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Zona industriale di Bellocchi, la salute non è un optional

Con una interrogazione i consiglieri del Movimento 5 Stelle chiedono conto dei dati mancanti della centralina e dello studio sulla qualità di aria, acqua e suolo a Bellocchi.

comitato salute bellocchi critica mascarinFANO – I consiglieri del Movimento 5 Stelle interrogano il sindaco sui dati della centralina installata nella zona industriale di Bellocchi e la mancata consegna di uno studio commissionato ad una azienda spin off dell’Universita di Urbino.

LA MANCANZA DEI RILEVAMENTI DELLA CENTRALINA 

Nel settembre 2015 è stata sottoscritta una convenzione tra Comune di Fano, Regione Marche, ARPAM, ASUR e Profilglass Spa per l’installazione e il funzionamento di una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria da collocare nell’area industriale di Bellocchi, poi attivata nel 2016.

Non risultano però pubblicati sul sito istituzionale del Comune i valori relativi alle rilevazioni della centralina dal luglio 2017 al giugno 2019. La pubblicazione dei dati è ripresa con frequenza più o meno regolare a partire dal 5 giugno 2019.

Anche a partire da giugno 2019 si sono registrati alcuni malfunzionamenti della centralina che hanno impedito di rilevare i valori di NO2 o PM10 in vari periodi di ottobre 2019, aprile 2020 e maggio 2020.

GLI SFORAMENTI REGISTRATI DALLA CENTRALINA

Da giugno a dicembre 2019, al netto delle giornate di inattività, sono stati rilevati 38 sforamenti del valore limite giornaliero di PM10 (50 µg/m³), superando dunque in soli sette mesi la soglia massima di 35 sforamenti annuali prevista dalla normativa.

Dal 1° gennaio 2020 al 14 giugno 2020, al netto delle giornate di inattività, sono già stati rilevati 43 sforamenti del valore limite giornaliero di PM10 (50 µg/m³), superando in meno di sei mesi la soglia massima di 35 sforamenti annuali prevista dalla normativa.

In dodici mesi, da giugno 2019 a giugno 2020, al netto delle giornate di inattività, si contano quindi 81 sforamenti, più del doppio di quelli consentiti annualmente.

LO STUDIO COMMISSIONATO DAL COMUNE SULLA QUALITA DI ARIA, ACQUA E SUOLO A BELLOCCHI

A dicembre 2017 il comune ha approvato uno schema di convenzione con l’Università di Urbino e Geo.In.Tech srl, una spin-off dell’Università per uno studio dell’area di Bellocchi (aria, acqua, suolo) per un importo di 73mila euro grazie ai dati raccolti dal monitoraggio.

La convenzione è stata sottoscritta a gennaio 2018 per la durata di 18 mesi con possibilità di proroga. La proroga è stata fatta il 14 novembre 2019 fino al 28 febbraio 2020 su richiesta della Geo.In.Tech. Srl, a causa di asserite difficoltà nel reperimento dei dati

I consiglieri però rilevano che ad oggi lo studio sulla zona industriale di Bellocchi non risulta depositato in comune.

L’emergenza pandemica da coronavirus secondo i consiglieri non può aver influito sui ritardi, poiché la scadenza prevista era anteriore all’inizio del cosiddetto lockdown e le attività oggetto della convenzione riguardavano principalmente raccolta ed elaborazione dati, esperibili con modalità digitali e telematiche, anche per quanto riguarda eventuali comunicazioni e confronti tra esperti e Amministrazione.

COSA CHIEDONO I CONSIGLIERI AL SINDACO

I consiglieri chiedono al sindaco Seri il perché del ritardo nella consegna dello studio e quando sarà eventualmente consegnato.

Per quali motivi non siano stati pubblicati per quasi due anni i valori registrati dalla centralina di rilevamento della qualità dell’aria collocata nella zona industriale di Bellocchi;

Quali siano le cause dei frequenti malfunzionamenti di tale centralina e come si intenda rimediare.

Quali misure urgenti e quali interventi strutturali intendano mettere in campo per risolvere il problema grave e non più trascurabile della qualità dell’aria nella zona industriale di Bellocchi, a beneficio dei residenti e dei lavoratori.

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