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Didattica in presenza e proteste. “Dove erano i genitori negli anni in cui la scuola è stata svilita?”

Il Coordinamento Nazionale interviene sulle proteste di genitori ed esponenti politici per la sospensione della didattica. La scuola non può essere un parcheggio.

scuola didattica a distanzaLUCCA – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene con alcune riflessioni sulla protesta guidata in Italia da alcuni genitori e forze politiche circa l’illeceità della sospensione della didattica in presenza.

DOVE SONO STATI I GENITORI IN QUESTI ANNI IN CUI LA SCUOLA E’ STATA SVILITA?

Sorprende tanto accalorarsi per il buon funzionamento dell’istruzione, quando non ci sembra che tanto interesse si sia manifestato mentre la scuola italiana veniva saccheggiata nelle risorse, svilita nelle funzioni del personale docente, depotenziata nella strutturazione dei piani di studio, gerarchizzata, aziendalizzata in tutte le sue prerogative, senza comprendere che il valore umano ed educativo non corrisponde esattamente a un bene di consumo.

Non abbiamo notato lamentele da parte delle famiglie quando il numero degli studenti per classe veniva sempre più innalzato indipendentemente da una corretta cura degli studenti (classi pollaio).

Nessuno si è stracciato le vesti quando l’edilizia scolastica veniva trascurata o non messa adeguatamente in sicurezza: nel corso degli anni abbiamo assistito a vari crolli a causa di avverse condizioni meteo e delle scosse sismiche nell’indifferenza generale.

GENITORI SEMPRE PIU’ VIOLENTI NEI CONFRONTI DEI DOCENTI

I docenti badanti vengono frequentemente derisi, a volte malmenati, e analizzati costantemente in tutte le loro “pecche” da genitori sempre più critici e pronti ad azioni in sede giudiziaria per ogni aspettativa disattesa.

Eppure, un tempo i genitori non interferivano violentemente nel processo educativo scolastico senza che siano stati creati molti danni.

SCUOLA E CORONAVIRUS, MOLTE PROMESSE MA POCHI FATTI CONCRETI

Promesse sono state fatte in merito all’apertura delle scuole: potenziamento del personale docente; riduzione degli alunni per classe per evitare gli assembramenti; aumento dei vettori di trasporto; impianti di areazione adeguati. Pare che poco sia stato fatto in tal senso.

In pratica, si pretende di rientrare in classe nelle medesime condizioni che hanno condotto a un aumento dei contagi ovunque con effetti catastrofici.

Invece, una volta per tutte, occorre una pianificazione coerente con la posizione assunta dalla scienza in merito al rischio contagio e degli investimenti in risorse utili a garantire il benessere del corpo docente e studentesco.

IL RISCHIO DI CONTAGIO E’ OGGI PIU’ ALTO

Quanto alla pianificazione, ora che siamo nel periodo in cui il rischio di diffusione di virus è maggiore, non si può pretendere un ritorno indiscriminato e immediato al mondo della scuola.

Occorre, dare serenità e sicurezza dimostrando di voler tutelare chi entra negli edifici scolastici.

Per fare ciò, occorrono degli investimenti minimi. Occorre acquistare a tutto il personale strumenti di protezione FFP2. Occorre dotare le strutture di adeguati sistemi di sanificazione e areazione. Occorre dare ridefinire la ratio alunni-docente.

Occorre valutare attentamente la realtà di ogni singolo edificio scolastico e posticipare l’accesso alle strutture alla fase successiva al completamento del piano vaccinale per i docenti.

IL RISCHIO DI ABBANDONO NON PUO’ ESSERE USATO IN MANIERA STRUMENTALE

Quanto agli alunni a rischio abbandono oltre alle già attuate misure per colmare il divario digitale con il comodato d’uso e l’accesso gratuito ai servizi di connessione, occorre -quando necessario- assumere specifiche risorse che possano fronteggiare le nuove esigenze.

Non è possibile sovraccaricare i docenti di attività ulteriori rispetto a quelle già previste dal contratto collettivo.

Eppure, con rammarico il CNDDU assiste quotidianamente ad esternazioni di associazioni e gruppi sparsi, che, per spirito di protagonismo, non avendo realmente a cuore viene da pensare, le sorti della scuola, hanno occupato la ribalta mediatica senza approfondire o farsi carico delle problematiche.

IL RISCHIO EPIDEMICO PER I DOCENTI

Nonostante le condizioni immutate a fronte di un pericolo crescente, nessuno parla di inserire nello stipendio del docente il rischio economico epidemico; soprattutto per i docenti fuorisede costretti a molteplici costi e a lunghe separazioni dai familiari in osservanza delle regole molto rigide.

A tal proposito, avevamo chiesto a tempo debito, ipotizzando lo stato emergenziale che si sarebbe verificato durante i mesi più freddi, un piano straordinario di mobilità per gli insegnanti della legge 107/2015 ma neanche la richiesta in questione è stata accolta con la motivazione, pretestuosa a nostro avviso, della mancanza di risorse economiche.

LA MANCANZA DI RISORSE ED I BANCHI A ROTELLE

Nemmeno sono condivisibili le opinioni relative alla mancanza di risorse economiche, in quanto dai dati in possesso quanto da noi richiesto risulta sicuramente possibile.

Non si dimentichi, poi, che ogni amministrazione può ricorrere all’alienazione dei propri beni ex D.P.R. 13.02.2001, n. 189.

Ci è giunta notizia, infatti, di mobilia, ma anche di nuovissimi banchi monoposto con rotelle che risultano inutilizzati perché considerati pericolosi, inservibili perché inadeguati (per esempio, laddove non consentano lo svolgimento di attività didattiche) o, addirittura, non omologati.

Provvedano senza indugio, allora, le competenti amministrazioni a comunicare all’Ufficio del territorio del Ministero delle finanze, nonché al Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi del Ministero del tesoro, bilancio e della programmazione economica, la lista dei beni da alienare al fine da recuperare al più presto ulteriori risorse ed evitare un danno erariale costante e crescente.

Comprendiamo che tutti possono sbagliare, ma persistere nel conservare un bene laddove inservibile, non può che aggravare il danno all’erario, al personale scolastico, ad un’intera generazione di studenti e ai propri familiari.

L’EDUCAZIONE CIVICA, QUESTA CENERENTOLA!

Nessuno è intervenuto per disciplinare in modo più funzionale l’Educazione civica, riforma sprezzantemente a costo zero e a carico dei docenti trasversalmente.

Già perché la scuola serve per socializzare, intrattenere e rassicurare i genitori impegnati nelle loro attività. In realtà il fine più nobile della scuola è formare.

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