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Il Partito Comunista al Sindaco Gambini: “Faccia dietrofront sul ‘Cappellini’”

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Il monumento alla Resistenza ad Urbino

URBINO – Riceviamo la nota del Partito Comunista Italiano in cui viene chiesto al Sindaco Gambini di ripensare la scelta di destinare i locali in cui sono attualmente ospitati l’Istituto per la storia del Movimento di Liberazione “E. Cappellini” e la sezione urbinate dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) alla contrada cittadina del “Monte”.

“Il sindaco di Urbino, con modalità arroganti che dimostrano una totale insensibilità nei confronti di una istituzione culturale, ha intimato all’Istituto  per la storia del movimento di liberazione “E. Cappellini” e all’Anpi di lasciare  i locali, loro assegnati dal Comune in comodato gratuito nel 2004, per ospitarvi la contrada del “Monte” e la sue attività ludiche connesse alla festa dell’Aquilone e a quella del  Duca.

Con tutto il rispetto per lo “Strapaese degli anni Trenta, che nel suo provincialismo contrapponeva la tradizione alla modernità cittadina, evidenziando, tuttavia, lo sforzo di una elaborazione culturale, quello espresso da Gambini è francamente imbarazzante e finalizzato solo a catturare i voti delle contrade alle prossime elezioni amministrative.

Il “Cappellini” e l’Anpi sono realtà con basi associative consistenti e l’Istituto  svolge da sempre una pregevole attività culturale e di ricerca storiografica. Il suo archivio custodisce fonti importantissime  per la storia locale del Novecento di Urbino e del territorio provinciale.

Questo decisione del sindaco non è casuale: è la spia di un definitivo scivolamento a destra iniziato con la presenza in Urbino di Gasparri e della Mussolini nel corso della campagna elettorale amministrativa del 2014, proseguita con l’incontro di Arcore con Berlusconi e l’alleanza elettorale con la Lega. Un sindaco che non ha mai avuto un vero progetto per risolvere i drammatici problemi della città determinati dal calo demografico inarrestabile e  dalla crisi turistica e commerciale.

La vicenda del “Cappellini” e dell’Anpi è l’ultimo frutto avvelenato del “gambinismo” che ormai si configura come un mix di arroganza, demagogia e incultura istituzionale cui fanno da pendant la ridicola sicumera dell’uomo fatto da sé e l’inconcludente isteria del fare contrabbandata per strategia, risultato di una improvvisazione e di un costante  esercizio illusionistico.

Ricordiamo al sindaco che Urbino è patrimonio dell’umanità e che nelle linee guida dell’Unesco i siti che hanno ottenuto questo riconoscimento sono tenuti a valorizzare i legami con la cultura e la storia locale e i soggetti che se ne prendono cura. Gli ricordiamo anche, se l’avesse dimenticato, che l’Anpi è presente in Urbino dal 1945, una città che ha fornito  alla Resistenza e alla lotta armata un contributo determinante esprimendo la gran parte dei quadri politici e militari della V Brigata Garibaldi “Pesaro”.

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