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In ricordo del Maestro Franco Marini

franco_marini_luttoTERRE ROVERESCHE – In ricordo del Maestro Franco Marini, i cui funerali si sono svolti oggi ad Orciano, riproponiamo il testo di Silvano Bracci pubblicato sul numero 116 del Giornale del Metauro del 2014 in occasione del 90esimo compleanno e del 60esimo anniversario di matrimonio del Maestro Marini.

Davvero la vita del maestro Marini, orcianese doc, si può riassumere in tre parole: sacrifici, amore, servizio. Il senso del sacrificio è cominciato nella famiglia di origine (genitori e sei figli) che viveva del modesto lavoro quotidiano del padre e degli infiniti punti d’ago della madre abile sarta. È continuato nella frequenza del giovane Franco all’Istituto Magistrale negli anni difficili della II guerra mondiale e immediatamente seguenti, quando lui raggiungeva ogni giorno Fano con la bicicletta: “Ma al ritorno mi attaccavo al camion della fornace Gasparini”, precisa.

Il sacrificio continuò appena diplomato nel 1946 e con l’insegnamento iniziarono subito ad apparire le altre due qualità che caratterizzarono il suo approccio con gli alunni: a San Giovanni in Montevarco sperduta località montana di Cagli, poi in provincia di Ancona a Madonna del Piano di Corinaldo e in questo paese dove si fermava spesso con la mamma di santa Maria Goretti, a Rosenga di Genga dove portò la giovane sposa Bruna Sbrozzi, per un anno a Sassoferrato raggiungendo con la bicicletta Pergola e proseguendo col trenino, infine a Poggiolino di Monterado dove nacque il figlio Mauro.

Chiesto il trasferimento in provincia di Pesaro, fu assegnato a sedi prossime al paese natìo: San Michele al Fiume e successivamente a Mondavio per quindici anni, finalmente a Orciano negli ultimi dieci anni, fino al 1985. Qui per il solo anno scolastico 1955-56 aveva svolto l’incarico di insegnante supplente di educazione fisica, avendo frequentato sin dal 1946 lo specifico corso a Urbino.

E non sono da dimenticare le scuole serali a Orciano e a Montebello che il “maestro” fece sempre con amore più che per senso di servizio, purché la gente di varia età imparasse a leggere e scrivere e qualcuno ad ottenere la licenza di scuola elementare per poter accedere a un posto di lavoro dove era indispensabile quel titolo di studio.

Messi in sottordine i sacrifici, scolari e famiglie hanno sempre percepito la grande passione e l’amore del “maestro” per gli alunni: “Mai ho usato la ‘batecca’ – come si diceva – o le mani, semmai ho fatto una carezza per incoraggiare chi si trovava in difficoltà”. Alcune mamme, portando un figlio vivace al primo anno di scuola, uscendo commentavano con le amiche: “Povero maestro, come farà a domarlo…”. “Eppure quei ragazzi erano docili e sereni”, commenta lui, e oggi incontrandolo gli mostrano viva riconoscenza.

Non possiamo dimenticare che il maestro Marini, raggiunta l’età del pensionamento, non si è messo a riposo dedicandosi alla diffusione delle notizie storiche locali come servizio alla Comunità orcianese. I suoi interventi su quotidiani e periodici locali e di zona venivano letti con interesse dai concittadini. Una silloge della storia patria è il volume “Orciano di Pesaro – aggiornamento storico” che egli ha licenziato in data 12 settembre 1997, giorno del suo settantatreesimo compleanno, e che ha potuto dare alle stampe grazie al sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Orciano e Sant’Ippolito (oggi BCC del Metauro). Non per nulla gli orcianesi lo vollero Presidente della Pro-Loco ed egli ha approfittato per far collocare schede didascaliche in luoghi storici del paese.

La riconoscenza dei compaesani e soprattutto di quanti hanno avuto le basi di una educazione morale e civica più che di elementi scolastici si rinnova in questi giorni in occasione del bel traguardo raggiunto: il 90° compleanno che ricorrerà il 12 settembre prossimo e il 60° anniversario di un indistruttibile amore alla sposa giurato nel Santuario di Loreto il 18 settembre 1954, “unica coppia vivente del territorio comunale che ha raggiunto questo traguardo” ci tiene a sottolineare lui stesso.

Allora, maestro, un grazie di cuore e l’augurio “Ad multos annos” da parte degli orcianesi, quelli tuttora residenti e quelli che dalla diaspora vicina e lontana si ricordano di te riconoscenti.

Silvano Bracci

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