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Il caso “Celletta” di Pesaro ci riguarda tutti, ecco perché!

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(da sinistra) Daniele Lazzari, Nadia Mazzarella e Rosalia Cipolletta

PESARO – Ancora una volta la società civile si organizza e porta all’attenzione problematiche che, purtroppo, la politica tende volutamente a sorvolare. Nella sala della circoscrizione di Cinque Torri si è svolta una partecipata assemblea pubblica organizzata dal gruppo spontaneo di cittadini #stopconsumodisuolopesaro e dalle Associazioni GruppozerO, Legambiente, WWF, Lupus in Fabula e Fridaysforfuture. Nei giorni scorsi è partita una raccolta firme per sensibilizzare cittadini ed amministratori sul caso “Celletta” che, in soli quattro giorni, ha raggiunto quota 500 adesioni. Nadia Mazzarella ha introdotto l’incontro ricordando l’importanza di una azione comune con il motto “Uniti nella diversità”.

CHE COS’E’ IL CASO CELLETTA?

A ripercorrere le tappe della questione “Celletta” è stato l’architetto Daniele Lazzari. Nell’introduzione è stato ricordato che l’uso e l’abuso del territorio sono una storia che risale già agli anni ’60 quando ogni comune ha voluto la propria area industriale e residenziale devastando l’ambiente e soprattutto spopolando i borghi storici.

Ci ha messo poi una “pezza” l’Unione Europea chiedendo ai Paesi membri di contenere il consumo di suolo e la Regione Marche ha legiferato in tal senso nel 2011. Peccato però che tale legge sia stata più volte disattesa. Lazzari ha descritto cattivi esempi pesaresi come ampliamente di zone industriali in aree non previste, riconversioni delle stesse fatte in modo errato e l’utilizzo di terreno agricolo vergine per realizzare impianti fotovoltaici.

Per tornare al caso in questione nel 2010 l’area di Celletta, di proprietà comunale, viene destinata a “servizi sociali e ricreativi”, in pratica nella zona doveva essere realizzato un bocciodromo (ora dirotato in via dell’Acquedotto). La variante votata però nel 2019 la trasforma in “area ad attività terziare” praticamente prevede un nuovo centro commerciale. Nel mezzo, fra una variante e l’altra, aumenta la superficie del terreno edificato a discapito dell’area verde. “Che fine ha fatto il rispetto della Legge regionale sul consumo di suolo pubblico – si chiede Lazzari – perché sulla zona non è stata chiesta una VAS (Valutazione Ambientale Strategica)? Le leggi ci sono – ha concluso – ma vanno applicate!”.

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(da sinistra) Andrea Fazi (WWF), Rosalia Cipolletta (Legambiente), Michele Gambini consigliere comunale del PD
L’INTERVENTO DI MICHELE GAMBINI, IL CONSIGLIERE PD CHE HA VOTATO “NO” ALLA VARIANTE IN CONSIGLIO COMUNALE

All’incontro di Cinque Torri c’era anche il consigliere di maggioranza del PD Michele Gambini passato alle cronache per aver votato contro la famosa variante di Celletta ed anche per l’acceso dibattito che ne è seguito con il Sindaco Matto Ricci, dello stesso suo partito.

“Quando è stata proposta la votazione in consiglio – ha affermato Gambini – si trattava di una variante apparentemente innocua”. Ragionando più attentamente sulla questione si è invece capito che tenerla Celletta come area “di servizi” significava avere in futuro ancora un’area verde, trasformarla comportava sicuramente realizzare una nuova area commerciale. “Votare contro mi ha creato dei problemi”.

Sul Sindaco Ricci che  anche in campagna elettorale aveva parlato ‘costruire sul costruito’ Gambini ha affermato: “Su Celletta si accetta l’incoerenza in quanto sarebbe una operazione utile per le casse del comune, rimane il dubbio – ha concluso – che questo potrebbe creare comunque un precedente”. Il dibattito in comune sarebbe però in corso grazie ad un’apertura dimostrata da parte del Sindaco Ricci per la ricerca di altre zone di proprietà comunale da valorizzare ed evitare l’operazione su Celletta.

“Sono felice di vedere che c’è una comunità che si muove in modo autonomo – ha concluso Gambini – è bene che si diffonda tra le persone il tema del consumo del suolo”.

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Rosalia Cipolletta (Legambiente)
CIPOLLETTA (LEGAMBIENTE): “IN CAMPAGNA ELETTORALE E’ STATO DETTO ‘COSTRUIAMO SUL COSTRUITO’, DOV’E’ LA COERENZA?”

“Che senso ha edificare su un terreno comunale? – si chiede Rosalia Cipolletta di Legambiente Pesaro esordendo nel suo intervento – durante la campagna elettorale si è sempre detto ‘costruiamo sul costruito’! E’ necessario per questo comportarsi in maniera coerente. Prima facciamo delle leggi e poi si fa il contrario per trovare le scorciatoie.

La vera cosa tragica – ha aggiunto Cipolletta – è che nonostante tutto quanto si stia dicendo sui pericoli reali che stiamo correndo, continuiamo a fare come ci pare. Questo significa che non crediamo fino in fondo a quanto affermano gli scienziati! Il caso di Celletta rischia di essere il primo di un lungo elenco: oggi capita qui domani si fa la stessa cosa su un’altra area comunale!

Questa è una politica che non cambia nulla, per questo dobbiamo continuare con molta forza e far cambiare metodo a chi ci governa!”

FAZI (WWF): “OCCORRE FARE MASSA CRITICA PER IMPENSIERIRE LA POLITICA!”

Andrea Fazi del WWF ha ripreso la metafora scacchistica parlando di “scacco al re”.
Ha ricordato un recente incontro a  Pesaro in cui si è parlato di un grosso investimento di circa di 2 milioni di euro da fare sul Genica per velocizzarne il corso e quindi il deflusso delle acque. “Tutti sanno che il fiume va rallentato per creare delle scorte d’acqua. Ma si continua  a fare il contrario! Come ha risposto la politica alla grave crisi idrica del nostro territorio? Allargando il prelievo del Burano, considerata una risorsa idrica strategica. I fiumi vanno utilizzati per ricaricare le falde non per far scorrere via acqua il più velocemente possibile! E’ il suolo che conserva l’acqua!”.

Anche in questo caso ci sono tutte le evidenze scientifiche del caso ma la politica con i suoi tecnici continua da andare dalla parte opposta.

“Ho letto dei bagnini che sono arrabbiati perché le mareggiate si sono mangiate la spiagge – ha aggiunto Fazi – Hanno sentito parlare di riscaldamento o di effetto serra? I mari, anche l’adriatico, si sono alzati di livello e questo è un dato certo. Quindi non possiamo arrabbiarci con il mare ma con noi stessi!”.

Fazi ha toccato un punto nevralgico delle battaglie ambientali e civiche. “Ci lasciamo dividere e imperare. Non siamo capaci di opporci collettivamente. Ognuno di noi si occupa solamente del suo orticello”. Il dibattito sulla zona della Celletta, è stato detto, non può riguardare gli abitanti del quartiere ma tutta la città di Pesaro ed oltre perché il tema del consumo di suolo riguarda tutti. “Manca quella massa critica da impensierire la politica – ha aggiunto Fazi –  per questo occorre sempre stare sul pezzo!”

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