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Bando TARI, la CISL critica la scelta del Comune di Fano

Le risorse non spese previste per sostenere il pagamento della TARI alle famiglie dirottate sulle imprese. La critica del sindacato al comune.

tassa rifiuti tariFANO – “La giunta comunale di Fano non finisce di sorprenderci con scelte lontane  dalla realtà sociale che stanno vivendo le  famiglie e i pensionati”. E’ quanto affermano in una nota Giovanni Giovanelli e Luciano Rovinelli della CISL Fano.

“A giugno – continuano i sindacalisti – si era concordato di destinare 500.000 per le famiglie a sostegno del pagamento delle utenze Tari, una decisione che finalmente sosteneva, all’uscita della grave crisi pandemica, le famiglie.

Il 4 novembre con un telefonata l’assessore al welfare di comunità ci informa che di quelle risorse sono state spese solo circa 100.000 di quelle risorse e che la giunta comunale avrebbe emanato un nuovo bando risorse per le attività commerciali destinando le risorse non utilizzate alle attività commerciali.

Cosi dopo la mancata distribuzione delle risorse, si destinano 300.000 per le attività commerciali recuperando uno stanziamento di 100.000 per le famiglie.

Siamo veramente costernati e amareggiati delle modalità con le quali si è arrivati a questa decisone: nessun confronto, nessun approfondimento con le organizzazioni sindacali e nemmeno una analisi dei motivi del mancato utilizzo di tutte le risorse  stanziate con il bando di Giugno.

Forse la giunta e il sindaco non conoscono bene la situazione reddituale dei pensionati e dei lavoratori.  Il reddito si è ridotto fortemente in questi anni sia per la pandemia che per i lunghi effetti della crisi del 2011 e 2012.  I numeri  aiutano a comprendere la drammaticità di questa situazione

A Fano ci sono 45.948 persone che hanno un reddito di cui 16.151 sono pensionati. I pensionati hanno una pensione media di 897 euro  e ci sono 3.444 cittadini fanesi che vivono con una pensione di invalidità per un importo di 444 euro.

Preoccupante è anche la situazione dei redditi da lavoro! Coloro che hanno un reddito fino a 10.000 sono 11.949 con un reddito annuo di 4.634 euro che corrispondono a 387 euro di reddito mensile. A questi si aggiungono 6.162 cittadini che hanno un reddito tra 10.000 e 15.000  con un reddito mensile di 1.000 euro. Una situazione drammatica che necessità di forte risposte di sostegno.

Ecco il motivo per cui riteniamo che queste risorse dovevano essere indirizzate senza il minimo indugio per sostenere il pagamento della Tari. Nel bilancio familiare di un nucleo di tre persone con un appartamento di 80/90 metri incide per 400 euro all’anno.

Ancora una volta la giunta di Fano decide in maniera unilaterale senza il minimo confronto e soprattutto senza essere consapevole della situazione reddituale dei propri cittadini. Ci sarebbe piaciuto un dialogo e una condivisione per destinare le risorse alle famiglie individuando meccanismi  automatici (siamo nell’era della semplificazione) nell’erogazione del  contributo.

Forse – continuano i sindacalisti – il sindaco e la giunta si sono dimenticati di tutti gli aumenti sia dai beni di prima necessità, dalla luce, acqua e gas. A tal proposito ricordiamo se fosse sfuggito ai nostri amministratori  che anche il costo dell’acqua per i cittadini di Fano è il più alto delle Marche!

Come si dice al danno si aggiunge la beffa. Nei prossimi giorni la Cisl e la federazione dei pensionati avvieranno una fase di informazione sui mancati interventi a favore di famiglie e pensionati e sulle scelte della Giunta di Fano che seguono logiche da noi non condivise ne condivisibili”.

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