I giovani di San Costanzo a Roma per il Giubileo degli Adolescenti
Domenica 27 aprile si è celebrato a Roma il giubileo degli adolescenti. Era presente anche una rappresentanza della parrocchia di Cerasa/San Costanzo
ROMA – Domenica 27 aprile i giovani della parrocchia di Cerasa, che hanno partecipato al giubileo degli adolescenti, erano a Roma in Piazza San Pietro per partecipare alla Santa Messa, un momento storico, toccante, profondamente intenso di fede e speranza.
A portare il saluto ai migliaia di giovani in piazza è stato Monsignor Pietro Parolin, già segretario di stato della Santa Sede: “Venite da tante parti, da tutte le Diocesi d’Italia, dall’Europa, dagli Stati Uniti all’America Latina, dall’Africa all’Asia, dagli Emirati Arabi … con voi è realmente presente il mondo intero!”.
Nell’ omelia Mons. Parolin si è rivolto ai giovani esortandoli ad avere il coraggio di vivere, il coraggio di condividere le esperienze i pensieri, i doni, i sogni ….il coraggio di vedere nel volto di chi è vicino o lontano, un fratello e una sorella da amare.
“Avete tanto da dare – ha proseguito Parolin – nello stesso tempo tanto da ricevere, abbiate il coraggio per aiutarvi ad essere generosi fedeli e responsabili nella vita che vi attende e per farvi comprendere ciò che più vale nella vita: l’amore che tutto comprende e tutto spera”.
Oggi [domenica 27 aprile, ndr] si celebra la festa della misericordia, proprio la misericordia del Padre che è più grande dei nostri limiti e dei nostri calcoli, è ciò che ha caratterizzato il magistero di Papa Francesco insieme all’ansia di annunciarla e condividerla con tutti l’annuncio della buona novella del Vangelo.
Egli ci ha ricordato che misericordia è il nome stesso di Dio e pertanto nessuno può porre un limite al suo amore misericordioso con il quale egli vuole rialzarci e renderci persone nuove.
È importante accogliere come un tesoro geloso questa indicazione su cui Papa Francesco ha tanto insistito e permettetemi di dire il nostro affetto per lui che si sta manifestando in queste ore non deve restare una semplice emozione del momento, la sua eredità dobbiamo accoglierla e farla diventare vita vissuta aprendoci alla misericordia di Dio e diventando anche noi misericordiosi gli uni verso gli altri”.
Con questo messaggio nel cuore i nostri ragazzi sono tornati nelle famiglia, a scuola, nelle comunità, con il mandato ad essere e portare misericordia.