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“Caro don Peppe, la tua vita sarà la più bella omelia!”

Giovedì 28 gennaio si sono celebrati i funerali di don Giuseppe Monaco, parroco di Calcinelli.

bara don giuseppe monaco
foto Giacomo Pucci

CALCINELLI – E’ stata la piccola chiesetta di Posta Vecchia, da lui tanto amata, ad accoglierlo giovedì scorso prima della celebrazione delle esequie.

Don Giuseppe Monaco, 72 anni, parroco di Calcinelli non è riuscito a vincere la lotta contro il Coronavirus.

Quella chiesetta, in cui tante volte ha celebrato messa, ha permesso a tanti fedeli di salutarlo per l’ultima volta. Sulla bara, la stola colorata che, in fondo, era espressione della sua stessa persona.

Don Peppe, così lo chiamavano tutti, aveva mantenuto il suo carattere bresciano. Era nato a Villachiara da una famiglia di contadini. Aveva quell’animo sincero e schietto di chi “non te la mandava a dire” ma allo stesso tempo sapeva amare le persone di un amore sincero.

Alle 15 il rito funebre nella chiesa parrocchiale di Santa Croce, una liturgia semplice animata, come ogni domenica, dalla chitarra. Tra i canti intonati anche il Cantico delle Creature di San Francesco.

A presiedere la messa è stato il Vescovo Armando Trasarti che ha voluto ricordare subito Annunciata, la sorella di don Giuseppe, che viveva con lui.

“Li ho sempre visti insieme – ha detto il Vescovo – Seppellire un figlio, un fratello ed un padre è sempre una fatica enorme”.

La celebrazione è stata forse come don Peppe l’avrebbe voluta. Senza troppi fronzoli, essenziale. E senza nemmeno tanti elogi per chi non c’è più. Non li ha mai apprezzati nemmeno in vita.

fabio funerale don giuseppe monacoIL RICORDO DEGLI SCOUT

Fabio, in rappresentanza del gruppo scout di Calcinelli ha preso la parola: “Caro don Peppe, oggi nessuno riuscirebbe a parlare da questo microfono con la voce squillante che avevi tu quando da quell’ambone ti rivolgevi a noi.

La tua morte repentina ci ha lasciato senza fiato. Sono certo che chiunque racconterebbe di un amico vero dai modi severi e bruschi, un uomo buono, generoso, disordinato e testardo che troppe volte perdeva la pazienza senza perdere la speranza e la voglia di ricominciare.

Hai urlato ed hai sbattuto porte in faccia a tanti di noi ma sei stato capace di riaprirle con umiltà anche quando ti abbiamo voltato le spalle. Sei stato una guida, un amico con il quale gioire.

Te ne vai lasciando la festa prima che fosse finita [come avveniva di solito anche quando era in vita]. ‘Vi ho dato quello che potevo, ora andate avanti senza di me’. Ci lasci soli anche questa volta. Ci lasci un vuoto enorme.

Lasci un vuoto grande nella tua tanto cara Posta Vecchia con la sua chiesetta. Un vuoto, che sarà difficile riempire fatto di rimpianti e di emozioni”.

Le tue parole ci vengono in soccorso nella notte del tuo ultimo Natale (quando don Giuseppe aveva celebrato messa): ‘Non ci dobbiamo fermare perché Dio ci ha visitati. Non siamo soli, siamo in compagnia dell’amore pieno, totale, che va al di là delle paure… L’amore di Dio è un amore eterno’.

Questo maledetto virus ti ha portato via troppo presto. Siamo sicuri che sei salito in cielo. Il Signore ti ha riconosciuto. La tua vita sarà l’omelia più bella che ci hai lasciato. Ciao Uomo giusto. Veglia su di noi!”.

vescovo trasarti funerale don peppe monacoLE PAROLE DEL VESCOVO

Il Vescovo Trasarti durante l’omelia ha voluto dar voce al cordoglio di tutti coloro che hanno voluto bene a don Peppe. Ha ringraziato tutte le persone che si sono prese cura di lui negli anni.

“Ho uno speciale ed immenso debito di fraterna riconoscenza. Ognuno ricorda il suo don Peppe. Non avrebbe voluto elogi. Don Peppe è stato il “prete comune”, lontano da ambizioni sterili o meschine.

La morte – ha continuato Trasarti – in questo anno ha pesato abbondantemente… Se non si pensa alla morte si ha l’atteggiamento del signore e del padrone. Se invece la si pensa, si guarda la vita con una sensibilità diversa che ci rende più umani e accoglienti.

Morire per il credente è tornare a casa sentendosi attesi. Aiutaci a guardare la meta e a non perdere la speranza”.

Prima della benedizione finale, Annunciata, la sorella di don Giuseppe, ha voluto ringraziare tutta la comunità. Pochissime parole cariche di emozione e semplicità.

IL RICORDO DELLA COMUNITA’ DI VILLACHIARA

Don Ettore Borlani, parroco di Villachiara (Brescia), paese natale di don Peppe, ha inviato un ricordo al Vescovo e alla comunità di Calcinelli.

“Lo abbiamo conosciuto dalle sue origini in una povera famiglia contadina con la precoce scomparsa del padre Angelo nel lavoro dei campi. Ha completato la sua formazione in questa diocesi.

Già dai primi giorni di gennaio abbiamo pregato per don Giuseppe. Alla notizia della sua morte abbiamo celebrato una messa di suffragio. Anche questa sera ci uniremo nella preghiera per sostenere la sorella Annunciata e la parrocchia.

Il suo esempio possa essere seguito da uno dei giovani che ha accompagnato in parrocchia.

Lunedì 15 febbraio ci sarà una concelebrazione con tutti i sacerdoti e gli amici di Villachiara che lo hanno conosciuto”.

andrea giuliani funerale don giuseppe monacoIL SALUTO DEL SINDACO ANDREA GIULIANI

Andrea Giuliani, sindaco di Colli al Metauro, visibilmente commosso ha rivolto un ultimo saluto a don Giuseppe.

“Continuano a succedere cose in questi mesi che mai avrei pensato di fare. Questa è la più difficile.

Oggi questo comune piange una delle vittime più importanti. Potrei parlare tanto di te (rivolto a don Giuseppe) ma penso che Fabio ha parlato meglio di me.

Grazie a nome di tutta la comunità civile che oggi rappresento. Grazie per aver condiviso un lungo pezzo di strada in mezzo a noi.

Grazie alla diocesi per il sostegno concreto e per tutti coloro che si sono messi a fianco alla parrocchia. Una parrocchia che fin dagli anni ‘90 è diventata un punto di riferimento per il territorio con un gruppo scout di oltre 170 iscritti, centinaia di ragazzi che frequentano catechismo. La casa della comunità (recentemente realizzata) è stata il sogno di don Giuseppe.

saluto finale don giuseppe monaco
foto Giacomo Pucci

So che non sarà facile trovare una soluzione al vuoto lasciato da don Giuseppe – ha detto il sindaco rivolgendosi al Vescovo – Le chiedo una soluzione di alto profilo, coraggiosa. Questo territorio ha bisogno di una guida spirituale che solo le parrocchie sanno svolgere.

Non permetta Eccellenza che tutto questo si affievolisca con un periodo troppo lungo. Questa parrocchia è tanto. Don Peppe merita una degna successione.

Troverà qui tutto il sostegno necessario. Affidiamo a lei Eccellenza la nostra preoccupazione di amministrazione”.

Infine rivolgendosi alla bara: “Tu don non ti distrarre e veglia su tutti noi. Ciao!”.

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