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La diplomazia della Chiesa Cattolica spiegata in un libro di Matteo Cantori

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Incontro dei Nunzi Apostolici con Papa Francesco – foto Osservatore Romano

FANO – Giovedì 17 Agosto, alle 21.15, nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio verrà presentato il  “La diplomazia pontificia” (edizioni Tau), di Matteo Cantori, giovane giurista di Osimo. Assieme all’autore sarà presente mons. Giovanni Tonucci che ha scritto la prefazione del volume.

La diplomazia della Chiesa Cattolica vede come principali protagonisti i “nunzi apostolici” che, di fatto sono gli ambasciatori del Papa nel mondo, dei quali si parla in genere come figure istituzionali astratte e lontane dal vissuto della gente, ma di fatto ignorandone la funzione e i compiti.

Tra loro c’era fino a non molti anni fa anche il fanese mons. Giovanni Tonucci, 76 anni, che ha da poco lasciato l’incarico di Arcivescovo prelato di Loreto dopo aver trascorso in precedenza 18 anni come Nunzio apostolico prima in Bolivia, poi in Kenya, infine in Svezia (come Nunzio anche in Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda).

Mons. Tonucci, nella prefazione al volume, spiega che “dato che la diplomazia, civile o ecclesiastica, svolge il proprio lavoro con una doverosa discrezione, si è voluto interpretare questa riservatezza come qualcosa di sinistro, come se ci fossero trame occulte, tessute da menti ciniche e soprattutto animate da volontà ed egemonia”. Invece il servizio dei nunzi “riveste un importanza fondamentale nel permettere al successore di Pietro di svolgere il suo ruolo di centro di unione e di guida per l’intera famiglia dei cristiani”.

Prima di esser nominato Nunzio nel 1989, da sacerdote Tonucci si era fatto le ossa nelle nunziature di Camerun, Jugoslavia, Gran Bretagna e Stati Uniti, inoltre con un periodo di servizio in Segreteria di Stato, in Vaticano. Poi ricevette l’ordinazione episcopale il 6 gennaio 1990 dalle mani di san Giovanni Paolo II, che lo aveva appena nominato nunzio apostolico in Bolivia.

Quanto ai luoghi frequentati dagli ambasciatori, “mettiamo subito da parte l’idea che si tratti di un ambiente mondano”, tiene a precisare; la vita degli ambasciatori, compresi quelli del Papa, non solo è soggetta a continui trasferimenti, ma “è tutt’altro che facile, e richiede una grande capacità di distacco e tanta apertura all’accoglienza di culture e mentalità diverse”. I “famosi ricevimenti” quindi sono solo “brevi parentesi”, racconta Tonucci, che invece in Kenya una volta dovette tornare in fretta e furia a Nairobi, da una missione nel nord del paese, perché alcuni banditi avevano assaltato la nunziatura devastandola e picchiando le suore che vi risiedevano.

L’autore del volume Matteo Cantori si è da poco laureato in legge a Roma, proprio con una tesi di diritto ecclesiastico con tema la Diplomazia Pontificia, che con opportune modifiche è diventata il volume che sarà presentato a Fano. In tre capitoli Cantori esamina la storia della diplomazia pontificia, il ruolo che essa occupa secondo il diritto e il magistero della Chiesa, infine gli aspetti giuridici del rapporto “Chiesa-mondialità”. Tema quest’ultimo che non appartiene certo solo alla storia. Basti dire che nell’arco dei 27 di pontificato Wojtyla (1978-2005) i paesi con cui la Santa Sede intrattiene relazioni diplomatiche da 85 divennero 174. Oggi sono 183, compreso il Myanmar (dal 4 maggio scorso). Ma mancano ancora paesi importanti come Cina, Arabia Saudita, Vietnam e Corea del Nord.

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