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Ad Urbania la XXII edizione de “I Teatri delle diversità”

Il 6 e 7 novembre ad Urbania l'incontro promosso dalla Rivista Europea Catarsi-Teatri delle Diversità.

marco cavalloURBANIA – Il titolo del XXII incontro promosso dalla Rivista Europea Catarsi-Teatri delle Diversità, “Teatri e processi di liberazione: pratiche maieutiche”, richiama la figura di Marco Cavallo, alla quale è dedicato il manifesto dell’evento, divenuto appuntamento di riferimento a livello internazionale per il Teatro Educativo, Sociale e di Comunità.

Il cavallo azzurro, realizzato in cartapesta e legno nel 1973 all’interno del manicomio San Giovanni di Trieste da un’idea di Giuliano Scabia, Giuseppe Dell’Acqua, Dino Basaglia, Vittorio Basaglia è un’opera collettiva realizzata nei laboratori artistici creati all’interno della struttura da Franco Basaglia, allora direttore dell’Ospedale Psichiatrico.

La scultura, divenuta simbolo della chiusura dei manicomi grazie alla “Legge 180” del 1978, è diventata in seguito simbolo di tutti i processi di liberazione.

“Il cavallo di Giuliano è il ricongiungimento di tutto (compresa la follia) con la volontà di trasformazione della società, con lo spostamento della logica della salute oltre le abitudini correnti” (sono parole di Claudio Meldolesi, storico del teatro, pronunciate introducendo Scabia nel 2008 alla Ottava edizione del Convegno della Rivista).

Nel 2013 Marco Cavallo è protagonista della chiusura degli ancora disumani Ospedali Psichiatrici Giudiziari che avevano sostituito i vecchi manicomi criminali a metà degli anni settanta; a novembre 2011, la scultura lascia Urbania, dove partecipa al dodicesimo convegno dal titolo “Impazzire si può” e, come appare nella foto di Franco Deriu, fa ingresso accompagnata da un gruppo di preadolescenti dell’Istituto Comprensivo Galilei nel carcere di Pesaro per il progetto “I sogni dei reclusi” che coinvolge la Compagnia teatrale Lo Spacco e il Teatro Universitario Aenigma.

Dieci anni dopo a Urbania si apre una riflessione sul “teatro come pratica maieutica” con la presentazione del libro che Scabia è riuscito a chiudere appena prima della sua scomparsa avvenuta il 21 maggio 2021: “Scala e sentiero verso il Paradiso: trent’anni di apprendistato attraverso l’università”, a cura di Francesca Gasparini e Gianfranco Anzini (Edizioni Nuove Catarsi e la Casa Usher).

Il termine “Teatri” (plurale) si riferisce alle ulteriori pratiche maieutiche sotto i riflettori del XXII convegno, a partire da quella di Mariano Dolci, festeggiato il 27 marzo 2021 dall’UNIMA Italia in occasione della Giornata Mondiale della Marionetta.

Il Maestro burattinaio introduce e coordina una tavola rotonda sul “Teatro di animazione in educazione e nel sociale”, ricordando la recente scomparsa di Marie-Christine Debien, presidentessa dell’associazione francese Marionnette et Therapie.

Ancora due significativi ricordi sono rivolti a due compagni di viaggio della rivista e del convegno recentemente scomparsi: il regista polacco Lech Maria Raczak, riconosciuto maestro del teatro europeo contemporaneo, per 20 anni punto di riferimento per giovani attori e registi all’Università di Urbino, e il poeta e drammaturgo argentino Alejandro Finzi, professore ordinario in Letterature Europee all’Università del Comahue di Neuquén,  autore di testi molto rappresentati in America Latina e tradotti in Inglese, Arabo, Portoghese, Russo, Francese e Italiano.

Una sessione è inoltre dedicata alle “Arti nei dialoghi interreligiosi”, riflettendo sulla drammatica situazione dell’Afghanistan attraverso la visione, a distanza di vent’anni dalla sua realizzazione, del film “Clown in Kabul” che racconta la missione umanitaria di Patch Adams ed altri 19 clown all’indomani della fine della guerra del 2001.

Il Convegno si conferma ancora una volta sede privilegiata dei lavori dell’International Network Theatre in Prison (INTiP), organismo Partner dell’International Theatre Institute dell’UNESCO, con la Sesta edizione del Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere, anteprima della Rassegna Nazionale “Destini Incrociati” (Roma, Teatro Palladium e Università Roma Tre, 17-20 novembre 2021) a cura del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.

L’evento si conclude con una giornata aggiuntiva di formazione, prevista l’8 novembre a Pesaro, grazie alla pubblicizzazione dei primi risultati del Progetto Erasmus+ ESCAPE (Encouraging SCenic Arts in Prisoners’ Education) con partners da Italia, Portogallo, Spagna.

La tre giorni si conclude con la prima rappresentazione all’esterno del carcere del nuovo spettacolo della Compagnia Lo Spacco della Casa circondariale di Pesaro con il Teatro Universitario Aenigma, titolo “I Sopravvissuti”, liberamente ispirato ai racconti di Primo Levi, regia di Francesco Gigliotti (l’appuntamento è fissato alla Ex Chiesa della Maddalena lunedì 8 novembre 2021 alle 19.00 – prenotazione obbligatoria su Eventribe).

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