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Garabandal, le apparizioni mariane nel paesino spagnolo sono diventate un film

Intervista a due attori che hanno realizzato il film visibile gratuitamente su YouTube.

garabandal filmSPAGNA – Nell’uomo è innata la ricerca del divino o comunque il desiderio di dare risposte alle domande più profonde che emergono dal cuore: chi siamo e dove andiamo?

La fede Cristiana e in particolare la religione Cattolica, da sempre, hanno delineato percorsi di fede e cammini di ricerca “vocazionale” affermando che Dio creatore ha per l’uomo un progetto a cui ciascuno è chiamato a rispondere. Tutto questo però non è sempre semplice e per molti la “chiamata” non è di facile accoglienza.

In questo contesto, non sempre compreso, appaiono molto ben delineate le apparizioni Mariane, fenomeni che attraggono migliaia, se non milioni di fedeli, in tutto il mondo, che si sentono toccati nel loro intimo da una particolare presenza, quella di Maria.

Tra le apparizioni avvenute negli anni ve n’è una che ha avuto poco risalto mediatico, quella avvenuta negli anni 1961–1965 a San Sebastián de Garabandal, un paesino di montagna ubicato a nord della Spagna. In questo luogo lontano dal mondo, quattro ragazze hanno assistito a numerose apparizioni della Madonna e si sono fatte portavoci del suo messaggio di amore tra cui ammonizioni e profezie (una di queste secondo alcuni identificabile con l’attuale pandemia).

Come sempre la Chiesa Cattolica ha affrontato la questione con estrema cautela e precauzione dichiarando, per tramite del Vescovo di Santander che  “… non consta la soprannaturalità di dette apparizioni”.

Nel mese di agosto è apparso online sul canale YouTube della Mater Spei AIE, un film dal titolo “Garabandal solo Dio lo sa”, che racconta questa storia, un film, girato in soli 27 giorni, distribuito liberamente e gratuitamente, visionabile da tutti

Una scena del filmspag

Abbiamo voluto approfondire quanto visto contattando tramite la casa editrice due degli attori del film (tutti non professionisti e volontari), RAFAEL (nel film don Valentin) ed ESMERALDA (Aniceta madre di Conchita una delle veggenti), che ci hanno rilasciato un intervista che vi proponiamo in esclusiva:

Prima di arrivare alla realizzazione del film “Garabandal, solo Dio lo sa” qual’era il vostro rapporto con la Fede?

Se ci guardiamo indietro e ci collochiamo al momento della realizzazione del casting, per la selezione non hanno avuto priorità le capacità interpretative, il curriculum o l’esperienza in quegli ambiti di noi che avremmo partecipato come attori al film. L’amalgama, il punto di coesione in questa avventura così appassionante, alla quale ci stavamo affacciando, era l’amore verso nostra Madre. Proprio così: tutti noi partecipanti alle riprese sentivamo nel nostro cuore che la Madonna ci chiamava a partecipare a un progetto che era Suo, che Lei desiderava e che, per portarlo a termine, contava su di noi, contava su di me.

Così, una volta iniziate le riprese, l’Eucaristia era il centro della giornata. I momenti di preghiera personale o comunitaria, la recita del rosario, le giaculatorie… erano il motore di tutta questa macchina che ci aiutava ad andare avanti, a non venir meno, a godere enormemente in ogni registrazione, … a vivere con gioia le difficoltà o le scomodità che potevano sorgere, a vivere con molta intensità la convivenza tra tutti gli attori, noi, famiglie intere, che avevamo dedicato le nostre vacanze estive per metterci al servizio di questa missione.

In molti non credono alle apparizioni, cosa secondo voi può cambiare nei cuori dei fedeli?

Al paese di San Sebastián de Garabandal, ai tempi delle apparizioni, saliva una moltitudine di pellegrini con sensibilità molto diverse: alcuni vi si recavano per mera curiosità; altri con una fede vera; alcuni con l’idea di assistere a un “circo” che li avrebbe aiutati a uscire dalla monotonia nella quale vivevano; altri cercavano un miracolo; ce n’erano di quelli che pensavano che “come era possibile che la Madonna apparisse a quelle quattro povere piccole paesane?”; la maggior parte saliva con grandi desideri di avere un incontro personale con la Madre…

E per questo, si mettevano in cammino verso la montagna, a volte da luoghi molto distanti da Garabandal, e non si risparmiavano sforzi, scomodità, condizioni atmosferiche avverse, pur di partecipare per dei giorni, o semplicemente per delle ore, in prima persona, a dei fatti incredibili che li facevano vivere molto da vicino la compagnia della Beata Madre del Cielo.

Così potremmo dire, senza paura di sbagliarci, che la cosa importante non era con che atteggiamento si saliva al paese, ma invece ciò che uno portava nel proprio cuore nello scendere, dopo aver ricevuto un soffio di aria fresca nel proprio cuore, che aveva come conseguenza, non poche volte, un’autentica conversione.

Da alcune interviste realizzate si capisce che questo film è davvero particolare, mentre recitavate cosa sentivate nel cuore? Vi sentivate parte di un progetto più grande?

Durante i ventisette giorni della durata delle riprese si percepiva continuamente la mano amorevole e provvidente della Madre. Dovremmo usare tutta l’intervista per raccontare tutte le occasioni in cui ci avanzava o mancava qualcosa affinché una scena potesse essere realizzata e, all’improvviso, davanti ai nostri occhi, si realizzavano le condizioni necessarie o appariva la persona adatta con l’oggetto di cui c’era bisogno affinché si potessero proseguire le riprese. Era come se Qualcuno stesse facendo un puzzle e mettesse insieme i pezzi nel luogo adeguato e nel momento appropriato. Era un dato di fatto che non avevamo a disposizione più giorni rispetto a quei ventisette giorni del mese di agosto del 2016 per portare a termine le riprese. E quelli furono quelli usati. Né uno in più né uno in meno.

Tutto questo dava alla nostra anima l’impressione di essere protagonisti di qualcosa di molto grande. Qualcosa che ci oltrepassava, ma che, allo stesso tempo, lasciava nel nostro cuore un fondo di felicità e gioia, nel sentire che stavamo facendo quello che dovevamo fare, nel miglior modo possibile e nel momento storico adeguato. E questa sensazione era semplicemente meravigliosa!!!

Chi è per voi Maria?

Conchita nel suo diario scrive: “Quel giorno abbiamo parlato molto con la Madonna e Lei con noi: Le raccontavamo tutto… E Lei rideva… Quante cose Le dicevamo… Era un po’ come una madre che non abbia visto la figlia da tanto tempo: quando la rivede, sua figlia le racconta tutto. A maggior ragione noi che non L’avevamo mai vista. E inoltre Lei era la nostra Madre del Cielo!… Così terminò la domenica 2 luglio, giorno molto felice poiché abbiamo visto per la prima volta la Vergine! Sebbene con Lei tutti possiamo stare, purché lo desideriamo!”.

Ciò che Conchita ci narra qui è in totale sintonia con quanto sentivamo tutti noi attori che abbiamo avuto il privilegio di partecipare a questa appassionante produzione: Garabandal è un incontro d’Amore tra la Madre e i Suoi figli, con ogni Suo figlio, per ricordarci che Dio ci ama senza misura, che Dio si prende cura di noi, per farci rendere conto che dobbiamo approfittare bene del tempo che abbiamo a disposizione, perché è il tempo che abbiamo per guadagnarci il Cielo. E per questo ci incoraggia ad alimentare il nostro interiore, che è ciò che prevale.

Qual’è stata la scena che più vi ha commosso nel rivedere il film montato?

Quando uno veramente contempla i 96 minuti, la durata del film, gli viene in mente una parola: sproporzione. In effetti, c’è un abisso tra quanto si registrò, i poverissimi mezzi su cui contavamo, le enormi deficienze nell’interpretazione, l’inesistenza di attori professionisti, la mancanza di esperienza da parte dell’équipe della regia, … con i risultati finali ottenuti, a livello sia di qualità tecnica sia di trasmissione del messaggio.

Tutte le scene nascondono uno sforzo e un lavoro enormi dietro le quinte, il cui risultato è l’esposizione di un’autentica Storia d’Amore, nella quale ogni spettatore si sente identificato con una o varie scene che lo portano a sentirsi pervaso da quell’abbraccio materno che solo Lei sa dare. Tutto questo con una colonna sonora che amalgama tutto il film e che ha il suo punto culminante nell’Ave Maria di Garabandal. Pur avendo visto il film e ascoltato la colonna sonora decine di volte, le lacrime continuano a scorrere ogni volta che risuonano queste note, che penetrano attraverso tutti i pori del tuo essere.

In cosa la storia di Garabandal si diversifica rispetto alle altre apparizioni Mariane come Fatima o Medjugorie?

Garabandal, Fatima, Medjugorje e altri luoghi di apparizioni mariane sono Terra di Maria. Sono luoghi privilegiati nei quali in modo speciale si sente la presenza della Madonna e nei quali Lei ha scelto di manifestarsi in un determinato momento della storia dell’umanità per trasmettere un messaggio concreto o per approfondirne e/o completarne qualcuno già dato in altre apparizioni.

A Garabandal, già dalla prima apparizione fino all’ultima, (e ne sono state dimostrate più di duemila in quasi cinque anni), la Vergine Maria si mostra fin dall’inizio molto vicina alle bambine, presentandosi come una Madre buona che le ama, si preoccupa delle loro occupazioni quotidiane, insegna loro a pregare, ad essere fedeli nelle cose ordinarie, a non mettersi loro al centro, a trattare con affetto tutti i pellegrini, a realizzare con gioia e senza proteste ciò che viene loro affidato, a obbedire ai loro genitori, ad amare i sacerdoti, ad aborrire il peccato, a fare sacrifici di riparazione, a mettere al centro della loro vita l’Eucaristia.

E così lo captano le bambine, che giungono persino a giocare con Lei a nascondino e che si abituano a sentire la presenza di questa Madre così buona, come se fosse una compaesana in più. Ci sono date in cui c’è stata l’apparizione varie volte al giorno. Alcune durano vari minuti, altre varie ore. E questo non perturba la salute delle bambine, al contrario, le si vede sempre più floride e pronte, invece i familiari e i conoscenti, a causa di questa abbondanza di manifestazioni e dovendo sopportare lunghe veglie, si notano ogni giorno più stanchi.

Ciononostante, a Garabandal anche gli abitanti del paese e la moltitudine di pellegrini che vi accorrevano, avevano una partecipazione molto importante ai fenomeni nei momenti singolari, come lo era la consegna alla Visione, da parte delle bambine, perché fossero baciati, di decine, centinaia di oggetti religiosi o fedi matrimoniali, che, una volta baciati, venivano restituiti dalle bambine ai loro legittimi proprietari, senza mai sbagliarsi, e questo deliziava i proprietari e gli estranei, malgrado questo atto, a volte, facesse prolungare l’estasi per delle ore, occupando la maggior parte di essa.

Quanto avvenuto a Garabandal in quegli anni, è il risultato di un Amore senza misura da parte della Madre che desidera che tutti i Suoi figli si salvino, non risparmiando, per ottenere questo, una grande abbondanza di manifestazioni che fanno sì che, fino ai nostri giorni, una moltitudine di pellegrini si rechi a Garabandal cercando questo abbraccio e questa consolazione, e che lo trasformano, come dissero le bambine, in un pezzettino di Cielo”.

Davvero solo Dio lo sa, sa cosa passa nei cuori degli uomini, sa le risposte alle domande più profonde dell’anima e sa se queste apparizioni sono da ritenersi o meno “soprannaturali”, per il momento noi accogliamo come una bella proposta questo nuovo film. 

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