Addio a Paolo Sorcinelli, ha dato voce alla memoria del Novecento
Professore di Storia Sociale all'Università di Bologna. Ha dedicato la vita alla valorizzazione della memoria collettiva e alla cosiddette "microstorie"
SAN COSTANZO – San Costanzo piange la scomparsa di Paolo Sorcinelli, professore ordinario di Storia Sociale all’Università di Bologna e studioso tra i più originali e fecondi del panorama storiografico italiano del secondo Novecento.
Nato a San Costanzo il 29 giugno 1944, Sorcinelli aveva dedicato tutta la sua vita alla ricerca, all’insegnamento e alla valorizzazione della memoria collettiva, con uno sguardo sempre rivolto alla storia vissuta dalle persone comuni.
Una carriera tra Bologna e le Marche
Laureato in Lettere moderne all’Università di Urbino nel 1970, Sorcinelli ha intrapreso la carriera accademica come ricercatore a Bologna, dove ha poi insegnato per oltre trent’anni — dal 1978 al 2014 — come professore incaricato, associato e infine ordinario di Storia Sociale.
Un percorso lungo e coerente, animato dalla convinzione che la storia vera si trovasse non solo negli archivi ufficiali, ma nelle vite quotidiane, nei corpi, nelle paure e nei desideri degli uomini e delle donne comuni.
I grandi temi della ricerca
Il suo lavoro ha attraversato alcuni dei nodi più profondi e spesso trascurati della storia italiana contemporanea.
Si è occupato delle grandi epidemie dell’Ottocento con il volume “Nuove epidemie antiche paure”, ha esplorato il mondo degli ospedali psichiatrici con “Una storia da manicomio” e il disagio mentale causato dalla guerra con “La follia della guerra”.
Ha poi aperto strade nuove nella storia delle mentalità e del costume, affrontando il rapporto degli italiani con il cibo (Gli italiani e il cibo), con la sessualità (Eros. Storie e fantasie degli Italiani; Avventure del corpo) e con l’acqua (Storia sociale dell’acqua).
Ogni tema veniva trattato con rigore scientifico e al tempo stesso con una rara capacità di comunicare al grande pubblico.
L’Archivio delle Voci e il legame con San Costanzo
Dal 2004 Sorcinelli aveva intrapreso uno dei progetti più originali della sua carriera: la raccolta sistematica di Storie di Vita in audio e video, confluite nell’Archiviodellevoci, un patrimonio di circa 700 testimonianze di uomini e donne che hanno attraversato il Novecento. Un lavoro paziente e appassionato, che restituisce dignità e permanenza a esistenze che la grande storia avrebbe ignorato.
Di queste testimonianze, 124 riguardavano San Costanzo – il suo paese natale, al quale è rimasto legato per tutta la vita. Da questo materiale ha tratto quattro volumi preziosi: Lascerei respirare le colline. Storie di vita e di paese (2008), La memoria della guerra (2014), Storie e immagini del ‘900. L’autobiografia collettiva di San Costanzo (2015) e Il paese in posa. Gli studi fotografici e la rappresentazione dei sentimenti (2017).
L’impegno pubblico e la presenza sui media
Oltre alla ricerca, Sorcinelli è stato una voce riconoscibile nel dibattito culturale italiano, ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI – da Fahrenheit a La storia siamo noi, da Correva l’anno a TG2 Dossier – e della Radio-Televisione Svizzera Italiana. Ha partecipato anche a produzioni del canale Discovery Channel History.
Tra il 1995 e il 2009 ha ricoperto ruoli istituzionali come assessore ai Beni e Attività Culturali e presidente del consiglio dell’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, portando nella vita pubblica la stessa cura per la cultura e la memoria che animava i suoi studi.
Un lascito che rimane
Con Paolo Sorcinelli se ne va uno storico capace di rendere la storia sociale un territorio vivo, accessibile e necessario.
Il suo lascito – decine di libri, centinaia di ore di testimonianze raccolte, un archivio che sopravvive e continua a parlare – è il monumento più autentico che avrebbe potuto desiderare: non di pietra, ma di voci.
I funerali di Paolo Sorcinelli si svolgeranno mercoledì 13 maggio alle ore 16 nella chiesa di Sant’Agostino a San Costanzo. La salma sarà cremata e tumulata nel cimitero di San Costanzo.
