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Prospettiva Urbino sul calo demografico: puntare sulle “fusioni” tra comuni

calo demografico urbino ricetta fusioneURBINO – “Il calo demografico a ritmi vertiginosi è il dramma della città di Urbino, eppure l’amministrazione non fa nulla per evitarlo. Un dato che dimostra la mancanza di opportunità di lavoro per i giovani e di attrattiva per possibili nuovi residenti”. Apre così la nota di Prospettiva Urbino sulla diminuzione della popolazione nella città ducale.

“Perdere abitanti non rappresenta solamente un depauperamento economico e una sicura perdita di servizi, significa smarrire l’identità culturale, il vincolo che ha legato intere generazioni intere ad un luogo. Aumentare il numero della popolazione o comunque mantenerlo sopra la fatidica soglia dei 15mila abitanti esprime invece  il potenziamento dei servizi, la sicurezza, la ripresa economica, culturale e turistica come pure il welfare per anziani e la sanità.

Un obiettivo da ottenere in primis con la fusione tra Comuni, che non va vista come una negatività per i comuni più piccoli, ma come una grande opportunità nell’erogazione dei servizi, nella creazione di una comunità più forte e coesa dove tutti ne possano trarre vantaggi.

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Infatti  per favorire la modifica della composizione generazionale e incentivare i più giovani a permanere o rientrare in questi territori, le condizioni considerate imprescindibili sono il riequilibro demografico e l’adeguamento della qualità/quantità dei servizi essenziali e la mobilità. Per garantire a questo nostro territorio condizioni di partenza adeguate per lo sviluppo e la crescita della cittadinanza non si può prescindere dall’aumento della popolazione.

Un Comune di 20mila abitanti sarà sicuramente un Comune più forte e più attrattivo e non dovrà ogni giorno lottare perché rischia di perdere pezzi o per vedere a rischio l’Ospedale, il Tribunale o le Forze dell’Ordine. Per far questo sarà indispensabile fare riferimento  agli incentivi previsti dal legislatore per i comuni nati da fusione, che dovrebbero consentire proprio il raggiungimento di tali obiettivi. Dopo il maldestro tentativo di fusione tra il comune di Urbino e quello di Tavoleto, non possiamo più aspettare: è di questi giorni la notizia della fusione tra Auditore e Sassocorvaro.

Non possiamo presentarci ad altri Comuni con arroganza: dobbiamo parlare con i cittadini, con gli amministratori e lavorare assieme per il bene condiviso di una collettività che dalle fusioni può trarre solo vantaggi e  che non perderà nessuna identità. Rinunciare a qualcosa di piccolo può far ottenere grandi opportunità”.

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