Il Metauro
notizie dalla valle del Metauro

Esposizione Filiera biologica marche

Estate, quegli schiamazzi notturni dei ragazzi che non ci fanno dormire

estate_ragazzi_chiacchierateLUCREZIA – “Non c’è niente in ’sto Paese, un circolo, una sala giochi, un posto dove stare tutti insieme, gli unici luoghi dove uscire sono i parchi, i bar e la strada. L’avete costruito voi così, adesso di che vi lamentate? Che si drogano e fanno casino? Azzo… la scoperta dell’acqua calda!”.

L’antefatto è una discussione di quelle infinite su Facebook (la “non piazza” digitale) che parte dalla lamentele di alcuni cittadini sugli schiamazzi notturni dei ragazzi: c’è chi dice di voler chiamare i carabinieri, chi si lamenta delle bestemmie che volano, chi chiama in causa i genitori.
Quella frase si inserisce nella conversazione ed è scritta da un giovane.

Beh quella frase è la sintesi delle responsabilità che i più adulti hanno nei confronti delle giovani generazioni.

Abbiamo più volte descritto i nostri paesi (lasciamo stare le città con i loro centri storici che meriterebbero una discussione a parte), come paesi esteticamente brutti, senz’anima, cresciuti lungo la valle sulla spinta del boom edilizio di quando tutto andava bene ed ogni paesello si era costruito la sua zona industriale mentre a poca distanza si costruivano interi nuovi quartieri.

Peccato che costruttori e amministratori abbiano fatto a gara per utilizzare ogni metro di terreno per edificare, senza prevedere, quando gli spazi erano ancora “vergini”, quartieri più vivibili, marciapiedi ampi, piste ciclabili. Invece si è optato per strade strette perché occorreva edificare, strade che oggi si sono necessariamente dovute trasformare a senso unico. Ma la cosa più grave è che si sono trascurare le infrastrutture per la vita della comunità: le sale pubbliche, i luoghi di incontro, i luoghi della cultura. Tutto è ridotto all’osso se non addirittura assente. Le strutture sportive? Lo stretto necessario.

Carenze che hanno inciso ed incideranno sulle giovani generazioni costrette ad emigrare altrove o bivaccare in mancanza di alternative. Paesi senz’anima in cui i giardini pubblici sono fazzoletti di verde ritagliati dalle lottizzazioni di cemento. Se a questo aggiungiamo la carenza di servizi pubblici il gioco è fatto.

Abituarsi a vivere nella bellezza significa strade curate, una piazza che è il centro-cuore pulsante di un paese piuttosto che un semplice parcheggio, attività culturali per tutte le età, attitudine al dibattito pubblico per un confronto serio e non strumentale in prossimità delle elezioni per riconquistare la poltroncina con indennità mensile annessa.

Beh se manca tutto questo, ha ragione quel giovane: non possiamo lamentarci, forse non ne abbiamo il diritto. Piuttosto dobbiamo prendere atto di un fallimento di un sistema in cui i valori umani sono stati piegati al valore dei vile denaro, rimboccarsi le maniche e fare una vera e propria “inversione a U”!

altri articoli