantare con le sue storie intelligenti, fantasiose  e ironiche, come le persone di tutte le età che contribuisce a far crescere!”

 

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