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Fano, una città praticamente inattraversabile

Con la ripresa delle scuole pronti a rivedere il solito film

fano una citta inattraversabile-okFANO – I cittadini fanesi dovrebbero ricevere un premio per la pazienza di aver atteso il completamento delle opere compensative che, dopo decenni dai primi progetti di circonvallazione, dovrebbero risolvere il problema dell’attraversamento della città, senza dover passare necessariamente per Porta Maggiore.

L’interquartieri, opera che per la sua modesta entità ha richiesto tempi biblici, si sapeva non avrebbe comunque risolto la situazione traffico.

Appare però difficile capire come una cittadina di soli 60mila abitanti abbia una gestione del traffico così complicata.

Proviamo ad attraversare la città da sud a nord per raggiungere Pesaro. Chi percorre l’ultimo tratto di via Papiria in direzione centro, trova enormi buche ed un asfalto in pessime condizioni. Se ne è accorto nessuno?

L’altra grande incognita è la rotatoria di via Gramsci (nei pressi di via Cavour), immettersi è un terno al lotto e occorre raccomandarsi che nessun pedone pigi il bottone del semaforo altrimenti l’ingorgo è assicurato perché i tempi del rosso sono troppo lunghi rispetto al traffico pedonale.

Occorre prestare massima attenzione in prossimità degli attraversamenti pedonali su viale Gramsci, perché in questo periodo sono nuovamente cresciuti i mitici oleandri che ostruiscono la visibilità con il rischio di investire qualche pedone.

Durante il periodo scolastico, si formano interminabili code dovute agli autobus fermi sulle corsie di marcia per far scendere gli studenti. Frotte di giovani assonnati arrivano dalla vicina fermata di via Roma ed invadono alla rinfusa le strisce pedonali. Mentre genitori apprensivi occupano la rotatoria di Porta Maggiore come fosse un parcheggio, complicando la circolazione. Senza parlare dell’attraversamento pedonale dal Pincio al ponte di canale Albani dove un operatore della Protezione Civile fa passare gli studenti, creando ulteriori rallentamenti.

Me se pensate sia finita non è così. C’è il semaforo pedonale della Liscia, anche questo con il tempo del rosso infinito e conseguente coda di auto sulla rotatoria. E infine c’è il semaforo del Lido con i suoi telecameroni pronti a multare gli indisciplinati.

L’ultima grande incognita, prima di lasciare la città della “fortuna”, è il semaforo di Gimarra che, negli orari di punta (a Fano più o meno sempre), crea code già dal ponte dell’Arzilla. Risultato: per percorrere qualche chilometro occorrono oltre 15 minuti, manco fossimo a Roma!

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