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“A Bologna gli utili, a Fano la monnezza”

La discarica di Monteschiantello, il progetto del biodigstore di Talacchio, la fusione tra Aset e Marche Multiservizi. La nota dei consiglieri fanesi dei Cinque Stelle

progetto biodigestore di talacchioFANO – “Nella bozza del piano d’ambito, prendono finalmente forma gli obiettivi che il PD provinciale sta perseguendo da anni anche sulla gestione dei rifiuti, con la complicità passiva del Sindaco Seri”.
E’ quanto affermano i consiglier di minoranza del Movimento 5 Stelle di Fano Tommaso Mazzanti, Francesco Panaroni e Matteo Giuliani.
“Innanzitutto – continua la nota – abbiamo una conferma: la discarica di Monteschiantello diventerà l’unico immondezzaio di tutta la Provincia, ma siccome accoglie anche rifiuti provenienti da fuori, si esaurirà prematuramente nel 2026-2027.
Qual è la soluzione? Ovviamente ampliare la discarica, con buona pace di chi si lamentava dell’ipotesi di realizzare nella stessa area un impianto relativamente innocuo come un digestore.
A proposito di digestore, il piano dichiara di non voler prendere posizione, ma l’indicazione che fornisce è tanto chiara quanto sorprendente: si dice infatti che l’impianto debba essere in grado di trattare non meno di 95.000 tonnellate/anno, con un chiaro sovradimensionamento rispetto alle effettive esigenze del territorio.
Nessuna traccia del compostaggio di comunità, previsto da una legge regionale voluta dal M5S, che se applicata abbasserebbe ulteriormente il fabbisogno. Dove si voglia andare a parare è palese: si predilige di fatto il mega-digestore di Talacchio realizzato da Marche Multiservizi, lasciando Aset a bocca asciutta.
Oltretutto che fine ha fatto l’avviso pubblico per individuare il partner di Aset nella realizzazione di un proprio impianto, approvato con una mozione lo scorso luglio? Tutto scomparso dai radar!
Come se non fosse abbastanza, ecco sganciata l’ultima bomba: se non saranno raggiunti gli obiettivi di raccolta differenziata, cosa purtroppo molto probabile, a Monteschiantello verrà realizzato l’impianto per il trattamento meccanico-biologico (TMB) dell’indifferenziato, che porta con sé rischi ambientali ben superiori a quelli del digestore, e senza gli incentivi previsti per la produzione di biometano.
Con un gioco di prestigio si realizza l’inversione di quanto originariamente accordato tra le due aziende di servizi, quando il digestore doveva essere realizzato da Aset nel fanese e il TMB da MMS nel pesarese.
Aggiungiamo agli ingredienti la malcelata voglia di parte della maggioranza al governo di Fano di annegare Aset dentro la multiservizi pesarese controllata da Hera…e il gioco è fatto! Se Seri non recupererà l’orgoglio di essere Sindaco della terza città delle Marche, questo sarà il triste destino: a Bologna gli utili, a Fano la monnezza!
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