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“La Fontana di Piazza Mazzini sta andando in malora”

Nuovo appello dell’ex-assessore Renzo Savelli sulla situazione del monumento cittadino

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Fontana di Piazza Mazzini (foto di Elisa Rossi)

FOSSOMBRONE – “Avrei preferito scrivere su altri argomenti culturali, di cui Fossombrone è decisamente ricca, ma mi vedo costretto a tornare ancora una volta – e spero francamente che sia l’ultima – su un tema che sta a cuore non solo al sottoscritto, ma a tanti altri forsempronesi.

Renzo Savelli, ex-assessore ai beni culturali della città interviene su questo monumento cittadino e continua: “le piazze dei nostri centri storici sono di solito abbellite da fontane più o meno monumentali sorte a fini pratici (approvvigionamento idrico per le famiglie), ma anche a fini estetici (arredo urbano).

Fossombrone non fa certo eccezione e anche le più antiche vedute della città riportano l’immagine di una fontana al centro della piazza, allora detta non a caso “della fonte”, posta fra la cattedrale, edifici nobiliari ai lati e l’antico palazzo comunale, diventato seminario nei primi decenni del ‘600.

Naturalmente la fontana di quelle vedute non è più la stessa di oggi poiché con l’aumento della popolazione era considerata inadeguata e così il consiglio comunale decise di farne una nuova dando l’incarico al famoso scalpellino di Sant’Ippolito Giovanni Fabbri, morto nel 1767, le cui opere di natura religiosa si trovano in tante località dell’Emilia Romagna.

La fontana in pietra corniola fu terminata nel 1753, come indica la data scolpita su entrambe le facciate, ed era stata preceduta da quella molto più grande di Cagli, realizzata in travertino di Piobbico.

Il degrado non è cominciato adesso, ma alcuni anni fa con il furto della copia della statua in bronzo della “Venere del Metauro”, opera di Anselmo Bucci, che era posta sopra il catino superiore, esattamente sopra la parte che rappresenta la città turrita, e con l’asportazione di uno sgocciolatoio in piombo a forma di pesce e la rottura di due dei cinque petali in pietra.

Anche allora lanciai un grido d’allarme al sindaco dell’epoca, il dott. Pelagaggia, grido rilanciato più volte con tanto di polemica pubblica. Purtroppo tutto fu ma inutile, forse perché non era gradita la persona che aveva denunciato il fatto o forse per insensibilità al problema.

Finalmente, in una fase di ripensamento, nel bilancio preventivo 2016 fu posto la somma, certamente esorbitante, di 30.000 euro per intervenire sulla fontana. La vittoria del Movimento 5 Stelle ha rappresentato, purtroppo, la continuazione del disinteresse per quella che è la fontana storica più antica della città. Infatti la somma è stata cancellata dagli interventi previsti per il 2016 e non è stata inserita in quelli programmati per il 2017.

Ora devo lanciare, purtroppo ancora una volta, un grido di allarme. Il degrado avanza sempre più, le spese per un suo restauro saranno sempre più consistenti e inoltre il secondo sgocciolatoio a forma di pesce è già in parte lacerato e potrebbe spezzarsi con qualche gelata invernale.

Inoltre se qualcuno dovesse asportarlo perderemmo per sempre il modello originale. Infatti non ne è stato nemmeno eseguito il calco, indispensabile per la riproduzione di quello rubato, che sicuramente qualche benefattore sarebbe ben disposto a rifare.

Di fronte alla insensibilità degli amministratori – passati e presenti – rispetto ad uno dei più bei scorci della nostra città, non riuscì se non tardivamente ad ottenere uno stanziamento poi non utilizzato. La speranza è che ora ancora una volta essa aiuti a conservare la più bella fontana di Fossombrone prima che sia troppo tardi”.

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