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Coronavirus, le Marche diventano zona arancione

Ad annunciarlo il presidente Francesco Acquaroli che ha ricevuto la chiamata del Ministro della Salute Speranza.

ANCONA – “Mi ha chiamato il ministro Speranza per anticiparmi la comunicazione ufficiale rispetto alla variazione della fascia di colore della nostra regione, che da “gialla” diventa “arancione”. E’ quanto scrive il presidente della regione Francesco Acquaroli con un post su facebook.

“Una classificazione che fino a ieri non era prevista seppur negli ultimi due giorni i numeri dei positivi erano oggettivamente cresciuti, in particolare quello dei sintomatici. Per questo stavamo studiando un’ordinanza anti-assembramento che a questo punto diventa inutile.

Passando da regione “gialla” a regione “arancione” le restrizioni diventano più forti. Tra le misure principali, i bar e i ristoranti potranno lavorare solo con consegne a domicilio o d’asporto fino alle 22 e dovranno restare chiusi.

È vietato spostarsi tra regioni e tra comuni se non per comprovati motivi di lavoro, di salute, di studio o necessità. Dispiace sicuramente veder ulteriormente compresse le nostre libertà e penalizzata la nostra economia, ma invito comunque a rispettare le misure previste dal Dpcm che avranno una validità di due settimane a partire da questa domenica compresa”.

COSA E’ PREVISTO PER LE ZONE ARANCIONI. I PRINCIPALI PROVVEDIMENTI. 


Vietato circolare dalle 22 alle 5 salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute

Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dalla Regione e tra i comuni salvo che per comprovati motivi di studio, lavoro, salute, necessità. Si raccomanda di non effettuare spostamenti non necessari anche all’interno del proprio comune.

Chiusura dei bar e ristoranti 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Non ci sono restrizioni per la consegna a domicilio.

Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita generi alimentari, tabaccheri ed edicole collocate al loro interno.

Chiudono i musei e le mostre.

Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabiilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e medie. Chiuse le università salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

Riduzione fino al 50% del trasporto pubblico ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.

Sospensione di attività di sale giochi, scommesse, bingo, slot machine anche nei bar e tabaccherie.

Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi,

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