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Caso Nolfi Ex-Carducci, il comitato: “La Provincia è evasiva, aspettiamo le risposte alle nostre domande!”

Al Comitato per la salvaguardia del Liceo Nolfi non soddisfano le risposte del dirigente della provincia Bartoli. Tutti le domande del comitato.

Nolfi ex Carducci di Fano scuole non sicureFANO – “Schopenhauer classificherebbe la risposta data dal Dirigente Bartoli della Provincia come esempio di “mutatio controversiae”.

Siamo abbastanza scafati da non cadere in artifici retorici, per cui ci troviamo costretti a porre nuovamente le stesse identiche domande, ad oggi rimaste inevase, nella speranza di ottenere risposte puntuali, e che torniamo qui di seguito a proporre.

In merito alle perizie statiche e sismiche effettuate nel luglio 2019 sullo stabile “Carducci”, sussistono numerosi e qualificati pareri tecnici che ravvisano dubbi procedurali, che potrebbero essere risolti solo con un ampliamento dei sondaggi.

Allo stesso tempo, l’esito della perizia di luglio esprime con chiarezza che NON sussistono elementi di elevata criticità, ma nonostante ciò la Provincia ha deciso di demolire e ricostruire l’edificio.

Torniamo quindi a chiedere: per quale motivo la Provincia, nonostante un impegno informale preso dallo stesso Presidente Paolini con il Comitato Nolfi in occasione di uno degli incontri tra le parti avvenuto ad inizio 2020, si rifiuta di procedere con ulteriori accertamenti (prove di carico), che dimostrerebbero in modo inequivocabile e definitivo il reale stato dell’edificio?

Per partecipare a qualunque bando di finanziamento occorre disporre preventivamente di un progetto; in ottobre 2019 Urbino ha potuto accedere al bando Sisma 120 perché disponeva già di una bozza di progetto, mentre per Fano non era stato preparato nessun preliminare; è dal mese di dicembre 2019 che si parla della necessità di elaborare quanto prima un progetto per il Carducci, che metta Fano nelle condizioni di partecipare ai futuri bandi di finanziamento.

Torniamo quindi a chiedere: perché la Provincia non ha ancora neanche avviato l’iter burocratico per la gara di idee, con la quale intende (almeno a parole) risolvere il problema progettuale? Eppure i mesi di lockdown sarebbero stati il periodo ideale durante il quale istruire e avviare un bando di gara.

La singolarità della risposta, elaborata da un Dirigente amministrativo in luogo del Presidente della Provincia (che invece avevamo interpellato e che rappresenta il massimo organo decisionale), ci pone però ulteriori e nuove domande: perché le funzioni decisionali e strettamente politiche sono surrogate da una figura amministrativa? Perché il Presidente Paolini e la Giunta provinciale non chiariscono definitivamente la loro posizione? Perché alla parola “ristrutturazione” tutti si defilano, quasi fosse un tabù imbarazzante, Presidente Paolini in testa?

E soprattutto: il Presidente Paolini, come spiega ai contribuenti che la perizia, del costo di 32.656 euro per il Carducci e 28.812 euro per il Nolfi , è incompleta?

E come giustifica ai contribuenti che la decisione politica di demolire e ricostruire sta andando in direzione esattamente contraria alle conclusioni della perizia? E visto che le risultanze della perizia vengono completamente disattese, chi si assume la responsabilità di 32.656 euro di denaro pubblico buttati dalla finestra?

Fin dalla sua costituzione, il Comitato Nolfi ha sempre cercato di tenere un atteggiamento di ragionevole collaborazione; ci viene il sospetto che la pacatezza da noi finora dimostrata sia stata interpretata come segno di remissività e arrendevolezza.

Grave errore di interpretazione; di fronte al protrarsi di risposte inadeguate o evasive, di fronte a tali manifestazioni di inattività decisionale e operativa, saremo presto costretti a rivedere le modalità e gli obiettivi delle nostre azioni”.

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