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Vertenza Whirlpool, Mancini: “Al fianco dei lavoratori, contro l’economia del mordi e fuggi”

L'appoggio alla lotta dei lavoratori e la necessità di governare i processi industriali.

roberto mancini cooss marche
Roberto Mancini, candidato presidente alle elezioni regionali del Movimento civico “Dipende da Noi”

ANCONA – “Il movimento “Dipende da Noi” condivide la lotta dei lavoratori degli stabilimenti marchigiani della Whirlpool, esposti al destino del licenziamento da giochi finanziari e politici che non tengono in alcun conto il valore del loro lavoro, i loro diritti fondamentali e il reale potenziale produttivo dell’azienda”. E’ quanto afferma in una nota Roberto Mancini del Movimento “Dipdende da Noi”

La vendita alla multinazionale americana del gruppo Ariston – continua la  nota – (senza che Governo, Regione e istituzioni locali si facessero parte attiva per chiedere e garantire continuità produttiva, mantenimento dei livelli occupazionali, e senza prevedere politiche e risorse a sostegno dell’indotto nel territorio fabrianese) lasciava presagire il facile “mordi e fuggi” della multinazionale, interessata alla rete commerciale e all’eliminazione di una concorrente, più che alla valorizzazione di una straordinaria esperienza lavorativa del nostro territorio.

La “fiducia” subalterna che la politica regionale e alcuni settori del sindacato hanno concesso alla famiglia Merloni è stata determinante nelle politiche industriali della Regione Marche: un totale “laissez faire” che affida tutte le scelte all’impresa, le finanzia senza controllare, le asseconda senza progettualità condivisa.

Così in pochi anni non solo Fabriano, ma le Marche intere hanno visto la cessione di aziende importanti al capitale multinazionale, spesso seguite da ridimensionamenti o peggio cessazione dell’attività produttiva.

Una forma di “delocalizzazione” rovesciata – aggiunge Mancini – consentita senza chiedere conto a questi gruppi dei tantissimi finanziamenti ricevuti dal pubblico, fosse lo Stato o la Regione, e senza che strumenti istituzionali come la Svim si impegnassero a pensare progetti alternativi e soluzioni immediate.

Bisogna sostenere con tutte le forze i lavoratori in lotta per salvare una grande storia industriale della nostra Regione e per farlo bisogna costruire un grande progetto d’iniziativa pubblica.

I soldi c’erano già – conclude Mancini – a cominciare da quelli pubblici dei quali per decenni ha beneficiato questa impresa – soldi che in caso di chiusura dovrebbe per giustizia restituire – e ce ne sono altri arrivano dall’ Europa.

Nel programma che dovrà essere presentato a Bruxelles entro ottobre, un impegno e un progetto per una nuova “Ariston marchigiana” dovrà essere promosso e noi siamo pronti a dare il nostro contributo”.

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